Nel cuore della Valtiberina, l’Alta Valle del Tevere, si trova il Lago di Montedoglio, il lago più esteso della Toscana: un inaspettato angolo di quiete circondato da borghi storici, strade panoramiche e paesaggi rurali che invitano a rallentare.
Il Lago di Montedoglio è un bacino artificiale situato nella parte nordorientale della provincia di Arezzo. Nato dallo sbarramento del fiume Tevere tra gli anni Settanta e Novanta, oggi appare del tutto integrato nel paesaggio circostante, tanto da sembrare un lago naturale, scenograficamente incastonato tra morbide colline, campi coltivati e boschi che cambiano colore ad ogni stagione.
Le sue rive, ampie e silenziose, offrono scorci luminosi e un’atmosfera unica, che conquista chi cerca un contatto diretto con la natura e spazi aperti, lontano dai circuiti turistici più battuti.
Lago di Montedoglio: come nasce
La storia del Lago di Montedoglio affonda le sue radici in un grande progetto idrico, concepito negli anni Sessanta, con lo scopo di regolare le acque del Tevere e garantire risorse idriche all’agricoltura e ai centri abitati della Valtiberina e della Valdichiana.
I lavori di costruzione vengono avviati nel decennio successivo e si concludono nel 1993. Nato dunque con finalità funzionali, il Lago di Montedoglio diventa nel tempo un elemento fortemente identitario del territorio.
Oggi il bacino non è solo un’opera ingegneristica: è un paesaggio nuovo, che ha ridefinito la geografia della valle dando vita a un ecosistema ricco di avifauna, vegetazione spontanea e paesaggi che attirano – ogni anno – escursionisti e veri amanti del verde.
Cosa fare e vedere al Lago di Montedoglio
Il Lago di Montedoglio è una zona ancora poco frequentata della Toscana. Un luogo dove rilassarsi, godere del silenzio e trascorrere momenti di autentico benessere immersi nella natura. Non mancano comunque opportunità per quanti preferiscono il movimento all’aria aperta.
Attività outdoor
Nelle aree più accessibili della diga di Montedoglio si praticano diverse attività sportive. Soprattutto pesca, canottaggio e windsurf. La balneazione non è consentita, così come l’ingresso di imbarcazioni a motore, per preservare l’equilibrio dell’ecosistema e la sicurezza dell’invaso.
Gli appassionati di birdwatching trovano nel lago un punto di osservazione privilegiato in ogni stagione. L’area ospita numerose specie, sia stanziali che migratrici, tra cui cormorano, martin pescatore e germano reale.
Trekking
Chi desidera esplorare l’area intorno al Lago di Montedoglio – a piedi o in bicicletta – può scegliere tra molteplici itinerari immersi nella natura, ognuno con caratteristiche e livelli di impegno differenti. Ecco alcuni esempi:
- Giro di Montedoglio, si tratta di una piacevole camminata di circa 9 km attorno al lago, prevalentemente su strade sterrate ma accessibili;
- Percorso attraverso la valle del Tevere, un grande anello panoramico che percorre la valle costeggiando ampi tratti del Lago di Montedoglio: perfetto per escursionisti allenati;
- Caprese Michelangelo – Sansepolcro, un itinerario classico della Valtiberina, con tappe naturalistiche e storiche interessanti come la casa di Michelangelo e i borghi medievali di Anghiari e Monterchi.
Golena del Tevere
Proprio a valle della diga di Montedoglio si estende l’Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) Golena del Tevere, un’area fluviale di circa 175 ettari istituita per tutelare l’ecosistema del Tevere e proteggere flora e fauna locali.
Zone umide, laghetti e vegetazione ripariale creano un habitat ricco di biodiversità, ideale per passeggiate, osservazione naturalistica e fotografia.
Borghi e castelli vicino al Lago di Montedoglio
I dintorni del Lago di Montedoglio custodiscono alcuni dei più bei borghi della Toscana e della Valtiberina. Oltre ai già citati Anghiari e Monterchi, troviamo – ad esempio – Pieve Santo Stefano, cittadina appenninica nota soprattutto come “città del diario” per la presenza dell’Archivio Diaristico Nazionale.
Nelle vicinanze si incontrano anche antiche fortificazioni, come il Castello di Montauto, quelli di Mignano e Brancialino, testimonianze preziose della storia medievale della valle.
Il Borgo sommerso
In pochi sanno che sotto le acque del Lago di Montedoglio si trovano i resti dell’antico abitato di Madonnuccia, una frazione di circa 300 abitanti abbandonata e sommersa negli anni Ottanta con la costruzione della diga.
Il borgo riemerge solo in particolari condizioni, quando il livello dell’invaso si abbassa sensibilmente, soprattutto alla fine dell’estate o durante periodi di prolungata siccità. In queste rare occasioni affiorano vecchie strade, muretti e fondazioni, dando vita a un paesaggio davvero suggestivo.
Come arrivare al Lago di Montedoglio
Il Lago di Montedoglio si trova tra i comuni di Pieve Santo Stefano, Anghiari e Sansepolcro, a circa 50 km da Arezzo. È comodamente raggiungibile in auto: la E45, con uscita Madonnuccia, rappresenta la via più diretta per raggiungere l’area centrale e orientale del lago. Da qui, una rete di strade provinciali ben segnalate permette di accedere facilmente ai punti panoramici, alle zone attrezzate e ai vari sentieri che costeggiano il bacino.
Si consiglia, infine, l’uso dei servizi di telepedaggio: consentono di evitare le code ai caselli rendendo gli spostamenti più rapidi e senza stress.








