Secondo una nuova ricerca, l’Itaca di Ulisse potrebbe non coincidere con l’attuale isola greca: gli indizi portano verso Paliki, nella parte occidentale di Cefalonia.

Per secoli Itaca è stata associata all’isola greca che ancora oggi porta questo nome. Nell’Odissea, però, il luogo del ritorno di Ulisse è prima di tutto una terra letteraria e simbolica: la patria da raggiungere dopo la guerra di Troia, dopo il mare, dopo anni di sfide e lontananza dagli affetti. Proprio per questo ogni ipotesi sulla sua reale collocazione continua a suscitare interesse e discussione.

Una nuova ricerca rilancia una tesi già studiata da tempo: l’Itaca omerica potrebbe non essere l’attuale Ithaki, ma Paliki, la penisola occidentale di Cefalonia. L’ipotesi si basa su un confronto tra il testo dell’Odissea, la geografia delle isole ioniche e alcuni studi geologici condotti nell’area.

La questione, poi, torna di attualità proprio alla vigilia dell’uscita di The Odyssey, il nuovo film di Christopher Nolan, che riporta al centro dell’attenzione uno dei racconti fondativi della cultura occidentale. E, con esso, il luogo che più di ogni altro è diventato metafora del ritorno a casa.

L’intuizione di Robert Bittlestone

L’ipotesi è legata soprattutto a Robert Bittlestone, imprenditore finanziario britannico con una forte passione per il mondo omerico. Più di vent’anni fa, durante una cena alla Cambridge University, Bittlestone si trovò a discutere dei poemi di Omero con James Diggle, professore di greco e latino.

In seguito, Bittlestone ricontattò Diggle per sottoporgli una possibile rilettura geografica dell’Odissea. L’idea era che la patria di Ulisse non andasse cercata nell’attuale isola di Itaca, ma a Paliki, nella parte occidentale di Cefalonia. In un primo momento la proposta apparve audace, ma il confronto sui testi e sulla geografia dell’area spinse Diggle a considerarla con maggiore attenzione.

Da quel percorso nacque un lavoro di ricerca durato anni, confluito anche nel libro Odysseus Unbound, pubblicato nel 2005 da Bittlestone con il contributo dello stesso Diggle e del geologo John Underhill. Il punto di partenza era il confronto tra la descrizione omerica di Itaca e le caratteristiche dei luoghi reali. Secondo questa lettura, Paliki presenterebbe elementi più compatibili rispetto all’attuale Ithaki.

Paliki è la vera “Itaca” di Ulisse?

Nel testo dell’Odissea, Ulisse descrive la propria terra in relazione ad altre località del mondo ionico. Secondo gli studiosi che sostengono la tesi di Paliki, alcuni elementi della descrizione non coincidono pienamente con l’attuale Itaca. In particolare, l’isola oggi chiamata Ithaki non risulterebbe la più occidentale rispetto alle terre citate nel poema e non avrebbe un profilo geografico così vicino a quello suggerito dal testo.

Paliki, invece, si trova sul lato occidentale di Cefalonia e presenta caratteristiche che, secondo questa interpretazione, possono avvicinarla alla descrizione omerica. È una zona protesa verso il mare, più a ovest rispetto ad altri punti dell’arcipelago ionico e meno montuosa di altre aree vicine. Da qui l’ipotesi che il nome Itaca, nel contesto del poema, potesse riferirsi a questa parte di Cefalonia.

Per anni uno dei problemi principali della teoria è stato il fatto che Paliki oggi non sia un’isola, ma una penisola. Bittlestone aveva ipotizzato che, nell’Età del Bronzo, la zona fosse separata dal resto di Cefalonia da un braccio di mare, poi scomparso a causa di frane e movimenti geologici. Le indagini condotte successivamente, però, non hanno confermato l’esistenza di un canale marino nel periodo tradizionalmente associato alla guerra di Troia.

Questo risultato ha corretto la prima formulazione della teoria, ma non l’ha necessariamente cancellata. Gli studi geologici hanno infatti spostato l’attenzione dal paesaggio fisico al testo omerico, aprendo una domanda diversa: l’Odissea dice davvero che Itaca fosse un’isola?

Il nodo del testo omerico: Itaca era davvero un’isola?

Il punto più interessante della ricerca riguarda proprio le parole usate da Omero. Secondo James Diggle, nel poema Itaca non viene indicata con il termine greco nesos, cioè “isola”. Per riferirsi alla patria di Ulisse, il testo impiega invece parole come gaia, “terra”, patris gaia, “terra natale”, o demos, termine che può indicare un territorio, una comunità o un dominio.

Questa osservazione non dimostra da sola che Paliki sia l’Itaca dell’Odissea, ma indebolisce una delle obiezioni più frequenti alla teoria: l’idea che il regno di Ulisse dovesse essere per forza un’isola autonoma. Se il testo omerico non lo afferma esplicitamente, allora Paliki può essere presa in considerazione senza dover necessariamente supporre l’esistenza di un antico canale marino.

La tesi, dunque, combina due passaggi: da una parte la geologia non conferma che Paliki fosse separata da Cefalonia nell’Età del Bronzo; dall’altra la filologia suggerisce che Omero potrebbe non aver descritto Itaca come un’isola nel senso moderno del termine. La patria di Ulisse potrebbe essere stata una regione o un territorio all’interno di Cefalonia, poi identificato dalla tradizione con un’isola distinta.

Robert Bittlestone, morto nel 2015, non ha potuto seguire gli sviluppi più recenti della ricerca. Il suo lavoro, però, resta alla base di una discussione che continua a interrogare uno dei luoghi più celebri della letteratura antica. Itaca rimane, nella cultura occidentale, il simbolo del ritorno. Sulla sua possibile collocazione storica, invece, il dibattito resta aperto.