Si avvicina la scadenza del taglio delle accise sui carburanti: l’ipotesi più accreditata è quella di una possibile proroga più breve accompagnata da altre modalità per contenere i prezzi alla pompa, soprattutto sul diesel.

C’è incertezza in Italia sulla fine del taglio delle accise stabilito con il decreto carburanti lo scorso 18 marzo. La proroga fino al 1° maggio sta per scadere, ma la guerra in Iran e il blocco dello stretto di Hormuz continuano, rendendo sempre più costoso il rifornimento di carburante.

I rincari hanno obbligato cittadini e imprese a cercare consigli per risparmiare su diesel e benzina, ma intanto il caro carburanti sta avendo ripercussioni sul mercato, con prezzi dei voli in calo su diverse rotte e, secondo alcuni, anche un aumento delle vendite di auto elettriche nel mondo.

Ma nell’aria c’è già l’ipotesi di una nuova proroga sul taglio delle accise, anche se dal Consiglio dei ministri non è ancora arrivata una decisione definitiva. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha però confermato che l’esecutivo sta valutando diverse opzioni, tra cui una proroga più breve rispetto alle precedenti e una rimodulazione dello sconto tra benzina e diesel, alla luce dei rincari più marcati registrati sul gasolio.

Taglio delle accise: ipotesi di una proroga di 15 giorni

Tra le possibilità c’è quella di un’estensione del taglio delle accise per altri 15 giorni a partire dalla scadenza fissata al 1° maggio. Si tratterebbe quindi di una proroga più contenuta rispetto ai precedenti interventi, che avevano una durata di circa 20 giorni.

Parallelamente, il governo starebbe considerando uno sconto più incisivo sul gasolio rispetto alla benzina, per compensare l’aumento dei prezzi molto più alto del primo. Secondo quanto indicato, infatti, la benzina avrebbe registrato rincari medi intorno al 6%, mentre il diesel avrebbe subito aumenti nell’ordine del 24%.

Resta però il problema dei soldi. Per finanziare una nuova proroga servirebbero circa 600 milioni di euro, dopo che le precedenti misure hanno già comportato una spesa complessiva di circa 1,2 miliardi. La decisione finale è attesa entro i prossimi passaggi istituzionali, con un nuovo confronto previsto a breve.

Prezzi carburanti: la situazione attuale

Nel frattempo, i prezzi dei carburanti restano elevati. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 28 aprile 2026, il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è pari a 1,740 euro al litro per la benzina e 2,058 euro al litro per il gasolio.

Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più alti, con una media di 1,793 euro al litro per la benzina e 2,118 euro al litro per il diesel. I prezzi praticati dai distributori sono consultabili pubblicamente attraverso il portale Osservaprezzi, obbligo introdotto per contrastare l’allarme speculazione subito dopo l’escalation in Medioriente.

Cosa succede senza proroga

Se non dovesse arrivare un nuovo intervento, con la fine dello sconto sulle accise si registrerebbe un aumento immediato dei prezzi alla pompa. Le stime indicano che, reintegrando i circa 24,4 centesimi attualmente tagliati, la benzina potrebbe salire fino a circa una media di 1,981 euro al litro, mentre il diesel arriverebbe a circa 2,307 euro al litro.

Proprio il gasolio rischierebbe di essere tra i più alti in Europa, con ulteriori pressioni su famiglie e imprese, in particolare nel settore dell’autotrasporto. Alcune rilevazioni indicano valori potenziali anche superiori, evidenziando come la fine delle misure di contenimento possa avere un impatto significativo sul costo della mobilità e della logistica.