Incentivi auto elettriche: possibile slittamento, il governo valuta il rinvio. Inizialmente previsti per la fine di settembre, potrebbero essere posticipati.

Il countdown per gli incentivi auto elettriche 2025 rischia di allungarsi un po’. Dopo il si dell’UE alle modifiche del PNRR e l’arrivo del decreto ministeriale di fine agosto, si pensava che l’Ecobonus potesse essere reso disponibile già a settembre, ma potrebbe non essere così. Il bonus auto elettriche potrebbe essere posticipato: secondo quanto emerso durante un intervento del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin al Forum Teha di Cernobbio, non è da escludere che il debutto della misura slitti di almeno un mese, forse un mese e mezzo.

Ma allora, quando arrivano gli incentivi? E perché si sta propendendo per un rinvio? Lo spieghiamo nelle prossime righe.

Incentivi auto elettriche 2025: perché potrebbero essere rinviati e a quando

Alla base del possibile ritardo c’è un aggiornamento in corso da parte dell’Istat, incaricata di rivedere le mappe che definiscono le cosiddette aree urbane funzionali e i flussi di pendolarismo: due elementi centrali per l’assegnazione dei bonus. Il governo dovrà decidere se utilizzare le attuali mappe – risalenti a oltre dieci anni fa – oppure attendere le nuove versioni, che rispecchierebbero meglio la realtà attuale. Nel secondo caso, i tempi di attivazione si allungherebbero ulteriormente.

Il ministro ha precisato che il dicastero è pronto a partire e che una valutazione preliminare delle modifiche è già in corso. Se queste dovessero risultare marginali, ha spiegato, si potrebbe procedere con i dati già disponibili, aggiornandoli eventualmente in un secondo momento. Dal punto di vista tecnico, manca soltanto l’ultimo passaggio: l’attivazione di una piattaforma digitale predisposta dal ministero dell’Ambiente, incaricato di gestire l’intero processo.

Inizialmente si era parlato di un avvio entro settembre, ma le incertezze sulle mappe Istat e le valutazioni in corso al ministero stanno ritardando la tabella di marcia. Intanto, produttori, concessionari e potenziali acquirenti attendono con impazienza l’arrivo delle agevolazioni, sottolineando l’urgenza di un intervento che potrebbe incentivare concretamente la mobilità a zero emissioni.

Cosa sono le aree funzionali, i criteri territoriali del bonus

L’accesso al contributo sarà limitato alle cosiddette aree urbane funzionali, ovvero quelle zone che includono città con oltre 50.000 abitanti e le relative aree di pendolarismo. Proprio quest’ultima definizione è oggi al centro del confronto tra ministero e Istat, poiché le attuali mappe non sono aggiornate e rischiano di penalizzare alcune aree.

Il ministro Pichetto Fratin ha riferito che, qualora le revisioni si rivelassero minime, si potrebbe procedere senza attendere il nuovo assetto cartografico. L’obiettivo, ha ribadito, è avviare il prima possibile un piano molto atteso dal mercato, lasciando eventualmente aperta la possibilità di adeguamenti futuri.

Come funzioneranno gli incentivi: a chi spettano e quanto valgono

Dopo lo stop iniziale agli incentivi 2025, il sì dell’UE al PNRR, arrivato lo scorso giugno, ha sbloccato 600 milioni di euro per l’acquisto di auto elettriche, derivati dal mancato raggiungimento degli obiettivi di estensione della rete di colonnine di ricarica elettrica. Non tutti, però, potranno beneficiarne. Il bonus sarà destinato esclusivamente alle persone fisiche, con importi variabili in base al reddito Isee:

  • fino a 11.000 euro per chi ha un Isee inferiore o uguale a 30.000 euro;
  • fino a 9.000 euro per chi rientra nella fascia 30.001–40.000 euro.

Saranno inoltre previste agevolazioni dedicate alle microimprese, per l’acquisto di veicoli elettrici commerciali delle categorie N1 e N2, con contributi fino a 20.000 euro per mezzo, nel limite del 30% del prezzo di listino e nel rispetto delle regole previste dal regime “de minimis”.

Fonte foto: Sito Ufficiale FIAT