Tra i tanti primati che il nostro paese vanta, ce n’è uno che riflette le abitudini negli spostamenti ma anche le difficoltà legate alla mobilità: l’Italia è il paese con il più alto numero di auto in Europa.

Il dato proviene da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, che ha misurato il rapporto fra la densità di automobili e il numero di cittadini dei vari paesi per l’anno 2022. La classifica vede al primo proprio l’Italia, seguita da Lussemburgo (primo in classifica negli anni precedenti). I numeri? Abbiamo ben 684 auto per 1.000 abitanti, contro la media europea di 560 vetture ogni 1.000 abitanti.

Perché ci sono così tante auto in Italia?

Ci sono diversi fattori che possono spiegare la presenza di così tante auto in Italia.

Per prima cosa, molte città del nostro Paese sono caratterizzate sì da una densa rete di strade ma da un trasporto pubblico non sempre efficiente o adeguato alle esigenze della popolazione. A ciò, si aggiunge la scarsità di piste ciclabili. In mancanza di mezzi di mobilità più sostenibili, dai bus alla metro, o di infrastrutture che permettano di utilizzare biciclette e monopattini in sicurezza, le persone tendono a scegliere l’auto per essere indipendenti e mobili.

La maggior parte dei mezzi pubblici o dei servizi di mobilità, poi, si trovano nei centri urbani principali, ma l’Italia è composta anche da vaste periferie, cittadine e borghi i cui servizi di collegamento ai centri sono limitati o poco sviluppati.

La stessa struttura architettonica dei centri urbani, il cui nucleo originale risale spesso a tempi in cui l’auto non era certo presente, non facilità la costruzione di soluzioni e infrastrutture che aiutino le persone ad abbandonare l’auto.

C’è da dire, infine, che agli italiani le automobili piacciono! L’Italia ha una lunga storia legata all’industria automobilistica, con marchi iconici come Fiat, Alfa Romeo, Ferrari e Lamborghini che hanno contribuito a creare una forte cultura dell’automobile. E l’auto è spesso vista come un simbolo di status e di libertà individuale.

Gli effetti negativi di avere così tante auto in circolazione

Avere un così alto numero di auto in circolazione, spesso anche molto vecchie, ha diversi effetti negativi sia sull’ambiente che sulle persone. Alcuni di questi includono:

  • Inquinamento atmosferico: le automobili emettono una varietà di inquinanti, tra cui biossido di carbonio (CO2), ossidi di azoto (NOx) e particolato fine, che contribuiscono al riscaldamento globale e all’inquinamento dell’aria. Bisogna poi aggiungere Pm10 e Pm2,5 prodotti dall’usura di pneumatici e freni;
  • Salute pubblica: l’inquinamento causa una serie di problemi di salute, a cui va aggiunta la sedentarietà associata all’uso eccessivo dell’automobile;
  • Congestione del traffico: gli italiani passano tantissime ore nel traffico, ma al di là del tempo perso dovuto ai congestionamenti stradali, l’aumento dei tempi di percorrenza porta anche a un maggior consumo di carburante. Questo può avere un impatto negativo sull’economia, sulla produttività e sulla qualità della vita delle persone.
  • Incidenti stradali: un maggior numero di automobili in circolazione aumenta il rischio di sinistri stradali, e il numero di vittime, anche tra ciclisti e  pedoni. In più, si è visto che l’aumento degli incidenti è fra le cause primarie dell’incremento dei costi delle assicurazioni auto.
  • Consumo di suolo: le auto occupano spazio, sia quando sono per strada, ma anche quando sono parcheggiate. Spazio che potrebbe essere utilizzato, tra le varie opzioni, per piste ciclabili o spazi verdi. Ad esempio, la costruzione di grandi parcheggi può contribuire alla perdita di terreni agricoli e naturali, e alla crescita disordinata delle città, con ulteriori conseguenze negative in termini di mobilità e qualità della vita;
  • Dipendenza dal petrolio: in attesa che le vetture elettriche diventino dominanti, oggi in circolazione ci sono per lo più automobili a combustibili fossili, il che contribuisce alla dipendenza da fonti di energia non rinnovabile e all’esposizione alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio.

L’importanza di ridurre il numero di auto

L’UE ha fissato un obiettivo ambizioso: ridurre entro il 2030 le emissioni dei trasporti del 60% rispetto ai livelli del 1990, e raggiungere il 90% entro il 2050. In più, ha anche deciso lo stop alla produzione di auto a motore endotermico nel 2035.

Sono ottime iniziative. Tuttavia, per ridurre il numero di auto in circolazione in Italia è importante agire attraverso politiche nazionali e locali che promuovano scelte diverse da parte dei cittadini: incentivi fiscali, restrizioni sulla circolazione, ZTL, Città dei 15 minuti, PUMS e investimenti nelle infrastrutture sono solo alcuni esempi.

Fondamentale è dare ai cittadini delle valide alternative all’auto. Questo è più semplice nei centri urbani, all’interno dei quali gli spostamenti avvengono nel raggio di pochi chilometri. Ciò significa potenziare il trasporto pubblico e la rete ferroviaria, promuovere l’intermodalità e i mezzi di micromobilità. Ma anche rendere le strade più sicure per le categorie più a rischio (ciclisti e pedoni) e incentivare la sostituzione delle auto più vecchie e inquinanti.

E da un punto di vista culturale, cosa si può fare? Quali azioni si possono intraprendere per favorire un cambiamento nelle persone? In realtà, una ricerca curata da Isfort, Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti, mostra che gli italiani sono già propensi a un maggior uso dei mezzi pubblici, dei mezzi alternativi e della sharing mobility. In particolare, la bicicletta sembra riscuotere particolare successo, con un indice di propensione modale pari al 34,3%.

Insomma, più che le persone, a necessitare di un cambio di marcia sono proprio le istituzioni.