Seguire la strada da Vicenza a Venezia vuol dire ripercorrere, quasi senza volerlo, secoli di storia veneta: dai teatri e dalle basiliche di Palladio alle ville della Riviera del Brenta, dalle mura medievali dei borghi dell’entroterra fino al primo scintillio della Laguna.
Vicenza già è di per sé un museo a cielo aperto – Patrimonio UNESCO dal 1994 grazie alle opere di Andrea Palladio che punteggiano il centro storico e le colline circostanti. Ma il bello del percorso verso Venezia è che la bellezza non finisce uscendo dalla città, ma anzi si trasforma, si moltiplica, cambia forma tappa dopo tappa.
Prima di iniziare il viaggio, ti consigliamo di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale e di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello, così da guadagnare tempo prezioso da dedicare alle tappe lungo la strada.
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Calcola oraDa Vicenza a Venezia: in viaggio dalle ville palladiane alla Serenissima
Da Vicenza verso sud e poi verso est, il territorio si apre su paesaggi inaspettati: colline vulcaniche, pianure coltivate, borghi medievali e palazzi nobiliari un tempo simbolo del potere veneziano. Ecco le tappe che meritano una sosta.
Montagnana
Scendendo verso la pianura si arriva a Montagnana, una delle città murate meglio conservate d’Italia. Le mura medievali che cingono il centro storico misurano quasi due chilometri, con uno spessore che supera il metro e mezzo, e sono fiancheggiate da 24 torri e quattro bastioni angolari: una cinta difensiva di rara integrità, percorribile quasi interamente a piedi o in bicicletta con una vista incredibile sulla pianura del Veneto.
L’ingresso principale avviene attraverso Porta Padova, affiancata dalla Rocca degli Alberi, il castello trecentesco con il ponte levatoio ancora funzionante. Dentro le mura, Piazza Vittorio Emanuele II è sovrastata dal Duomo di Santa Maria Assunta, la cui facciata rinascimentale contrasta con l’interno gotico. Qui si conserva un capolavoro imperdibile: la grande tela della Trasfigurazione di Paolo Veronese, dipinta intorno al 1562 e tra le sue opere più riuscite.
Prima di ripartire, ti suggeriamo una sosta gastronomica: Montagnana è la città del Prosciutto Crudo Veneto Berico-Euganeo DOP, una produzione artigianale che si distingue per la dolcezza e l’aroma delicato. Le botteghe del centro ti accolgono con taglieri e un bicchiere di Tai Rosso dei Colli Euganei, l’abbinamento per eccellenza.
La Riviera del Brenta e le ville di Stra
Questa è la tappa da non mancare per gli amanti dell’architettura. La Riviera del Brenta, il tratto del fiume che scorre dalla pianura veneta fino alle porte della Laguna, è costellata di oltre 150 ville nobiliari costruite tra il Cinquecento e il Settecento dall’aristocrazia veneziana come residenze di villeggiatura estiva: un patrimonio architettonico unico al mondo, disseminato lungo le rive del canale per decine di chilometri.
Il punto di partenza ideale è Stra, dove sorge Villa Pisani, il complesso più grande e fastoso della Riviera, con 114 stanze affrescate, una galleria di ritratti dei dogi veneziani e un parco di oltre sette ettari che custodisce un incantevole labirinto di siepi più famoso d’Italia. Voluta dai Pisani nel Settecento e acquistata da Napoleone Bonaparte nel 1807, passò poi ai Savoia e oggi è aperta al pubblico come museo nazionale.
E questo è solo l’inizio: proseguendo verso Dolo si incontrano ville una dopo l’altra – alcune visitabili, altre da ammirare dalla riva. Il modo più suggestivo per attraversare questo paesaggio è a bordo del Battello del Brenta, il servizio di navigazione che risale il fiume collegando Venezia a Padova: lento, silenzioso, con le ville che scorrono su entrambe le sponde come scenografie di un film in costume.
Dolo
L’ultima tappa prima della meta è Dolo, un borgo sul Brenta che per secoli è stato uno dei centri più vivaci della Riviera e che oggi conserva un’atmosfera tranquilla, lontana dall’overtourism che affolla la Serenissima.
Simbolo di Dolo sono i mulini, resti di antiche strutture molitorie costruite a partire dal Cinquecento sulle isolette fluviali per sfruttare la forza della corrente. Alcune macine sono ancora visibili e il profilo dei mulini specchiato nell’acqua è uno dei paesaggi più pittoreschi dell’intero territorio. Poco lontano si trova Villa Ferretti Angeli, elegante residenza settecentesca oggi sede del Municipio, e Villa Grimani Valmarana, con un bellissimo giardino all’italiana.








