Il futuro delle auto elettriche in Europa sono le E-Car e per realizzarle l’UE punta su incentivi e bonus per i costruttori: tutti i dettagli.
Il settore automotive si evolve, continuando a esplorare la frontiera dell’elettrico e presentando numerose novità. Dalle “hyper-hybrid” alle batterie estremamente longeve, passando per la ricarica elettrica in tempi record, le case automobilistiche stanno investendo per conquistare il mercato. Inoltre, per abbassare i prezzi, diverse società stanno pensando di spostare la filiera produttiva verso paesi in cui i costi di produzione sono inferiori rispetto alla media europea.
Per questa ragione, l’Unione Europea sta programmando nuovi incentivi da distribuire ai produttori di E-Car, auto elettriche o ibride realizzate con componenti europei. Come funzionano questi bonus? E chi può usufruirne?
Analizziamo lo scenario.
Incentivi auto elettriche made in UE: come funzionerebbero?
Come riporta corriere.it, la Commissione Europea è al lavoro su un nuovo pacchetto di incentivi per sostenere la produzione locale di veicoli a zero o basse emissioni. Per accedere agli incentivi, i veicoli dovranno essere assemblati all’interno dei confini dell’Unione europea.
Almeno il 70% dei componenti dovrà essere di origine europea, mentre le batterie dovranno includere parti essenziali, come celle, materiale catodico e sistema di gestione, prodotte nel Vecchio Continente. Sembra che anche il Regno Unito, nonostante l’uscita dall’UE con la “Brexit“, starebbe negoziando per rientrare nel piano.
Tuttavia, ci sono dubbi sull’erogazione dei bonus. Il sistema pensato al momento non appare “snello” dal punto di vista burocratico. Infatti, l’erogazione degli incentivi richiederà la creazione di un organismo di controllo deputato alla verifica dei requisiti. Gli incentivi non riguarderanno soltanto le auto elettriche, ma si estenderanno anche ai veicoli ibridi plug-in e a quelli alimentati a idrogeno.
Il piano si inserisce nel solco della recente apertura europea alle motorizzazioni tradizionali oltre il 2035 e punta ad attrarre in Europa nuovi investimenti produttivi, anche da parte dei costruttori stranieri, Cina inclusa.
Quali sono i fondi previsti per l’Italia?
L’Italia ha predisposto un nuovo piano pluriennale di incentivi del valore complessivo di 1,6 miliardi di euro. Le misure entreranno in vigore nel corso del 2026 — il decreto è ancora in fase di concerto — e resteranno operative fino al 2030. Tuttavia, a differenza degli incentivi per i quadricicli disponibili ora, i fondi non saranno erogati direttamente ai cittadini.
La quota più consistente delle risorse, pari al 75%, sarà destinata all’industria, che comprende costruttori e filiera produttiva, con l’obiettivo che tali contributi si traducano in una riduzione del prezzo finale dei veicoli. In pratica, chi intende acquistare una nuova automobile potrà beneficiarne solo in modo indiretto.
Il sostegno non sarà riservato esclusivamente ai produttori di veicoli elettrici: potranno accedervi anche le aziende impegnate in iniziative finalizzate, in senso più ampio, alla riduzione delle emissioni e all’accelerazione del processo di transizione energetica. Rientrano quindi nel perimetro degli incentivi sia i costruttori di vetture ibride, sia coloro che introdurranno tecnologie volte a migliorare l’efficienza dei propri modelli.
Il restante 25% sarà invece destinato a privati e imprese, attraverso fondi riservati a categorie specifiche: dai veicoli commerciali leggeri fino ai bonus per la riconversione di automobili alimentate a benzina o diesel verso motorizzazioni a Gpl o metano.







