L’Unione Europea punta sul leasing sociale per rendere più accessibili le auto elettriche ai redditi bassi. Il piano prevede incentivi economici e il supporto del Fondo sociale per il clima.
La transizione verso la mobilità sostenibile rappresenta una sfida cruciale per l’Unione Europea, che punta a ridurre le emissioni di CO2 e favorire la diffusione delle auto elettriche. Tra le strategie delineate nel recente Piano UE per il rilancio dell’automotive, la Commissione Europea ha proposto l’adozione del leasing sociale, un meccanismo che mira a rendere l’acquisto di veicoli a zero emissioni accessibile anche ai nuclei familiari con redditi più bassi.
L’iniziativa prende spunto dall’esperienza del noleggio sociale francese, che ha già dato risultati positivi, e punta a essere estesa a tutti gli Stati membri.
Cos’è il leasing sociale e come funziona
Il leasing sociale è una formula di noleggio agevolato che permette alle famiglie a basso reddito di ottenere un’auto elettrica con un canone mensile ridotto, grazie a un contributo statale.
Questo modello prevede che lo Stato si faccia carico di una parte consistente del costo del leasing, riducendo sensibilmente l’importo a carico del contraente. Al termine del contratto, l’utente può decidere se riscattare il veicolo o restituirlo. Inoltre, per facilitare l’accesso alla misura, il governo può coprire in tutto o in parte l’anticipo richiesto per l’attivazione del leasing.
Leasing sociale auto: chi può beneficiarne?
Il leasing si è già dimostrato un valido alleato per la diffusione delle auto elettriche. Il leasing sociale nasce con l’intento di aiutare le famiglie con redditi più bassi a entrare nel mondo della mobilità elettrica. Resta, al momento, da definire chi potrà avere accesso a questa opportunità.
Uno dei criteri principali potrebbe essere il reddito familiare, valutato attraverso l’ISEE o altri indicatori economici, per garantire che il beneficio arrivi a chi ne ha davvero bisogno. Inoltre, per incentivare la rottamazione di auto inquinanti, potrebbe essere richiesta la consegna di un’auto vecchia in cambio dell’accesso al leasing agevolato.
Un altro aspetto da considerare è la zona di residenza del richiedente: chi vive in aree poco servite dai mezzi pubblici, e quindi ha una reale necessità di un’auto per gli spostamenti quotidiani, potrebbe avere una priorità maggiore rispetto a chi risiede in grandi città ben collegate. Anche il tipo di veicolo disponibile nel programma di leasing sociale sarà un elemento chiave: l’obiettivo è offrire modelli accessibili ed efficienti, escludendo le auto di lusso o eccessivamente costose. Infine, è probabile che vengano favoriti i veicoli prodotti in Europa, per sostenere l’automotive del Vecchio Continente.
L’obiettivo principale è permettere ai beneficiari di sostenere un canone mensile inferiore ai 100 euro, mantenendo le spese per la ricarica elettrica alla colonnina a carico dell’utente.
Il ruolo del Fondo sociale per il clima
Per finanziare questa iniziativa, la Commissione Europea ha individuato come principale strumento di sostegno il Fondo sociale per il clima, che tra il 2026 e il 2032 metterà a disposizione circa 86,7 miliardi di euro per favorire la transizione ecologica.
Queste risorse potrebbero essere impiegate non solo per il leasing di auto nuove, ma anche per incentivare il leasing di veicoli usati garantiti, abbassando ulteriormente i costi e ampliando le opportunità per le famiglie meno abbienti.








