Tra i monti abruzzesi si nasconde uno specchio d’acqua a forma di cuore, circondato da boschi, borghi antichi e percorsi panoramici. Il Lago di Scanno è la meta ideale per un’estate immersi tra natura incontaminata, borghi stupendi e ottima cucina: ecco cosa fare e vedere sulle sponde del lago e dintorni.

Se stai pensando ad una vacanza last minute ad agosto, allora hai solo l’imbarazzo della scelta. In Italia non mancano luoghi capaci di unire tradizione, storia e paesaggi da cartolina lontani dalle folle estive, tutto nei canoni di un turismo più lento e sostenibile.
Il Lago di Scanno, il romantico lago a forma di cuore, è uno di questi: si trova nella Valle del Sagittario, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la Riserva Naturale del Monte Genzana, in provincia dell’Aquila.
Abbracciato da boschi e montagne, non è un caso se la CNN lo ha inserito tra i laghi più belli e meno noti del Bel Paese. Qui il tempo rallenta, le giornate sono scandite dalle camminate lungo i sentieri, pause panoramiche e autentici viaggi gourmet nella deliziosa cucina abruzzese. Un modo diverso di vivere l’estate, nel cuore dell’Abruzzo più genuino.

Il Lago di Scanno: un’oasi tra natura e leggende

Situato a 922 metri d’altitudine, il Lago di Scanno è il più grande lago naturale della regione. La sua origine risale ad un evento geologico avvenuto tra i 12.000 e i 3.000 anni fa: una frana proveniente dal Monte Rava sbarrò il corso del fiume Tasso, dando vita a questo specchio d’acqua dalla forma allungata e irregolare, che dall’alto ricorda un cuore. Una caratteristica che lo ha reso uno dei luoghi più popolari per dirsi “ti amo”, contribuendo, inoltre, a consacrarlo tra le mete più suggestive e fotografate d’Abruzzo.
Il lago si estende tra i territori di Scanno e Villalago, ma al di là della geografia, ciò che colpisce qui è lo scenario che circonda il lago. I contrasti tra il verde fitto della vegetazione, le tinte blu dell’acqua e il bianco delle cime montane creano un ambiente che muta costantemente con la luce del giorno e con le stagioni (in autunno è una delle migliori destinazioni per ammirare i colori del foliage). Chi ama natura e viaggi “slow” si trova quindi nel posto giusto: le sue sponde si prestano a passeggiate rilassanti, cicloturismo, osservazione della fauna, attività acquatiche come il nuoto (le acque del lago sono certificate Bandiera Blu) e il pedalò.
Piccola curiosità: accanto alla spiegazione scientifica sull’origine del lago, resistono anche numerose leggende tramandate nel tempo. Una delle più note racconta che il lago nacque da un incantesimo lanciato dal mago Bailardo, evocato da un re locale per fermare l’avanzata dei Romani. Un’altra narra dell’amore disperato tra Pietro Bailardo e la fata Angiolina, che trasformò in lago il terreno pur di fuggire alla cattura. E non mancano i racconti legati alla Chiesa della Madonna del Lago, costruita sul punto esatto dove, secondo la tradizione, una misteriosa luce guidò un viandante attraverso il lago ghiacciato in una notte di tempesta.

I borghi affacciati sul Lago di Scanno: storie, tradizioni e vita di paese

Tra i motivi che rendono il Lago di Scanno una destinazione così affascinante ci sono anche i suoi borghi, tra i più sorprendenti di tutto l’Abruzzo. Scanno e Villalago si trovano a breve distanza l’uno dall’altro e condividono non solo le rive del lago, ma anche un’identità culturale legata alla montagna, alla religiosità popolare e alle antiche arti artigiane. Entrambi fanno parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia” e offrono al visitatore due modi diversi – ma complementari – di vivere il territorio. Altri borghi imperdibili ma un po’ più distanti sono Anversa degli Abruzzi, con il suo giardino botanico e castello normanno, i piccoli Bugnara e Introdacqua, e lo splendido Pettorano sul Gizio, all’ingresso della Riserva di Monte Genzana, dove ammirare l’imponente Castello Cantelmo. Ma vediamo più nel dettaglio i due borghi che si dividono il lago.

Scanno

Scanno, Abruzzo

Arroccato a oltre mille metri di quota, il borgo di Scanno è affascinante tanto quanto il lago omonimo. Il suo centro storico conserva l’impianto tipico dei borghi medievali, fatto di vicoli stretti, scalinate e archi in pietra. Camminando tra le case addossate l’una all’altra si incontrano portali barocchi, chiese antiche come quella di Santa Maria della Valle, fontane storiche e botteghe artigiane ancora attive. Scanno è famosa per la lavorazione dei merletti a tombolo e per l’arte orafa: tra i gioielli tipici, il più conosciuto è la “presentosa”, simbolo d’amore e affetto.
La bellezza del paese ha attirato negli anni artisti e fotografi. Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli e altri hanno immortalato le sue atmosfere senza tempo: celebre la foto “Il bambino di Scanno“, esposta anche al MoMA di New York. Non a caso, esiste una vera e propria “via dei fotografi”, che regala scorci spettacolari sul borgo e sul paesaggio circostante. Tra i luoghi da non perdere ci sono il Museo della Lana, che racconta la vita pastorale tra fine Ottocento e primo Novecento, e il percorso ad anello chiamato “La Ciambella”, che guida i visitatori alla scoperta delle architetture più rappresentative. In piazza San Rocco si affaccia il signorile Palazzo Mosca, mentre nelle botteghe del centro è possibile assaggiare dolci locali o acquistare piccoli manufatti artigianali.

Villalago

Villalago, Abruzzo

Più raccolto e silenzioso, Villalago si affaccia su una terrazza naturale a quasi mille metri di altitudine. Il borgo domina la Valle del Sagittario e si sviluppa intorno a un nucleo antico, incastonato tra le rocce, le faggete e le acque del Lago di Scanno e del più piccolo lago di San Domenico, raggiungibile a piedi. Il colpo d’occhio è notevole: le case sembrano sfiorare il vuoto, sostenute da archi in pietra chiamati “suppùort”, elementi tipici dell’architettura del posto.
Villalago è legato in modo profondo alla figura di San Domenico Abate, che qui visse tra X e XI secolo. A lui è dedicato l’eremo scavato nella roccia, oggi luogo di pellegrinaggio e tappa immancabile per chi visita la zona. Nei pressi si trova anche il Museo delle tradizioni del lavoro, con una piccola collezione di oggetti legati alla vita contadina e artigiana. In estate, il borgo ospita piccole fiere e feste religiose.
La cucina locale offre piatti semplici e saporiti, come le sagne e fagioli, le pacchiarozze con sugo d’agnello o i mostaccioli al cioccolato e mandorle. Le trattorie di Villalago sono piccole, familiari, e rappresentano perfettamente lo spirito sobrio e genuino di questo angolo d’Abruzzo.

Escursioni intorno al Lago di Scanno: cosa fare nei dintorni

Tra i percorsi più iconici dell’intera regione, il Sentiero del Cuore è una tappa irrinunciabile per chi visita il Lago di Scanno. L’itinerario, semplice e ben segnalato, collega il centro storico del borgo o il lungolago a un punto panoramico sopraelevato da cui si può osservare il lago nella sua caratteristica forma a cuore. Un’immagine indubbiamente romantica che ripaga la fatica fatta, e il perfetto “selfie spot” dell’estate. Il sentiero si sviluppa per circa 3,7 chilometri in totale, con un tempo di percorrenza di un’ora e mezza circa. Si cammina tra boschi di faggi, radure e scorci suggestivi, con un dislivello moderato.
Chi vuole spingersi oltre e affrontare itinerari più lunghi, trova nei dintorni del Lago di Scanno una rete di sentieri che un tempo collegavano le comunità, le zone d’alpeggio e i boschi. Da Villalago, uno dei più interessanti conduce allo Stazzo della Montagna Grande e alla cima del Monte Argatone, in un ambiente ancora selvaggio, con tratti di salita impegnativi ma panorami appaganti. Altri partono verso i Monti Preziosi e si affacciano sulla Conca del Fucino, offrendo affacci sorprendenti sull’altopiano sottostante.
Dal versante di Scanno, invece, si può risalire il Vallone del Carapale, raggiungibile anche tramite la seggiovia per Collerotondo. Il sentiero porta fino al valico delle Ciminiere, da cui si aprono diverse possibilità: proseguire verso la Navetta, raggiungere la cima del Monte La Terratta (oltre 2.200 metri) o continuare fino a Pescasseroli. Alcuni tratti richiedono allenamento e attenzione, soprattutto per i dislivelli e la lunghezza: il consiglio è in primis di affidarsi ad app pensate per escursioni e trekking in montagna.
Meritano una menzione anche quelli che si sviluppano lungo i versanti che separano Scanno dal Parco Nazionale d’Abruzzo, come la valle di Ciaccariello, il Vallone di Tempesta, o le creste tra Monte Godi, Sparvera e Monte Greco. Sono percorsi meno frequentati ma ricchi di fascino, che restituiscono la dimensione più autentica dell’Appennino abruzzese.

Eremo di San Domenico, Villalago, Abruzzo

Chiese, eremi e riserve naturali: cosa fare e cosa vedere lungo i sentieri intorno al Lago di Scanno

Poco sopra le sponde si trova la già citata Chiesa della Madonna del Lago, costruita all’inizio del Settecento su uno sperone roccioso. È raggiungibile con una doppia scalinata e conserva affreschi e un altare scavato nella roccia, simbolo della devozione popolare che ha accompagnato la storia del borgo. A Villalago, l’Eremo di San Domenico si affaccia invece sul lago omonimo ed è legato alla figura del santo benedettino che qui visse in isolamento. La chiesa, preceduta da un piccolo portico con affreschi, custodisce ancora la grotta dove si narra che il santo dormisse su assi di legno oggi conservate altrove. Nei pressi si estendono le Gole del Sagittario, oggi riserva naturale protetta: un’area di grande valore ambientale, con canyon, acque limpide e una ricca biodiversità che comprende aquile reali, lupi appenninici e i celebri orsi marsicani.
Un altro luogo da raggiungere a piedi, proseguendo lungo i sentieri tra i boschi, è l’Eremo di Sant’Egidio, piccolo edificio rurale in stile romanico, costruito nel Seicento. Semplice e raccolto, si presenta con una facciata asimmetrica, una monofora circolare e un portico che protegge l’ingresso. L’interno conserva elementi di arte popolare, come le acquasantiere scolpite e un affresco del santo.

Come arrivare al Lago di Scanno e spostarsi nell’area

Situato nell’entroterra abruzzese, il Lago di Scanno è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. Chi parte da Roma, Pescara, Napoli o da altre città del centro-sud non troverà particolari difficoltà nell’arrivare in questo angolo suggestivo della Valle del Sagittario, a poca distanza dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
L’Abruzzo si presta bene a tour in moto della regione, e così in auto: entrambi restano il modo migliore per muoversi in libertà tra il lago, i borghi e le riserve naturali circostanti. Da Roma e Pescara si segue l’autostrada A25, si esce a Cocullo e si prosegue per circa 20 chilometri sulla strada regionale 479, che attraversa zone molto panoramiche. Chi arriva da Napoli può percorrere l’autostrada A1 fino a Caianello, poi proseguire sulla SS85 in direzione Venafro, imboccare la SS17 fino al bivio di Castel di Sangro e infine seguire la 479 fino a Scanno. In alta stagione, è utile utilizzare i servizi di telepedaggio per evitare le code ai caselli. Una volta sul posto, è possibile lasciare l’auto nei parcheggi vicino al lago o all’ingresso dei borghi.
Anche chi preferisce i mezzi pubblici può raggiungere la zona, con qualche accortezza. Il riferimento principale è la stazione ferroviaria di Sulmona, collegata a Roma (via Avezzano), Pescara e L’Aquila da treni regionali. Da Sulmona partono autobus che portano direttamente a Scanno, con corse giornaliere e fermate intermedie nei piccoli centri della valle (da verificare sempre in anticipo online tratte e prezzi aggiornati). Il viaggio è più lungo (da Roma servono circa cinque ore), ma è una buona soluzione per chi viaggia senza auto e vuole esplorare l’area con calma.
Per chi arriva da più lontano, gli aeroporti più vicini sono l’aeroporto di Pescara (circa 90 km), Roma Ciampino o Fiumicino e Napoli Capodichino (170 km). Da lì è possibile noleggiare un’auto, oppure combinare treno e autobus per arrivare a destinazione. Giunti nella zona del lago, ci si muove facilmente a piedi o in bicicletta. I sentieri partono direttamente dal lungolago o dai centri abitati, e molti percorsi sono adatti anche a chi ha poca esperienza di trekking.