Il futuro di ITA Airways, la nuova compagnia di bandiera italiana nata dalla ristrutturazione di Alitalia, potrebbe essere legato a quello del colosso tedesco Lufthansa. Ma manca ancora il via libera dell’Europa

In un contesto in cui i viaggi aerei sono diventati più cari, le app per prenotare i voli facilitano gli spostamenti, e le compagnie costruttrici puntano sugli aerei ecologici, ITA Airways aspetta di conoscere il proprio destino.  La fusione tra la compagnia italiana e Lufthansa darebbe vita a uno dei maggiori gruppi aerei europei. Ma il matrimonio non è ancora scontato, e il Governo italiano non esclude altre opzioni.

L’accordo MeF – Lufthansa

L’ipotesi di una fusione tra ITA Airways e Lufthansa è stata avviata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che detiene il 100% del capitale della compagnia italiana, nel maggio scorso. Secondo l’accordo siglato con la società tedesca, Lufthansa acquisirebbe il 41% di ITA Airways attraverso un aumento di capitale da 325 milioni di Euro, diventando così il principale azionista della compagnia. In seguito, tra il 2025 e il 2027, Lufthansa potrebbe comprare il restante 59% per altri 325 milioni, portando a termine l’operazione.

L’accordo prevede anche una serie di garanzie per ITA Airways, tra cui la conservazione del marchio, della sede legale e operativa in Italia, del personale e delle rotte strategiche. Inoltre, Lufthansa si impegnerebbe a investire nella flotta, nella digitalizzazione e nella sostenibilità ambientale della compagnia italiana.

L’obiettivo dell’operazione è quello di creare un gruppo aereo competitivo e redditizio, in grado di affrontare la crisi del settore causata dalla pandemia di Covid-19 e di contrastare la concorrenza delle compagnie low cost e dei Paesi extraeuropei. Lufthansa, infatti, considera ITA Airways un partner ideale per rafforzare la propria presenza nel mercato italiano e nel bacino del Mediterraneo.

Il via libera dell’antitrust

Prima che la fusione possa essere realizzata, però, è necessario ottenere il via libera della Commissione Europea per la Concorrenza, guidata dalla danese Margrethe Vestager e affidata ad interim al commissario alla Giustizia Didier Reynders. La Commissione dovrà valutare se l’operazione rispetta le regole comunitarie in materia di aiuti di Stato e di tutela della concorrenza. Il Mef ha già inviato alla Commissione i documenti relativi all’accordo con Lufthansa, e si attende una risposta entro ottobre. Tuttavia, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già avuto modo di esprimere un certo malumore per la lentezza con cui la Commissione sembra muoversi.

Una volta analizzati i documenti, la Commissione potrebbe approvare l’operazione senza condizioni, oppure imporre delle misure correttive per garantire l’equilibrio del mercato. Queste misure potrebbero riguardare la cessione di slot (diritti di decollo e atterraggio) negli aeroporti più trafficati, o la riduzione delle frequenze su alcune rotte. In caso di mancato rispetto delle condizioni imposte, la Commissione potrebbe anche bloccare la fusione.

Le alternative possibili per ITA Airways

Nel frattempo, il Governo italiano non si limita ad attendere il verdetto dell’antitrust, ma esplora anche altre possibili soluzioni. Una di queste è quella di coinvolgere il Gruppo Mediterranean Shipping Company (Msc), specializzato nel settore trasporti e logistica. Msc aveva già presentato un’offerta combinata con Lufthansa al precedente Governo Draghi, scartata in favore dell’accordo diretto tra il Mef e la società tedesca.

Tuttavia, secondo alcuni media nazionali, Giorgia Meloni avrebbe ripreso i contatti con Gianluigi Aponte, fondatore e presidente di Msc, ricevendo una “risposta incoraggiante” oltre ogni previsione. L’idea sarebbe quella di creare una cordata italiana guidata da Msc, che si affiancherebbe a Lufthansa nell’acquisizione di ITA Airways, garantendo così una maggiore partecipazione nazionale nel capitale e nella gestione della compagnia di bandiera.

La proposta di Msc, però, non è l’unica alternativa sul tavolo. Altre società italiane, come Leonardo, Ferrovie dello Stato e Cdp, potrebbero essere interessate a entrare nel capitale di ITA Airways, sia in autonomia che in partnership con Lufthansa o con altri operatori internazionali. Inoltre, non si esclude nemmeno la possibilità che ITA Airways resti una società interamente pubblica, almeno fino a quando non si sarà consolidata sul mercato.

In ogni caso, ITA Airways ha bisogno di una rapida iniezione di liquidità per poter operare e crescere, soprattutto in vista della ripresa del traffico aereo dopo la pandemia. Inoltre, la compagnia deve anche definire il proprio piano industriale e commerciale, che dipenderà in larga misura dal partner scelto.

La fusione con Lufthansa appare al momento come l’opzione più avanzata e più sicura, ma non l’unica possibile. Il Governo dovrà valutare attentamente le opportunità e i rischi di ogni scenario, anche in base alla risposta europea, cercando di conciliare le esigenze di ITA Airways con quelle del Paese. La sfida è quella di creare una compagnia aerea moderna, efficiente e competitiva, che possa essere un vettore di sviluppo e di connessione per l’Italia e per l’Europa.