Parte oggi la sperimentazione della “scuola in anticipo” in Emilia Romagna: ecco cosa cambia rispetto al passato e quali sono le novità per gli studenti.

È iniziata oggi la scuola in Emilia Romagna. Il “back to schoolè stato anticipato rispetto alle altre regioni italiane. O meglio, da adesso lunedì 31 agosto è partita soltanto una sperimentazione per determinati alunni che sono ritornati in classe.

Ma in cosa consiste questa sperimentazione? E quali sono le novità gli studenti in questi giorni?

Scopriamolo insieme.

Scuola in Emilia Romagna: i dettagli dell’esperimento sull’apertura anticipata

Ufficialmente, la scuola in Emilia Romagna inizia il 15 settembre. Quindi perché si è partiti già oggi con il rientro in classe di alcuni alunni? La Regione ha avviato una sperimentazione che prevede l’apertura anticipata delle scuole primarie per offrire alle famiglie un supporto durante le due settimane che precedono il ritorno in classe.

Per i bambini tra i 6 e gli 11 anni sono previste attività sportive, culturali e ricreative, completamente gratuite e non obbligatorie. L’iniziativa è stata finanziata, per il primo anno, con 3 milioni di euro di risorse regionali e potrebbe interessare potenzialmente circa 100 mila alunni della scuola primaria presenti sul territorio.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di offrire una soluzione concreta a quei genitori che, una volta terminate le vacanze estive, devono conciliare gli impegni lavorativi con la gestione dei figli, affrontando spesso anche costi aggiuntivi per centri estivi, attività sportive o altre forme di assistenza.

La risposta al progetto è stata particolarmente positiva. Nelle scorse settimane, l’assessora regionale alla Scuola e al Welfare, Isabella Conti, aveva parlato di una partecipazione superiore alle aspettative. I dati definitivi, ha spiegato, sarebbero stati resi noti all’inizio di settembre, mentre già alla fine di luglio risultavano oltre 8mila bambini iscritti.

I dati sui comuni aderenti all’iniziativa

Per il primo anno la sperimentazione interessa 42 Comuni dell’Emilia Romagna, compresi tutti i capoluoghi di provincia e diverse Unioni di Comuni montani e delle aree interne.

Tuttavia, la Regione vuole rendere la misura strutturale e ampliarne progressivamente la portata. Il progetto dovrebbe essere inserito nella nuova legge regionale dedicata al sostegno alla genitorialità e al contrasto della denatalità, con l’intenzione di estenderlo a tutti i Comuni dell’Emilia Romagna a partire dal prossimo anno.

Per rendere stabile l’iniziativa, l’investimento necessario è stimato in circa 10 milioni di euro l’anno. Secondo quanto spiegato da Conti, l’obiettivo è arrivare all’inserimento della misura nella normativa regionale entro dicembre 2026, così da renderla strutturale a partire da settembre 2027.

Qual è l’obiettivo di questa sperimentazione?

L’iniziativa punta soprattutto a sostenere le famiglie durante una delle fasi più complesse dell’estate. Tra la fine delle vacanze e l’effettiva ripresa delle lezioni trascorrono infatti circa due settimane durante le quali molti genitori devono organizzare autonomamente la gestione dei figli, spesso ricorrendo a servizi a pagamento.

La Regione ha quindi scelto di utilizzare gli spazi scolastici per proporre, dal 31 agosto al 14 settembre, un programma di attività extrascolastiche rivolte agli alunni della scuola primaria. Sport, cultura e momenti ricreativi diventano così strumenti attraverso i quali garantire un servizio di supporto alle famiglie senza anticipare l’inizio delle lezioni.

L’obiettivo è intervenire proprio nel periodo considerato più problematico, anche sotto il profilo economico. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha sottolineato come molte famiglie siano costrette a organizzarsi tra ferie, lavoro e servizi per i figli, con particolare difficoltà durante la pausa estiva.

La sperimentazione punta quindi a offrire una maggiore continuità nel periodo che precede l’inizio ufficiale dell’anno scolastico, permettendo ai genitori di contare su un punto di riferimento vicino a casa.