Tsuyoshi Tayara è l’inventore di uno sport particolare: la corsa su sedie da ufficio. Inizialmente creata come prova di resistenza, con il tempo sono state proposte numerose varianti per rendere questo gioco ancora più emozionante!

Il Giappone è uno di quei paesi da visitare almeno una volta nella vita. Perché allora non prenotare un volo e regalarsi una splendida avventura nel Paese del Sol Levante, dato che recentemente è anche stata ripristinata la tratta Milano-Tokyo?

Tuttavia, non limitiamoci alle mete e agli eventi nipponici più popolari, come Kyoto, la foresta di Arashiyama, l’hotel più antico del mondo o il Tokyo Game Show. La nazione nipponica, infatti, è uno scrigno di tradizioni, usi e costumi tutti da scoprire. Dai più affascinanti ai più bizzarri. Uno di questi è la corsa su sedie da ufficio. Come funziona? Scopriamolo insieme.

Come è nata la Isu Grand Prix

La curiosa idea di creare la gara su sedie da ufficio è venuta nel 2009 a Tsuyoshi Tahara, all’epoca capo di un’associazione cooperativa che riuniva i venditori di un’area commerciale nella prefettura di Kyoto. L’obiettivo era incrementare l’afflusso di clienti proponendo un evento che fosse in grado di suscitare sentimenti di gioia legati ai giochi tipici dell’infanzia, tra cui proprio correre con le sedie dotate di ruote.

Incredibilmente, ben 32 squadre si iscrissero alla prima gara che si svolse lungo un tratto di 180 metri all’interno della galleria commerciale locale. Dopo questo successo, l’evento divenne un appuntamento annuale, con tanto di repliche in altre zone commerciali del Giappone, vista la sua efficacia nel rinvigorire l’imprenditoria locale.

Il nome Isu Grand Prix è un gioco di parole tra “isu“, che in giapponese significa proprio “sedia”, e “Gran Prix” con riferimento alla Formula 1.

Come funziona la gara di sedie da ufficio

Possono partecipare alle Isu Grand Prix squadre composte da 3 corridori. Il team che completa il maggior numero di giri nel tempo massimo di due ore, lungo un tracciato tra i 150 e 200 metri, si aggiudica la prima posizione.

Le corse possono prendere luogo anche su strade pubbliche chiuse al traffico e delimitate da coni. Per motivi di sicurezza, i concorrenti devono indossare sempre un caschetto protettivo e hanno la possibilità di effettuare riparazioni in caso di guasti e rotture durante la corsa.

Totale libertà anche sull’abbigliamento: il singolo atleta può decidere autonomamente come vestirsi, se indossare abiti sportivi o il classico outfit in giacca e cravatta. L’importante è adottare un comportamento rispettoso nei confronti dell’avversario, in quanto calci, spinte ed altre azioni che possono danneggiare gli avversari sono punite con l’espulsione.

Le varianti dell’Isu Grand Prix

Nate come vere e proprie gare di resistenza, nel corso degli anni le Isu Grand Prix si sono arricchite di varianti per aumentarne la spettacolarità. Ad esempio, è stata ideata la prova di velocità. In questa particolare versione, i partecipanti studiano ogni stratagemma possibile per sfruttare l’aereodinamica della sedia e raggiungere per primi il traguardo.

La tecnica più utilizzata è quella del lancio all’indietro. Tuttavia, per utilizzare questo trucco gli atleti devono essere veramente esperti, giacché in queste situazioni si verificano numerose cadute che nei casi più estremi possono portare anche ad infortuni.

Cosa si vince? I primi classificati ricevono una ricca fornitura di riso locale per un periodo variabile da 3 a 6 mesi.

Una disciplina esportata anche al di fuori del Giappone

Questo sport, diventato ormai un must in Giappone, ha suscitato interesse anche in Europa. La corsa su sedie d’ufficio è assai popolare in Germania e Svizzera, dove vengono organizzate competizioni a livello regionale.