Partiranno già nei prossimi giorni gli incentivi per le auto elettriche. Con la pubblicazione del decreto Ecobonus, il Governo darà via al piano che finanzia la mobilità sostenibile con 950 milioni di euro. Alcune case automobilistiche mettono sul piatto ulteriori sconti per garantirsi più clienti: le previsioni parlano infatti di 100 mila acquisti, di cui 25 mila green.

Tra gli obiettivi del nuovo piano incentivi c’è il rilancio del settore automobilistico– in particolare di quello elettrico e ibrido-plug in– che sta vivendo un momento decisivo.

In Europa quasi tutti i Paesi propongono dei contributi: finalmente anche l’Italia sembra pronta a sbloccare i fondi necessari per promuovere la mobilità elettrica.

Incentivi auto elettriche 2024: gli ultimi aggiornamenti

Il mercato dell’auto italiano, in particolare quello dell’elettrico, si trova in una fase decisiva. Dopo un calo del 18,5% delle immatricolazioni di veicoli green e vendite ancora inferiori del 17% rispetto al periodo pre-Covid, i nuovi incentivi statali potrebbero dare una spinta al settore.

Sono 950 i milioni di euro stanziati per sostenere l’acquisto di auto elettriche, ibride, a benzina e diesel Euro 6, moto, scooter green e furgoni ecologici.

Chi ha un ISEE inferiore ai 30.000 euro, rottamando la vecchia auto a diesel e benzina otterrà uno sconto fino a 13.750 euro. Gli incentivi saranno disponibili anche per auto a benzina e diesel Euro 6 (403 milioni), il tipo di veicolo più scelto dagli italiani perché meno costoso.

Bonus fino a 2.000 euro per auto usate Euro 6, 4.000 euro per moto e scooter green e 18.000 euro per furgoni e camion di nuova generazione completano il quadro degli incentivi.

Il decreto con i dettagli sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale la prossima settimana. I concessionari potranno fare domanda sulla piattaforma Ecobonus e gli ordini potranno essere considerati retroattivi a partire dalla pubblicazione in Gazzetta. Le risorse però potrebbero esaurirsi in poche ore.

incentivi auto

L’impatto sul mercato degli incentivi per le auto elettriche

Le case automobilistiche stanno valutando di aumentare gli sconti sulle auto elettriche ed endotermiche, proponendo “extra-sconti” che, andando a sommarsi agli incentivi statali, sfiorerebbero quota 16.000 euro. Lo scopo è quello di aumentare le vendite: in particolare è un’ipotesi presa in considerazione da Volkswagen e Ford, mentre Stellantis ha tutto l’interesse di spingere sui veicoli prodotti in Italia, come la Panda, la Fiat 500 elettrica e la Jeep Renegade.

Il Governo spera che questo porti a un aumento della produzione di auto in Italia. Tuttavia solo il 30% degli incentivi andrà a veicoli prodotti in Italia, il restante 70% andrà a quelli assemblati all’estero.

L’industria stima che gli incentivi porteranno all’acquisto di 80.000-100.000 nuovi veicoli, di cui 25.000 full electric. Numeri utili per far ripartire il mercato, ma insufficienti per risolvere i problemi del settore, almeno secondo gli esperti.

Quali sono le difficoltà del mercato in Italia

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sposterà i fondi destinati al settore automobilistico dalla domanda all’offerta se la produzione di auto non aumenterà nel Paese. In pratica, se l’Ecobonus non dovesse portare ai risultati sperati, niente più incentivi per gli acquisti ma solo investimenti per attrarre nuovi produttori oltre a Stellantis e ai partner Leapmotor e Dongfeng. Tra i più probabili i cinesi, nonostante i possibili dazi: Chery e Byd.

Il Governo avrebbe tagliato 400 milioni di euro dai fondi per l’auto, di cui 150 non spesi nel 2023 per gli incentivi alle elettriche. Fondi che potevano essere utilizzati anche per aumentare il numero delle colonnine di ricarica, indispensabili per la diffusione dell’auto elettrica.

In Italia infatti ci sono circa 50.000 colonnine di ricarica, che tuttavia non hanno una diffusione omogenea. Un numero ancora lontano dalla media europea (1,06) e dai Paesi leader come Olanda (122.000), Germania (87.674) e Francia (83.317). Inoltre delle 21.000 nuove colonnine previste dal PNRR entro il 2026, ne sono state realizzate solo poche migliaia, con i bandi per quelle nelle superstrade andati finora deserti.