Tre itinerari in moto tra Piemonte, Toscana e Veneto uniscono strade panoramiche, borghi storici e cantine d’eccellenza. Un viaggio su due ruote tra vigneti UNESCO, castelli e sapori autentici del territorio italiano.
Ci sono viaggi che si fanno per arrivare da qualche parte, e viaggi che si fanno per il gusto della strada stessa. Gli itinerari enogastronomici in moto appartengono decisamente alla seconda categoria: curve morbide, colline che si aprono all’improvviso, un borgo di pietra che spunta dietro il crinale e, alla fine della giornata, un bicchiere di vino che racconta il territorio appena attraversato.
Itinerari in moto tra i vigneti: 3 itinerari tra paesaggi ed eccellenze
L’Italia, da questo punto di vista, è un paese fatto apposta per chi ama viaggiare su due ruote con calma, senza fretta, fermandosi dove il paesaggio lo chiede. Prima di partire, però, qualche accorgimento pratico aiuta a godersi il viaggio senza pensieri: controllare che l’assicurazione moto sia in regola, verificare lo stato di manutenzione del mezzo e, se il tragitto prevede tratti autostradali per raggiungere il punto di partenza, ricordarsi che oggi i servizi di telepedaggio permettono di attraversare i caselli senza fermarsi, guadagnando tempo prezioso da dedicare alle soste più belle. Ecco allora tre percorsi, tra Piemonte, Toscana e Veneto, pensati per chi cerca strade guidabili, borghi da fotografare e cucina regionale da ricordare.
La Strada del Barolo e del Roero
In un viaggio nelle Langhe on the Road, il tempo sembra scorrere più lentamente tra i filari ordinati e i castelli medievali del Piemonte.
Il percorso, circa 120 chilometri, parte da Alba e tocca Grinzane Cavour, La Morra, Barolo, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Neive e Guarene, disegnando un anello che non stanca mai l’occhio. L’asfalto è generalmente ben tenuto e i saliscendi tra i vigneti regalano curve morbide, perfette per una guida rilassata più che sportiva. A La Morra vale la pena fermarsi al belvedere, da cui si domina l’intera vallata delle Langhe in un colpo solo. A Barolo, il Castello Falletti ospita il WiMu, il museo del vino che racconta secoli di storia enologica. Neive, uno dei borghi più belli d’Italia, merita invece una passeggiata a piedi tra i vicoli in pietra, lasciando la moto parcheggiata per qualche ora.
A tavola, i tajarin al tartufo o al Castelmagno, il brasato al Barolo e la nocciola Tonda Gentile accompagnano bene un calice di Barolo DOCG, Barbaresco DOCG o Arneis del Roero.
L’Anello del Chianti Classico
In Toscana, viaggiare tra i borghi del Chianti significa percorrere la Chiantigiana — la storica SR222 — da sempre una delle strade più amate dai motociclisti italiani. L’itinerario, lungo circa 140 chilometri, collega Firenze a Siena passando per Greve in Chianti, Panzano in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti, tra cipressi e vigne a perdita d’occhio.
Il fondo stradale offre un ritmo di guida fluido, con curve medio-veloci e un’ottima visibilità che permette di godersi il paesaggio senza tensione. A Greve in Chianti, la caratteristica piazza triangolare porticata è il cuore pulsante del mercato e della vita enologica locale. Castellina e Radda in Chianti, antiche roccaforti medievali, conservano ancora camminamenti coperti e panorami aperti sulla campagna circostante. Una deviazione al Castello di Brolio permette invece di scoprire il luogo dove nacque la moderna ricetta del Chianti Classico.
Sul fronte gastronomico, la bistecca alla fiorentina, gli affettati di Cinta Senese e i pici al ragù di cinghiale si sposano naturalmente con un calice di Chianti Classico DOCG, riconoscibile dal celebre marchio del Gallo Nero.
La Strada del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene
Nel Veneto, questa è una delle strade del vino più antiche d’Italia e fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il tracciato, circa 90 chilometri, unisce Conegliano e Valdobbiadene passando per San Pietro di Feletto, Refrontolo, Follina, Cison di Valmarino e Santo Stefano, risalendo colline scoscese dove si coltivano i celebri vigneti “eroici”.
Rispetto ai due itinerari precedenti, il percorso è più tecnico: strade più strette, tornanti decisi e cambi di pendenza che richiedono attenzione, ma che ripagano con panorami spettacolari a ogni curva. A Follina e Cison di Valmarino si incontrano rispettivamente l’Abbazia di Follina, con il suo chiostro cistercense, e l’imponente Castelbrando, due tappe che meritano una sosta prolungata. Una breve deviazione verso Refrontolo porta al suggestivo Molinetto della Croda, un antico mulino ad acqua incastonato nella roccia. L’area di Cartizze, tra Santo Stefano e Valdobbiadene, è forse il tratto più scenografico dell’intero itinerario.
Per chiudere in bellezza, la soppressa trevigiana, il formaggio Imbriago e lo spiedo altamarca accompagnano bene un calice di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG o, per un’occasione speciale, di Cartizze.








