Incentivi auto elettriche 2025, caos e ricorsi dopo il blocco della piattaforma: ecco cosa sta succedendo.

Il boom di richieste – i fondi sono stati prenotati in poche ore – per gli incentivi auto elettriche 2025 ha mandato in tilt la piattaforma Sogei, costringendo il Ministero dell’Ambiente a una sospensione temporanea.

Dopo la riapertura anticipata, i voucher restano validi, ma la gestione dei fondi e i disservizi tecnici continuano a far discutere. E ora c’è chi si prepara a presentare ricorso.

Incentivi auto elettriche 2025, piattaforma in tilt e fondi bruciati in poche ore

I fondi destinati agli incentivi auto elettriche 2025 sono andati esauriti con oltre 55 mila voucher. Il 22 ottobregiorno del “click day”, dopo un primo slittamento della data ufficiale – con l’apertura della piattaforma Sogei, migliaia di concessionarie e cittadini si sono collegati contemporaneamente per prenotare il bonus, generando un picco di accessi che ha mandato in crisi il sistema informatico.

Il blocco tecnico ha impedito per ore la validazione dei voucher, portando il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a sospendere temporaneamente la piattaforma. Una decisione che aveva suscitato forte preoccupazione tra operatori e acquirenti, con numerosi contratti rimasti in sospeso.

La riattivazione è poi arrivata nella serata del 30 ottobre, con un giorno di anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Una scelta pensata per consentire alle concessionarie abilitate di completare entro fine mese la registrazione dei contratti legati agli incentivi in corso. Con la ripartenza, è stato possibile sbloccare la validazione degli oltre 55 mila voucher già prenotati tra il 22 e il 23 ottobre.

Le cause del malfunzionamento non sono state chiarite ufficialmente. Né il Ministero né Sogei hanno fornito dettagli sulle origini del guasto, anche se fonti del settore parlano di un possibile bug o di una mancata corrispondenza tra il sistema e le norme operative. Alcuni operatori lamentano la mancanza di test e verifiche preventive, che avrebbero potuto evitare una parte dei disservizi.

Dopo i disservizi, partono i ricorsi

Se la piattaforma è tornata operativa, la gestione degli incentivi continua però a sollevare polemiche. Diversi utenti segnalano casi di esclusione o di errori nella validazione dei dati, in particolare per le pratiche legate alla rottamazione dei veicoli più datati.

C’è chi sostiene di aver rispettato tutti i requisiti (residenza in una FUA, fascia di reddito, tetto massimo di spesa e altri) e le tempistiche per la rottamazione previste dal decreto attuativo, senza riuscire tuttavia a ottenere il voucher per problemi tecnici o incongruenze nei database. Di fronte a situazioni simili, alcuni cittadini stanno valutando la possibilità di presentare ricorso, denunciando un sistema che non avrebbe garantito a tutti le stesse condizioni di accesso al bonus.

Dal Ministero, intanto, è arrivata la conferma che i voucher già prenotati restano validi e potranno essere utilizzati senza dover procedere a una nuova registrazione. Non è escluso, tuttavia, che venga introdotta una verifica manuale da parte degli uffici per confermare la validità dei bonus, una sorta di “pre-voucher” che permetterebbe di evitare ulteriori blocchi.

Nuovo “click day”? Per ora non è previsto

Nonostante la grande richiesta, non è previsto un nuovo “click day”. Secondo i dati forniti da Sogei, la piattaforma ha già generato 55.680 voucher, superando l’obiettivo iniziale di 39.000 nuove auto a ricarica elettrica da immatricolare entro giugno 2026.

È possibile, tuttavia, che nei prossimi mesi tornino disponibili alcune risorse residue. Ad esempio quelle derivanti da voucher non utilizzati, da rinunce o da pratiche decadute per mancata rottamazione. Le regole prevedono infatti che ogni voucher debba essere convalidato entro 30 giorni dalla sua generazione, altrimenti decade e le somme vengono riversate nel fondo residuo.

In altre parole, qualche opportunità di rientrare nei contributi potrebbe ripresentarsi dopo il 21 novembre. Ma al momento il Ministero esclude la possibilità di un nuovo “click day”.