Da oltre 200 anni la famosa Madonnina dorata svetta sulla guglia più alta del Duomo di Milano. Oggi è simbolo e icona della città meneghina, ma forse non tutti sanno che sono 4 le Madonnine a vegliare sul capoluogo lombardo. Questa peculiarità non è casuale, ma nasce da un mix di credenze e rispetto per tradizioni profondamente radicate nella cultura milanese.

Nel 1934 il cantante Giovanni D’Anzi cantava “O mia bela Madunina” per le strade di Milano. La Madonnina protagonista della canzone è quella che ancora oggi possiamo ammirare sulla cima del Duomo di Milano, ma non è l’unica. Se ne possono trovare 4 in totale, ognuna di esse collocate sugli edifici più alti della città. Scopriamo dove si trovano, ma anche l’origine di questa particolare tradizione.

Le 4 Madonnine di Milano: qual è la loro storia?

Tutto nasce durante il regime fascista, quando viene promulgata una legge che vieta la costruzione di edifici a Milano che superano in altezza la Madonnina. Il limite massimo per tutte le nuove costruzioni diventa così di 108 metri. Terminata la guerra, la normativa cade in disuso, ma l’accordo tra Comune e Curia è rimasto de facto per molti anni. Nel tempo, questo limite è stato comunque superato diverse volte, motivo per cui oggi a Milano ci sono 4 Madonnine.

Scoprirle può diventare un modo alternativo per vivere la città meneghina. Per spostarsi più comodamente, si possono anche noleggiare monopattini, biciclette o scooter elettrici o muoversi con la metropolitana. Chi preferisce l’auto dovrà confrontarsi con le ZTL, le limitazioni dell’Area C e i parcheggi. Tuttavia, un’app di servizi di mobilità può certamente facilitare le cose.

La Madonnina sul Duomo di Milano

La più famosa è quella che si trova sulla guglia maggiore del Duomo di Milano. Questa statua, realizzata nel 1774 e alta oltre quattro metri, è frutto del lavoro dello scultore Giuseppe Perego e dell’orafo Giuseppe Bini. Realizzata in rame dorato e rivestita da ben 6.750 foglie d’oro, negli anni la Madonnina è diventata una vera e propria icona per la città meneghina.

Un dettaglio curioso è l’alabarda che impugna, elemento iconografico piuttosto insolito per una rappresentazione religiosa della Madonna. Si tratta infatti di un parafulmine “nascosto” aggiunto nel 1967 dopo un forte temporale.

La Madonnina sul Grattacielo Pirelli

Negli Anni Sessanta l’architetto italiano Gio Ponti progetta il Grattacielo Pirelli, poi soprannominato il “Pirellone”. Al momento del suo completamento – con i suoi 127 metri di altezza – era ufficialmente l’edificio più alto d’Europa. Superava però il limite “imposto” dalla Madonnina, motivo per cui la famiglia Pirelli dovette negoziare a lungo con la Curia per trovare un accordo.

Alla fine si decise di posizionare una replica della Madonnina sul tetto del grattacielo. Così, una versione ridotta della statua, alta circa 80 cm, fu collocata in cima al Pirellone. Questo fatto rimase sconosciuto ai più fino agli Anni Novanta, quando si diffuse la notizia della seconda Madonnina nello skyline milanese.

La Madonnina del Palazzo della Regione

Nel 2010 il primato del “Pirellone” venne battuto con la costruzione di Palazzo Lombardia, alto 161 metri. Anche in questo caso fu necessario trovare un accordo con la Curia. Per questo – il giorno dell’inaugurazione del Grattacielo della Regione – fu posizionata una terza Madonnina sulla cima del grattacielo, continua così la tradizione.

La Madonnina più recente sulla Torre Isozaki

Qualche anno più tardi, la stessa sorte tocca anche alla Torre Isozaki a CityLife. Alto 210 metri, il grattacielo progettato dall’architetto Arata Isozaki, è uno dei più alti d’Italia. Durante l’inaugurazione nel 2015, una nuova Madonnina è stata posizionata al 50esimo piano dell’edificio.

Questo gesto si basa ormai sul rispetto di una tradizione consolidata, ma anche da una certa dose di superstizione. Si crede infatti che non rispettare il limite imposto della Madonnina porti sfortuna!