Un’analisi statunitense rivela come alcuni studenti che risiedono in determinate aree urbane stanno affrontando livelli significativi di isolamento sociale, nonostante la presenza di adeguati servizi di mobilità pubblica. Quali sono le ragioni? C’entrano la densità abitativa e l’organizzazione dei quartieri.

Il nesso emerge da un recente studio pubblicato su Nature, che ha analizzato i dati GPS provenienti da alcune città americane, che evidenziano un fenomeno particolarmente marcato nelle zone più urbanizzate e densamente popolate.

Come spesso accade, l’espansione incontrollata delle metropoli produce anche questo tipo effetti collaterali: i luoghi troppo vasti e caotici non sono in armonia con la natura umana, che prospera meglio in ambienti di dimensioni più contenute, come i borghi, dove la vita è a misura d’uomo.

Il reddito influenza mobilità e isolamento sociale

La ricerca di Nature dimostra che la mobilità degli studenti è fortemente influenzata dal reddito familiare, dal contesto socio-architettonico e anche dall’etnia: gli studenti che provengono da famiglie più abbienti e da zone meno popolate sembrano godere di un maggiore accesso ai servizi urbani, trascorrono più tempo fuori casa ed esplorano luoghi diversi.
Al contrario, coloro che provengono da aree più urbanizzate e con basso reddito tendono a muoversi di meno, passano più tempo in casa e utilizzano meno i servizi, nonostante la disponibilità di trasporto pubblico.

Questo mette in luce il fatto che la questione non riguarda solo le possibilità economiche, ma anche il quartiere e la sua posizione all’interno della città.

Dunque rifornire un’area di servizi di trasporto pubblico non è sufficiente per garantire la loro effettiva utilizzazione: è fondamentale che le amministrazioni intervengano sulla qualità omogenea della struttura urbana e sulla proporzionalità delle tariffe per i servizi.

I risultati dello studio sembrano paradossali: i giovani nelle aree urbane densamente popolate e ricche di servizi, sembrano trarre minor beneficio da tali opportunità a causa di fattori come il reddito e l’organizzazione del quartiere.

Ripensare la mobilità pubblica per evitare l’isolamento sociale

Il trasporto pubblico, pur essendo essenziale per le infrastrutture urbane, ha dunque un ruolo diverso da quello che crediamo: diventa necessario riconsiderare completamente il sistema di mobilità pubblica, optando più sulla convenienza che sulla quantità di opzioni disponibili.

La sfida principale è bilanciare equità e sostenibilità economica verso un futuro in cui le città saranno sempre più smart: metodi come il biglietto climatico o come i biglietti a tempo e le tariffe basate sui chilometri percorsi, già adottati in molte città europee e asiatiche, potrebbero essere gli strumenti adatti a rendere i sistemi di trasporto pubblico più giusti e accessibili.

Le tariffe basate sulla distanza, utilizzate in città come Londra, Tokyo e Singapore, consentono ai passeggeri di pagare solo per i chilometri effettivamente percorsi, attraverso l’uso di carte magnetiche. Questo modello non solo è più equo, ma si adatta anche alle esigenze individuali dei viaggiatori.

Al contrario, i biglietti a tempo, adottati a Berlino, Praga e Vilnius, offrono una soluzione economica per i viaggi brevi, adattandosi al tempo effettivo di utilizzo del servizio, una strategia conveniente per instaurare una relazione di lealtà con i clienti, che pagano solo per ciò che effettivamente utilizzano.

Tuttavia ogni città richiede una strategia su misura, che tenga conto di ogni contesto urbano. In Italia ad esempio, un altro studio ha dimostrato che le persone userebbero più volentieri i mezzi pubblici se questi fossero migliori.

Inclusività e mobilità sostenibile

L’adozione di soluzioni di mobilità sostenibile più inclusive potrebbe ridurre l’isolamento degli studenti economicamente più svantaggiati. L’accesso a mezzi di trasporto economici ed ecologici, come le biciclette elettriche, potrebbe offrire loro la possibilità di esplorare la città con più libertà e di partecipare a un maggior numero di attività sociali ed educative.

È chiaro che, nonostante i benefici evidenti, la transizione ecologica verso una mobilità urbana sostenibile presenta molti tipi di sfide, tra cui la necessità di infrastrutture adeguate e la resistenza al cambiamento da parte di coloro che sono abituati ai tradizionali mezzi di trasporto.

La mobilità urbana degli studenti dunque è un fenomeno complesso, influenzato anche da fattori economici, sociali e urbanistici. L’implementazione di sistemi di trasporto pubblico che bilancino le esigenze dei cittadini e delle aziende di trasporto è essenziale per raggiungere sia giustizia sociale che efficienza. Inoltre, la creazione di quartieri vivibili, puliti ed esteticamente compatibili con le esigenze proprie dell’essere umano è fondamentale per affrontare questa sfida in modo completo.