L’inaugurazione dell’Arco di Trionfo è avvenuta esattamente 188 anni fa: da allora è uno dei monumenti più iconici e amati di Parigi, insieme alla Tour Eiffel e a Notre Dame.

«Si tornerà alle vostre case solo sotto archi di trionfo»: con questo decreto imperiale del 18 febbraio 1806 Napoleone Bonaparte ordinò la costruzione dell’Arco di Trionfo, un monumento che celebrasse le vittorie dell’esercito francese. Il suo intento era quello di stabilire il punto di partenza di un percorso trionfale che conducesse fino al Louvre, nella Piazza della Bastiglia.
L’Arco di Trionfo fu pronto 15 anni dopo (nel 1836) la morte di Napoleone e oggi rappresenta un punto di riferimento per chi visita Parigi – anche se per pochi giorni –, offrendo una delle viste più spettacolari sugli Champs-Elysées e sulla città.

L’inaugurazione dell’Arco di Trionfo: la storia

Per la progettazione del monumento l’architetto Jean Chalgrin era così in competizione con l’architetto Jean-Arnaud Raymond che fu impossibile una collaborazione tra i due. Il Ministero scelse, quindi, il primo per la realizzazione del monumento, la cui prima pietra fu posta il 15 agosto 1806. Le fondamenta richiesero due anni di lavoro e nel 1810 i quattro pilastri erano alti solo un metro. Per il matrimonio con l’arciduchessa Maria Luisa d’Austria, Napoleone volle che Chalgrin costruisse un modello di legno in scala per mostrare alla futura moglie la grandiosità del progetto. Bonaparte morì il 5 maggio 1821: non vide mai l’opera completata, ma il suo feretro passò sotto l’arco prima di raggiungere il suo luogo di sepoltura, l’Hôtel des Invalides.
Iniziarono le difficoltà. Chalgrin morì improvvisamente nel 1811, seguito otto giorni dopo da Raymond. Inoltre, tra le sconfitte napoleoniche, come la Campagna di Russia del 1812, e gli eventi del 1814, la costruzione dell’Arco di Trionfo venne ripresa e interrotta più volte, fino a essere abbandonata durante il periodo della Restaurazione.
Luigi XVIII decise di riprendere i lavori solo nel 1824, anno della sua morte, con gli architetti Louis-Robert Goust, Jean-Nicolas Huyot e Louis-Étienne Héricart de Thury. Nel 1830, Luigi Filippo I decise di recuperare l’idea di Napoleone ma con uno spirito diverso, di riconciliazione, che celebrasse tutti coloro che combatterono per la Francia tra il 1792 e il 1815, che fossero rivoluzionari, monarchici o imperiali. Dal 1896 è uno dei Monumenti Storici della Francia, come l’Arena di Nîmes.

I rilievi e le sculture allegoriche dell’Arco di Trionfo

L’Arco di Trionfo è direttamente ispirato all’Arco di Tito nel Foro di Roma ed è davvero mastodontico: misura 50 metri di altezza, 45 metri di larghezza e 22 metri di profondità, dimensioni che lo rendono il secondo arco di trionfo più grande al mondo dopo quello costruito in Corea del Nord nel 1982 per il compleanno di Kim Il-sung.
Le pareti interne dell’arco riportano i nomi di 660 generali francesi: quelli sottolineati indicano i generali che morirono in battaglia.
Alla base dell’arco si trova la tomba del Milite Ignoto, posta nel 1920, con la Fiamma Eterna in memoria dei caduti non identificati della Prima Guerra Mondiale. Dal 1945 la tomba onora anche i caduti della Seconda Guerra Mondiale. Ogni sera alle 18:30 i membri dell’Associazione dei Combattenti e delle Vittime di Guerra ravvivano la fiamma, una tradizione iniziata nel 1923 e continuata anche durante l’occupazione tedesca nel 1940.
Le colonne dell’arco ospitano quattro sculture allegoriche: Il Trionfo di Napoleone del 1810 di Jean-Pierre Cortot, La partenza dei Volontari del 1792 (La Marseillaise) di François Rude, La Resistenza e La Pace, entrambe di Antoine Étex.
L’Arco di Trionfo continua a essere per la Ville Lumière il simbolo della sua storia e della sua gloria, tanto che dal 1975 il Tour de France si conclude proprio sotto l’arco. Oggi che la città è nel pieno del fermento olimpico e ospita migliaia di persone, l’Arco di Trionfo accoglie gli Agitos, il simbolo dei Giochi Paralimpici, in contemporanea ai cinque anelli olimpici posizionati sulla Torre Eiffel: è la prima volta nella storia dei Giochi che questi due simboli possono essere visti nello stesso momento, come metafora della grande ospitalità che Parigi offre al mondo.

Alcune curiosità che forse non conosci sull’Arco di Trionfo

Questo capolavoro di architettura è una tappa inevitabile per chiunque visiti Parigi e la sua lunga storia è piena di aneddoti interessanti. Eccone alcuni che forse non conosci.

L’Arco di Trionfo poteva essere un elefante

Sappiamo che l’Arco di Trionfo fu voluto da Napoleone, ma, prima di lui, l’architetto francese Charles Ribart propose un edificio a tre livelli a forma di elefante. Questo progetto includeva una scala a chiocciola che, simbolicamente, avrebbe condotto all’interno del mastodontico monumento. I mobili sarebbero stati pieghevoli e appoggiati alle pareti, mentre il tronco avrebbe ospitato un sistema di drenaggio. Ribart era pronto a iniziare la costruzione, ma il governo francese respinse la sua richiesta e il progetto, forse troppo innovativo, non venne realizzato.

Un aereo è passato sotto l’Arco di Trionfo

Poche settimane dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, l’aviatore Charles Godefroy fece volare il suo aereo da caccia Nieuport attraverso l’Arco per onorare tutti gli aviatori caduti in guerra.

La spada spezzata e la battaglia di Verdun

Si racconta che il 21 febbraio 1921, quando scoppiò la battaglia di Verdun tra Francia e Germania durante la Prima Guerra Mondiale, la spada del guerriero che rappresenta la Francia sull’Arco di Trionfo si spezzò improvvisamente. Il monumento fu immediatamente coperto con dei teloni per evitare che i cittadini vedessero la spada spezzata come un cattivo presagio, ma forse in qualche modo lo era. Nonostante l’esito vittorioso della difesa francese, durante i combattimenti nove villaggi francesi furono completamente distrutti, più di un quarto di milione di persone persero la vita e almeno mezzo milione furono i feriti. La cruenta battaglia rappresenta ancora oggi per la Francia forza, eroismo e sofferenza.

La marcia trionfale dei tedeschi

Sebbene l’Arco di Trionfo sia stato costruito per celebrare le vittorie della Francia, ha anche assistito a terribili sconfitte: i tedeschi infatti marciarono sotto l’arco nel 1871 e i nazisti fecero lo stesso durante l’occupazione di Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale. In compenso le truppe della France Libre, la Resistenza francese, sfilarono sotto l’arco dopo la liberazione di Parigi dall’occupazione nazista il 24 agosto 1944.

Pulire l’Arco di Trionfo non è facile

L’ultima pulizia su vasta scala dell’Arco di Trionfo è avvenuta nel 2011, la prima dopo quasi 50 anni. Del resto, a causa delle dimensioni del monumento e della complessità delle architetture, delle sculture e dei rilievi, pulire l’Arco di Trionfo non è cosa da poco.

L’Arc de Triomphe nel 2021 è stato impacchettato

L’Arc de Triomphe, Wrapped è un’opera degli artisti Christo e Jeanne-Claude, realizzata nel settembre 2021, a un anno dalla morte di Christo. Questo progetto, concepito nel 1961, ha letteralmente impacchettato l’Arco di Trionfo con 25.000 metri quadrati di tessuto argentato riciclabile e 3.000 metri di corda rossa. L’installazione artistica, autorizzata dal governo francese, ha richiesto anni di pianificazione e ha coinvolto un team di ingegneri e operai. L’opera ha trasformato il monumento dando una nuova prospettiva su uno dei simboli più iconici della Francia e ha attirato milioni di visitatori.

Le informazioni utili per visitare l’Arc De Triomphe de l’Etoile

L’Arco di Trionfo si trova in Place de L’Etoile-Charles de Gaulle ed è aperto al pubblico seguendo questo calendario:

Dal 1° aprile al 30 settembre:

  • Dal mercoledì al lunedì dalle 10:00 alle 23:00;
  • Martedì dalle 11:00 alle 23:00.

Dal 1° ottobre al 31 marzo:

  • Dal mercoledì al lunedì dalle 10:00 alle 22:30;
  • Martedì dalle 11:00 alle 22:30.

Il biglietto di ingresso ha un costo di 16 euro e dà accesso all’intero monumento e alla terra. Le persone con disabilità, i minori di 18 anni e i cittadini UE tra 18 e 25 anni hanno diritto all’ingresso gratuito. I biglietti possono essere acquistati in loco o sul sito della biglietteria dell’Arco di Trionfo.

Come raggiungere l’Arco di Trionfo

Se per raggiungere Parigi è sufficiente prenotare comodamente via app un biglietto aereo, per raggiungere l’Arco di Trionfo hai diverse opzioni:

  • In auto arrivando da fuori città: uscita Porte Maillot e Avenue de la Grande-Armée oppure uscita Porte Dauphine e Avenue Foch;
  • Bike sharing: benché a Parigi siano stati aboliti i monopattini a noleggio, la mobilità condivisa è incoraggiata, soprattutto in questi giorni. Le stazioni di bike sharing di Vélib’ si trovano in rue Arsène Houssaye, avenue Hoche, rue Beaujon, rue Balzac e rue Traktir;
  • Con i mezzi pubblici:
    • Metro: linee 1, 2, 6 e RER A, fermata Charles-de-Gaulle-Étoile;
    • Autobus: 22, 30, 31, 52, 73, 92 e Balabus.