Il letame bovino potrebbe trasformarsi in carburante spaziale?  Una startup giapponese sta sperimentando il prototipo di un motore a razzo alimentato da un biocarburante ottenuto esclusivamente dal letame delle mucche: le prospettive sono sorprendenti.

Il settore spaziale giapponese, segnato negli ultimi anni da fallimenti e incidenti, potrebbe ora abbracciare una nuova era grazie a una fonte inusuale: il letame bovino. La start-up giapponese Interstellar Technologies infatti ha messo a punto il prototipo di un endoreattore alimentato da un biocarburante ottenuto dal letame: l’industria spaziale del Sol Levante potrebbe così uscire dall’impasse e dimostrare che la space economy può diventare un alleato prezioso in termini di sostenibilità.

Il carburante spaziale alimentato dal letame

Interstellar Technologies, in collaborazione con la società produttrice di gas industriale Air Water, sta sviluppando un motore a razzo alimentato da un biometano derivato completamente dal letame bovino: l’obiettivo è quello di utilizzare questo biocarburante per lanciare in orbita dei satelliti.

In un recente esperimento fatto lo scorso dicembre nella cittadina rurale di Taiki, nel nord del Giappone, il prototipo ha emesso per circa 10 secondi una fiamma blu-arancione lunga 10-15 metri, orizzontale, attraverso una porta aperta di un hangar. Il biometano liquido usato è stato interamente prodotto dai gas derivati dal letame bovino provenienti da due fattorie lattiero-casearie locali.

Il CEO di Interstellar Technologies, Takahiro Inagawa, ha dichiarato: «Stiamo cercando di costruire piccoli razzi che possano essere lanciati frequentemente, non solo una volta. In questo senso, produrre carburante con un basso impatto ambientale significa poter costruire un razzo con basso impatto ambientale. In questo modo, possiamo sviluppare un nuovo sistema di razzi di nuova generazione.»

Agricoltori partner per il biocarburante spaziale

Air Water, partner di Interstellar Technologies, collabora con gli agricoltori locali, che dispongono di attrezzature specifiche per trasformare lo sterco bovino in biogas, per poi raccoglierlo e convertirlo in carburante.

Sempre Inagawa ha dichiarato: «Stiamo facendo questo non solo perché è positivo per l’ambiente, ma anche perché può essere prodotto localmente, è molto conveniente e si tratta di un carburante ad alte prestazioni e alta purezza.»

Insomma, la produzione locale del biocarburante è economicamente vantaggiosa , efficiente e, inoltre, contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Sostenibilità e benefici per l’ambiente

Una delle fattorie coinvolte possiede circa 900 mucche da latte che generano complessivamente oltre 40 tonnellate di letame al giorno. Grazie a un sistema industriale automatizzato, il letame viene raccolto, fermentato e trasformato in biogas, fertilizzante e materiali riciclati. Le vendite di biogas aumentano gli introiti della fattoria di circa l’1%.

Il proprietario della fattoria, Eiji Mizushita, ha commentato entusiasta: «Sono emozionato all’idea che il nostro letame possa essere utilizzato per far volare un razzo. È necessario smaltire correttamente e utilizzare il letame. Penso anche che il governo e la società dovrebbero prendere più seriamente in considerazione l’importanza delle energie rinnovabili naturali e incoraggiarne la produzione.»

L’impatto del carburante spaziale a livello globale

Il biogas derivato dal letame bovino sta già facendo progressi significativi a livello globale, per esempio alimenta alcuni autobus nella città indiana di Indore. Questo carburante sostenibile può contribuire a mitigare l’enorme impronta ambientale emessa dall’agricoltura: secondo Greenpeace, l’agricoltura è responsabile del 14 per cento delle emissioni globali di gas serra.

La “rivoluzione green” che sfrutta il letame bovino come carburante rappresenta un passo importante verso un futuro sostenibile per la space economy: la combinazione di innovazione tecnologica e pratiche agricole sostenibili potrebbe aprire la strada a un nuovo capitolo nell’industria spaziale non solo giapponese.

E per le auto? Nonostante ci siano già studi in merito, per ora ci sono i biocarburanti che derivano dagli scarti vegetali e dagli oli non commestibili, mentre per le auto elettriche possiamo cercare la colonnina di ricarica elettrica più vicina.