Arte, mare e borghi da scoprire, rendono l’Italia la meta dell’estate 2025. Crescono i turisti stranieri, trainano le città d’arte e le spiagge.

Con l’arrivo della bella stagione, l’Italia torna protagonista nel panorama turistico internazionale. Il lungo ponte del 2 giugno ha offerto un primo assaggio dell’andamento estivo: città d’arte affollate, spiagge vicine al tutto esaurito e un crescente interesse per i borghi, le colline e i laghi del Belpaese. Un turismo che, pur dovendo fare i conti con un contesto macroeconomico competitivo e la concorrenza di mete low cost, conferma il fascino intramontabile dell’Italia.

Secondo le ultime analisi del Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti, l’estate 2025 segna un ulteriore passo avanti, con un incremento delle presenze previsto dell’1% rispetto all’anno scorso, trainato in larga parte dai visitatori stranieri.

Le città d’arte conquistano turisti da tutto il mondo

Roma, Firenze, Venezia e Napoli: sono queste le regine dell’estate 2025 per quanto riguarda le destinazioni culturali. Durante il ponte del 2 giugno, le città d’arte hanno registrato un tasso di occupazione dell’88%, superando di otto punti la media nazionale. Questo trend pare destinato a proseguire nei mesi estivi, con una crescita stimata dell’1% nelle presenze, alimentata soprattutto dal turismo internazionale.

A spingere la domanda verso i centri d’arte è la combinazione di offerta culturale, bellezze architettoniche e un rinnovato interesse per le mete classiche. Anche il turismo religioso, dopo un inizio anno sottotono, sembra avviato verso una ripresa, grazie agli appuntamenti del Giubileo 2025 e al richiamo esercitato dal nuovo pontefice, Papa Leone XIV. Il Lazio, in particolare, potrebbe beneficiarne in termini di presenze e visibilità.

Anche le località lacustri – dal Garda al Lario, fino al Lago Maggiore – si attestano su livelli molto alti di occupazione, con un picco dell’86% durante il recente fine settimana lungo. Queste mete, spesso abbinate a itinerari culturali, beneficiano della vicinanza a città storiche e della crescente destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Mare e montagna: la bellezza naturale traina la stagione

Accanto all’offerta culturale, è il patrimonio naturalistico a rappresentare un altro pilastro del successo turistico italiano. Le località marine registrano una delle crescite più significative, con un +1,1% previsto per l’estate, a conferma dell’attrattività delle coste italiane. Dalla Riviera ligure alle spiagge pugliesi, passando per le calette della Sardegna e le coste campane, la domanda resta sostenuta, anche grazie a un’attenzione crescente per la qualità dell’offerta e la sostenibilità ambientale.

Le montagne italiane, dal Trentino all’Abruzzo, mostrano un andamento simile: +1,1% di presenze previste, in particolare nei mesi centrali dell’estate, quando le temperature più miti e le opportunità di turismo attivo attirano famiglie e viaggiatori in cerca di relax. Più contenute, invece, le performance delle destinazioni termali, che si attestano su un tasso di occupazione del 72%.

Nel complesso, il settore alberghiero risulta in netta ripresa rispetto agli scorsi anni: le strutture registrano un +1,4% di presenze previsto tra giugno e agosto, trainato da un +2,2% della clientela straniera e un +0,7% di quella italiana. L’extralberghiero, seppur in lieve crescita (+0,4%), sembra invece rallentare rispetto al trend positivo della prima parte dell’anno.

Borghi, colline e Sud Italia: la nuova frontiera del turismo lento

Un altro segnale interessante riguarda il progressivo affermarsi delle località rurali, collinari e dei borghi italiani, spesso meno noti al turismo di massa ma sempre più apprezzati per la loro autenticità. Queste destinazioni registrano una crescita, seppur più lenta, dello 0,6%, trainata dalla voglia di esperienze più intime, a contatto con la natura e le tradizioni locali. I valori di occupazione durante il ponte del 2 giugno – pari al 79% – confermano la solidità di questo segmento.

L’area con la dinamica più positiva si conferma il Sud e le Isole, con un +1,4% complessivo nella domanda turistica. In particolare, la componente estera segna un vero e proprio boom, con un +3,1% di richieste rispetto all’anno precedente. Seguono il Nord Ovest (+1,3%) e il Nord Est (+1%), mentre il Centro Italia resta più stabile, penalizzato da un lieve calo delle presenze italiane.

Una svolta importante per il turismo italiano arriva dal “sorpasso” degli stranieri, che per la prima volta, anche nella stagione estiva, superano le presenze degli italiani. Le stime parlano di 107,6 milioni di pernottamenti da parte di turisti internazionali contro i 103,6 milioni dei connazionali: una quota estera del 51% che conferma il crescente appeal dell’Italia oltreconfine. I principali mercati di provenienza restano quelli europei – Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Spagna – mentre rallentano i flussi da USA, Australia e Cina.

Italia: meta dell’estate 2025

Nell’analisi del presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina, i numeri confermano la resilienza del turismo italiano, ma anche la necessità di investire costantemente nella qualità dell’accoglienza. Secondo Messina, la risposta alla concorrenza delle mete low cost non può essere una corsa al ribasso sui prezzi, ma un rafforzamento dell’intero sistema: strutture, infrastrutture, servizi e promozione del territorio.

L’estate 2025 si annuncia dunque come una stagione di conferme e trasformazioni: l’Italia continua ad affascinare con la sua varietà di paesaggi e culture, ma deve continuare ad affrontare con visione e strategia le sfide del turismo globale. Città d’arte, spiagge da sogno e borghi incantati restano il cuore pulsante di un’offerta che, se ben valorizzata, può continuare a incantare il mondo.