Dal febbraio 2025 Trenord includerà anche le soppressioni parziali dei treni nel calcolo degli indennizzi per i pendolari, in seguito alle richieste dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e dei comitati dei viaggiatori.

Dopo aver aumentato i rimborsi per i ritardi nel 2024, con decorrenza dal febbraio scorso, Trenord adotterà un nuovo criterio per calcolare gli indennizzi destinati agli abbonati mensili e annuali: verranno infatti incluse anche le soppressioni parziali, ovvero quei treni che partono ma non raggiungono il capolinea.

Una modifica significativa rispetto al passato, quando solo le cancellazioni totali e i ritardi oltre un certo limite venivano considerati nei rimborsi. E una buona notizia soprattutto in previsione degli scioperi dei trasporti di maggio 2025: in tal senso, ricordiamo che il 5 e il maggio c’è lo sciopero dei treni cui ha aderito anche Trenord.

Le soppressioni parziali entrano nei conteggi: cambia il calcolo degli indennizzi per i pendolari

La decisione arriva in seguito alla delibera n. 58 del 2025 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), che ha evidenziato come l’esclusione delle corse parzialmente soppresse penalizzasse ingiustamente i pendolari. Il cambiamento si inserisce in un percorso più ampio di interlocuzione tra Regione Lombardia, Trenord e ART per garantire un sistema più equo e trasparente a tutela di chi acquista i biglietti dei treni sia in app che in contanti.

L’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Franco Lucente, ha dichiarato che Trenord, d’intesa con la Regione, ha ritenuto opportuno adeguarsi all’interpretazione fornita dall’ART. La richiesta era stata avanzata anche dai comitati dei pendolari, che da tempo segnalavano la distorsione nel calcolo degli indennizzi.

Un cambio di rotta dopo le pressioni dei pendolari

Alla base della svolta, una segnalazione presentata da un abbonato IVOL (“Io Viaggio Ovunque in Lombardia”) nel luglio 2024. L’ART, accogliendo il reclamo, ha sottolineato che l’indennizzo doveva essere calcolato sulla performance della singola linea utilizzata dall’abbonato, e non sulla media delle linee. Inoltre, ha accertato che Trenord non includeva le soppressioni parziali nel computo degli indicatori di qualità, riducendo così le possibilità di ottenere un rimborso.

L’impatto di questa omissione era tale da limitare in modo significativo il numero delle linee per cui si poteva ricevere l’indennizzo. Il nuovo conteggio, che include le corse limitate senza preavviso adeguato, rappresenta quindi un passo avanti anche rispetto al vecchio sistema dei bonus, abolito in precedenza dalla stessa Regione.

Le linee coinvolte e le cause dei disservizi a febbraio 2025

Per le soppressioni parziali avvenute nel mese di febbraio 2025, avranno diritto all’indennizzo gli abbonati delle seguenti linee:

Trenord ha comunicato le cause che hanno portato a prestazioni insufficienti su queste tratte. Tra le principali, sono stati segnalati guasti ai passaggi a livello lungo la Pavia-Mortara-Vercelli, un guasto a Busto Arsizio il 27 febbraio che ha colpito le linee Milano-Gallarate-Luino e S5 Varese-Milano-Treviglio, oltre a fattori esterni non meglio specificati.

A questi problemi si sono sommati gli effetti dello sciopero del 5 febbraio scorso, che ha visto Trenord fermarsi per 23 ore, aggravando la situazione e contribuendo a determinare il diritto all’indennizzo per molti pendolari.