Le Isole Kerguelen sono uno dei luoghi più remoti e selvaggi del pianeta. Perse nell’Oceano Indiano australe, affascinano chi sogna viaggi ai confini del mondo. Andiamo a scoprirle.
Se quello che cerchi sono itinerari selvaggi per vacanze nella natura, le Isole Kerguelen sono la meta perfetta. Un angolo remoto del pianeta, difficile da raggiungere, quasi del tutto privo di presenza umana eppure straordinariamente ricco di biodiversità.
Situate nel cuore dell’Oceano Indiano meridionale, queste isole sono un paradiso per scienziati, esploratori e viaggiatori alla ricerca della prossima “bravecation“. Niente villaggi, resort o strade: solo scogliere battute dal vento, pinguini, foche e cieli in cui pioggia e sole si alternano con sorprendente continuità.
Isole Kerguelen: alla scoperta delle “Isole della desolazione”
Essendo parte delle Terre australi e antartiche francesi, le Isole Kerguelen appartengono alla Francia e portano il nome del primo europeo che le avvistò: Joseph Yves de Kerguelen Trémarec, un ufficiale di marina francese che nel 1772 approdò sulle coste di Grande Terre con la convinzione di aver trovato una nuova terra ricca di promesse.
La realtà si rivelò ben diversa: nessun albero, un clima ostile e nessuna traccia di civiltà. Nonostante ciò, Kerguelen riuscì a convincere il re Luigi XV a finanziare una seconda spedizione, promettendo miniere d’oro e territori fertili. Ma l’impresa si concluse con una delusione cocente e, per il navigatore, addirittura con sei anni di prigione.
Fu James Cook, pochi anni dopo, a ribattezzare sarcasticamente l’arcipelago con il nome di “Desolation Islands“. Sbarcato a Port Christmas, trovò il messaggio lasciato dai francesi e capì subito che quelle terre non erano il miraggio tanto sbandierato a corte. Da allora, le Kerguelen hanno mantenuto la fama di isole inospitali, ma proprio questa loro purezza ha contribuito a farne un luogo di culto per gli amanti del selvaggio.
Cosa vedere e cosa fare nelle isole Kerguelen
Le Kerguelen si trovano a circa 4.800 chilometri dall’Africa (la costa più vicina è quella del Madagascar) e altrettanti dall’Australia, nel cuore della convergenza antartica. Qui l’estate arriva a gennaio e porta temperature che raramente superano i 10 gradi. Il clima è spesso grigio, freddo e piovoso, ma mai del tutto privo di luce.
Non esiste alcuna popolazione residente, fatta eccezione per il personale scientifico che, a rotazione, lavora nella stazione di Port-aux-Français. In questa base costruita nel 1950 si svolgono studi in campo meteorologico, geofisico, oceanografico e biologico.
Il paesaggio è fatto di scogliere, ghiacciai spettacolari, tundra e lande battute dal vento, con una flora povera ma resistente, come il cavolo delle Kerguelen, e una fauna straordinariamente ricca. Albatros, pinguini reali, foche pelose, leoni marini e una varietà di uccelli marini trovano qui un habitat privo di minacce umane. Le acque profonde che circondano l’arcipelago ospitano specie marine rare, mentre il vicino pianoro delle Kerguelen è un punto chiave per lo studio della geologia oceanica e della storia della crosta terrestre.
Si possono visitare le Kerguelen? Come arrivarci dall’Italia
Raggiungere le Isole Kerguelen non è semplice, ma nemmeno impossibile. Non essendoci aeroporti, l’unico modo per arrivarci è via mare. Ogni tre mesi parte una nave dalla base di Port des Galets, sull’isola di Riunione, che trasporta personale, rifornimenti e – raramente – qualche viaggiatore curioso.
Il tragitto è lungo e indicato solo per chi è in cerca dei viaggi avventura più estremi: sei giorni di navigazione nell’Oceano Indiano, tra correnti impetuose e mare aperto, prima di avvistarne la costa rocciosa.
Dall’Italia, il percorso prevede un volo per Parigi, un collegamento (diretto o via Mauritius) fino all’isola di Riunione e da lì l’imbarco sulla Marion Dufresne, la nave che serve l’arcipelago. Vista la distanza, si consiglia di fare affidamento su servizi di Fast Track nei principali hub italiani, come Roma Fiumicino o Milano Malpensa, così da risparmiare tempo sui controlli di sicurezza in aeroporto ed evitare inutili stress aggiuntivi.
Le poche agenzie specializzate che propongono viaggi verso le Kerguelen richiedono tempi di prenotazione molto lunghi e buone condizioni fisiche, oltre a costi elevatissimi. Inoltre, per accedervi è obbligatorio un permesso ufficiale rilasciato dalle TAAF, generalmente concesso solo per scopi scientifici, giornalistici o in rari casi turistici.







