Mai sentito parlare delle isole Chagos? Probabilmente no: si tratta di un minuscolo arcipelago nell’Oceano Indiano, in buona parte disabitato. Eppure la sua rilevanza strategica ha attirato le mire di Donald Trump. Scopriamo cosa sta succedendo.
Non traggano in inganno le spiagge paradisiache e gli atolli corallini: le isole Chagos rivestono un interesse soprattutto militare. L’unica abitata, Diego Garcia, ospita infatti una base navale e aeronautica degli Stati Uniti. Una posizione piuttosto importante, nel quadro dell’escalation in Medioriente.
La superficie dell’arcipelago, tuttavia, non è americana, ma appartiene al Regno Unito in qualità di territorio d’oltremare. Ebbene, il presidente Trump, dopo aver messo gli occhi su Groenlandia, Panama e Cuba per definire un nuovo atlante dell’universo, ora vorrebbe ottenere le Chagos, secondo quanto riferisce il Daily Telegraph.
Isole Chagos: dove si trovano
Un po’ di geografia. Le isole Chagos si trovano nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, a sud delle Maldive e dell’equatore. Praticamente, sono una delle terre più remote del pianeta. Puoi viaggiare in aereo fin qui? No, e non affrettarti in aeroporto, nemmeno con il servizio Fast Track: le Chagos sono interdette al turismo.
Scoperte dai portoghesi nel Cinquecento, divennero colonia francese e poi nel 1814 passarono alla Gran Bretagna, in seguito alla sconfitta di Napoleone Bonaparte. Dal 1965 formano il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano ed è conteso dalle Mauritius, stato insulare africano anch’esso ex colonia di Londra.
Nella principale delle isole Chagos, Diego Garcia (l’unica popolata) vivono circa 4.000 persone, tutte legate alla base statunitense, presente dal 1966. Nel resto delle isole non ci sono altro che spiagge da sogno e palme da cocco, per una superficie totale di poco più di 63 chilometri quadrati.
Un arcipelago conteso: il piano Trump
Fin da quando ha ottenuto l’indipendenza dai britannici, nel 1968, il governo delle Mauritius rivendica il possesso delle isole Chagos. Infatti, la costruzione della base militare, avvenuta due anni prima, è stata portata avanti dal Regno Unito e poi data in concessione agli Stati Uniti. Un passaggio che ha imposto il trasferimento forzato della popolazione indigena nelle Mauritius.
Nel 2024 il governo di Londra, guidato da Keir Starmer, aveva siglato un’intesa con l’allora amministrazione Biden che si muoveva verso la restituzione delle Chagos alle Mauritius. Tuttavia, le recenti incomprensioni tra USA e Regno Unito hanno ostacolato il tutto. Intanto, la guerra in Iran faceva salire notevolmente l’interesse strategico per l’arcipelago.
C’è dell’altro: la Casa Bianca non vede di buon occhio il passaggio delle isole Chagos alle Mauritius, paese ritenuto troppo vicino a Cina e Iran. A tal proposito, il presidente Trump starebbe valutando un piano da proporre direttamente alle Mauritius per acquisire l’arcipelago. Probabilmente, ciò potrebbe avvenire tramite l’acquisto del medesimo, tagliando fuori così il Regno Unito, con cui Trump non è in buoni rapporti.
Le Chagos tra USA, britannici e Mauritius
Non è la prima volta che l’isola di Diego Garcia è stata protagonista di operazioni militari in Medioriente. Da qui sono decollati i bombardieri Stealth B-52 utilizzati nel 1991 durante la Guerra del Golfo e nei successivi conflitti in Afghanistan e Iraq. Nel giugno 2025, il Pentagono ha schierato qui i velivoli che hanno colpito i siti nucleari iraniani di Fordow, Isfahan e Natanz.
La questione delle isole Chagos va ora ad inserirsi in un quadro di tensioni, per certi versi inedite, tra Stati Uniti e Gran Bretagna. Una situazione che, di recente, aveva portato allo stop all’utilizzo delle basi britanniche nel Mediterraneo da parte dei jet americani nei primi giorni di conflitto con l’Iran.
Lo scenario resta assolutamente incerto e intanto è arrivata la netta presa di posizione del governo delle Mauritius, che ha affermato «di non aver ricevuto alcuna proposta dall’amministrazione Trump riguardo alle Isole Chagos».








