Se hai in programma un tour tra i borghi più belli del Lazio, aggiungi alle tue tappe i laghi vulcanici, luoghi ricchi di storia immersi nella natura, permeati di racconti e leggende.

Il Lazio sfoggia un patrimonio lacustre di grande attrattiva, con specchi d’acqua che ricoprono circa l’1,3% del suo territorio. Tra questi, i più importanti sono i laghi di origine vulcanica, immersi tra paesaggi suggestivi e borghi antichi.

Alla scoperta dei laghi vulcanici

Un lago vulcanico, o craterico, si forma quando il cratere di un vulcano spento o quiescente- una caldera, un maar (crateri nidificati) o una cavità provocata dall’impatto con un meteorite- si riempiono di acqua.
Dal momento che un cratere ha in genere una forma circolare o ellittica con un bordo alto, forma un vero e proprio bacino che si riempie di acqua piovana nel momento in cui questa raggiunge il giusto equilibrio tra infiltrazione ed evaporazione: cioè quando si riempie più velocemente di quanto l’acqua evapori. A causa dell’erosione delle pendici del cratere l’acqua può anche defluire o formare un emissario.

Il lago vulcanico più grande del mondo è il Toba, che si è formato 75mila anni fa a Sumatra, in Indonesia, in seguito a una catastrofica eruzione vulcanica: il suo cratere è lungo oltre 100 chilometri e profondo 505 metri.
Quello più grande d’Europa invece si trova proprio nel Lazio. Pronto a fare il pieno per il tour dei laghi vulcanici laziali?

In viaggio tra i laghi vulcanici del Lazio

Il vulcanismo quaternario, cioè del neozoico, negli ultimi 2 milioni di anni si è verificato in modo più intenso nel Sud dell’Europa, in particolare in Italia, in concomitanza con l’apertura del Mar Tirreno. È proprio nella zona centro-meridionale, sul versante tirrenico laziale, che ancora oggi ci sono i laghi vulcanici meglio conservati e riconoscibili.

Il Lago di Bolsena, il lago vulcanico più grande d’Europa

Il Lago di Bolsena, di forma ellittica, si staglia tra Lazio, Umbria e Toscana. Ha una superficie di 114,5 kmq: questo lo rende il quinto lago d’Italia e il più grande in Europa tra quelli di origine vulcanica.
Raggiunge una profondità di 151 metri, cosa che testimonia la forza delle eruzioni che lo hanno creato e che hanno dato vita alla caldera principale del complesso vulcanico di Vulsinio. Dalla superficie del lago emergono due isole, Bisentina e Martana, che formano un’oasi di vegetazione mediterranea tra le acque del lago.
L’isola Bisentina, in particolare, è una meta imperdibile per chi visita il borgo di Capodimonte, raggiungibile in battello. Qui un ricco patrimonio storico attende di essere scoperto, come la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo del Vignola con l’imponente cupola, il convento francescano, la suggestiva Rocchina e il tempio di Santa Caterina, opera del Sangallo.
A circa due chilometri dal borgo di Marta c’è l’isola Martana, a forma di mezzaluna. È in realtà la parte emersa di un antico cratere vulcanico sommerso. In questo luogo suggestivo circolano molte leggende: si narra che nel 410 d.C. le spoglie di Santa Cristina vennero nascoste qui per proteggerle dalle invasioni barbariche. Un’altra leggenda racconta invece della tragica storia della regina Amalasunta, segregata e barbaramente uccisa sull’isola durante il dominio dei Goti. Martana oggi è di proprietà privata ed è consentito approdare solo con il permesso degli attuali proprietari.
Sono nove i borghi che circondano questo lago vulcanico, ognuno dei quali vale una visita alla scoperta delle sue peculiarità: Bolsena (tappa laziale della via Francigena), Marta, Capodimonte, Gradoli, Latera, San Lorenzo Nuovo, Montefiascone, Grotte di Castro, Valentano. Alcuni vengono annoverati tra i borghi più belli del Centro Italia.

Il Lago di Bracciano, meta delle scampagnate romane

Incastonato a Nord dei Monti Sabatini, il Lago di Bracciano è il secondo bacino del Lazio per grandezza: ha una superficie di 57,5 kmq e una profondità massima di 160 metri. Con il lago vulcanico di Martignano forma il cuore del Parco Regionale di Bracciano-Martignano, un’area protetta di oltre 16 mila ettari, estremamente interessante dal punto di vista paesaggistico e storico.
Il ritrovamento del villaggio sommerso di Anguillara Sabazia testimonia che le rive del lago Sabatino erano popolate fin dal Neolitico e ancora oggi sono il rifugio ideale dei romani che vogliono allontanarsi del caos cittadino per una gita in mezzo alla natura, per rilassarsi o fare sport.
Oltre a escursioni e sport acquatici, il lago di Bracciano invita alla scoperta dei borghi che sorgono sulle sue rive: da Bracciano, dominata dal suggestivo Castello Orsini-Odescalchi, fino al borgo di Anguillara Sabazia con la sua Collegiata di Santa Maria Assunta. Proseguendo verso Nord, c’è Trevignano Romano, dove svetta l’imponente Rocca dei Vico.

Il Lago di Vico, tra i Monti Cimini

Nel cuore del comprensorio vulcanico dei Monti Cimini, meta invernale degli appassionati di fat-bike, si trova il Lago di Vico, uno dei più belli e meglio conservati dell’Italia centrale. La sua caratteristica forma a ferro di cavallo è dovuta alla presenza del Monte Venere, un cono vulcanico secondario all’interno del cratere principale.
Tutta l’area ha un grande valore naturalistico, tanto che nel 1982 è stata istituita la Riserva Naturale “Lago di Vico” che copre 3.240 ettari. Situata nel Comune di Caprarola, è occupata da boschi, dal bacino lacustre, da zone palustri e da colture agricole, in particolare di nocciole, una delle principali risorse economiche locali.
All’interno delle pendici del cratere ci sono preziosi siti archeologici e preistorici, mentre le sue coste, abitate fin dal Neolitico e successivamente da Etruschi e Romani, offrono paesaggi selvaggi e piccole spiagge che permettono l’accesso alle sue acque cristalline. Gli appassionati di trekking qui trovano ogni genere di percorso, mentre chi vuole osservare la natura può praticare birdwatching per avvistare la ricca avifauna dei Monti Cimini. Nei dintorni del lago meritano una visita il centro storico di San Martino al Cimino, con l’abbazia cistercense, Ronciglione- Borgo dei Borghi  2023-, e Caprarola con lo splendido Palazzo Farnese, considerato uno dei monumenti più significativi del tardo Rinascimento in Europa.

Il Lago Albano, tra i Castelli Romani

Situato nel cuore dei Castelli Romani, il Lago di Albano è il bacino vulcanico più grande e profondo d’Italia. Il nome deriva da Albalonga, la città madre di Roma, che pare sorgesse proprio sulle sponde del lago. Conosciuto anche come Lago di Castel Gandolfo, dal borgo che ospita la residenza estiva papale, il lago ha una forma ellittica dovuta all’unione di due crateri, che lo rendono lungo 3,5 chilometri e largo 2,8 chilometri, con una profondità massima di 170 metri.
Nelle stagioni calde, il Lago Albano si trasforma in una meta ambita per gli amanti di canottaggio, vela, diving, kayak e sup. La presenza del circolo federale della FICK (Federazione Italiana Canoa e Kayak), dove si allena la nazionale italiana, testimonia l’eccellenza di questo specchio d’acqua per gli sport acquatici. Per chi invece desidera solo un po’ di relax, le sue acque cristalline invitano a rinfrescanti tuffi e le sue sponde sono l’ideale per prendere il sole e godersi il panorama da cartolina. Il lungolago di Castel Gandolf è invece amato da ciclisti e podisti.
La bellezza del Lago Albano è dovuta anche alla ricca vegetazione, ai siti archeologici e storico-artistici: un giro in battello lungo il “Sentiero dell’Acqua” permette di ammirare da vicino le meraviglie che circondano il lago, tra cui i borghi di Albano Laziale e Castel Gandolfo. Albano Laziale organizza tutto l’anno numerose manifestazioni legate alla tradizione locale, mentre Castel Gandolfo conquista con le affascinanti Ville Pontificie e i giardini di rara bellezza.

Il Lago di Nemi, meta di svago degli antichi romani

Citato anche dalla CNN come uno dei laghi più belli d’Italia, il lago vulcanico di Nemi, incastonato tra i Colli Albani, è un piccolo specchio d’acqua che già per gli antichi romani era meta di svago e villeggiatura: il nome stesso deriva dal “Nemus Dianae”, il bosco sacro nelle vicinanze dedicato alla dea della caccia. L’importanza storica di questo luogo è confermata dalla sua ricchezza di reperti archeologici, tra cui il Tempio di Diana e il Museo delle Navi Romane.
Proprio il lago è protagonista di una leggenda che narra di due navi gigantesche, fatte costruire dall’imperatore Caligola in onore di Iside e Diana e considerate prodigi di ingegneria splendidamente decorati e utilizzate dall’imperatore come palazzi galleggianti per soggiornare sul lago o inscenare battaglie navali. Si narra che alla morte di Caligola il Senato di Roma, suo acerrimo avversario, ordinò la distruzione di tutte le sue opere, comprese le navi di Nemi che, affondate sul fondo del lago, rimasero avvolte nel mistero per secoli alimentando la leggenda. Solo nel Novecento, con una serie di spedizioni archeologiche, i resti delle navi furono riportate alla luce: oggi sono custoditi nel Museo delle Navi Romane.
I borghi che circondano il lago meritano una visita, a cominciare da Nemi stesso, amatissimo per i panorami mozzafiato e le tradizioni culturali ed enogastronomiche, come le fragole che, secondo la leggenda, nascono dalle lacrime di Venere versate per la morte di Adone. Il borgo di Genzano di Roma sorge sulle alture del cratere vulcanico e offre un ricco patrimonio storico, tra cui la Collegiata-Cattedrale della Santissima Trinità, il Convento e la Chiesa dei Cappuccini e Palazzo Sforza Cesarini.