Tra borghi stregati, castelli infestati e antiche leggende, c’è una Liguria misteriosa che aspetta solo di essere scoperta.
Ad Halloween manca ancora un mesetto, ma l’autunno è ormai iniziato, le temperature sono scese e le giornate si stanno lentamente ma inesorabilmente accorciando. Il periodo perfetto, almeno secondo leggende e folklore, perché streghe, fantasmi e creature misteriose tornino lentamente a popolare boschi, castelli e vecchi borghi.
In Liguria l’autunno non significa quindi soltanto passeggiate tra il foliage. Con l’estate ormai alle spalle e le spiagge che cedono il posto a itinerari nell’entroterra, si può partire alla scoperta di un territorio fatto anche di processi per stregoneria, apparizioni, racconti popolari e luoghi ai quali la tradizione ha attribuito un fascino decisamente inquietante.
Liguria misteriosa: un itinerario di 3 giorni per prepararsi ad Halloween
Per mantenere il viaggio il più possibile compatto ci concentreremo sul Ponente ligure, costruendo un percorso tra Val Nervia, Valle Argentina e l’entroterra savonese. Spostandosi in auto può essere utile verificare prima della partenza il traffico in tempo reale, utilizzare i servizi di telepedaggio lungo i tratti autostradali e, in ultimo, affidarsi a un calcolatore del pedaggio per avere una stima delle spese del viaggio.
Giorno 1: Triora, il paese delle streghe
Il viaggio può iniziare da Triora, il luogo simbolo della Liguria più misteriosa e tra i borghi delle streghe più famosi in Italia. Tra il 1587 e il 1589 alcune donne del borgo furono accusate di stregoneria, malefici e altri eventi nefasti, dando origine a uno dei più importanti processi per stregoneria del Cinquecento. Molte confessarono sotto tortura e alcune morirono durante la detenzione.
Oggi quella vicenda è ancora parte integrante dell’identità del paese. Nel Museo Etnografico e della Stregoneria sono conservati documenti e testimonianze legati al processo, mentre poco fuori dal centro si trova la Cabotina, indicata dalla tradizione come luogo di ritrovo delle bàzure, le streghe del folklore locale. Anche la vicina Molini di Triora è un luogo oscuro: racconti di passi nel buio, misteriose presenze e apparizioni.
Giorno 2: Apricale, Dolceacqua e Bussana Vecchia, un viaggio tra i fantasmi della Liguria
La seconda giornata parte da Apricale e dal Castello della Lucertola, dove secondo la leggenda si aggirerebbe ancora il fantasma di Cristina Anna Bellomo, detta Contessa della Torre. La donna fu realmente uccisa dal marito nel 1904 e attorno alla tragica vicenda è nata nel tempo la storia della sua apparizione nel maniero.
Pochi chilometri separano Apricale da Dolceacqua, uno dei borghi più belli della Liguria, dominato dal Castello dei Doria. Anche qui la tradizione racconta di un fantasma: quello di Lucrezia, giovane che sarebbe stata rinchiusa nella torre dopo essersi opposta alle pretese del signore locale e il cui spirito, secondo la leggenda, non avrebbe mai abbandonato il castello.
La giornata può terminare a Bussana Vecchia, un borgo oggi rinato, ma che per diverso tempo è stato abitato solo da spettri. Il vecchio borgo fu devastato dal terremoto del 1887 e successivamente abbandonato, prima di essere ripopolato da artisti a partire dal Novecento. Ancora oggi vicoli, muri diroccati e resti degli antichi edifici creano uno scenario sospeso tra rovina e rinascita, perfettamente in tema con il viaggio.
Giorno 3: Bardineto e la leggenda della porta dell’Inferno
L’ultima giornata conduce nell’entroterra savonese, fino a Bardineto, tra boschi e paesaggi carsici. Qui la tradizione colloca una delle storie più oscure della Liguria, legata al Buranco, una profonda voragine naturale che per la sua particolare conformazione è stata associata per secoli all’aldilà.
Secondo il folklore, il Buranco sarebbe addirittura una delle porte dell’Inferno. Leggende narrano di un cacciatore che volle farsi calare nella cavità con una corda e che, una volta riportato in superficie, sarebbe apparso sconvolto e con i capelli diventati improvvisamente bianchi. Nella stessa zona si tramandano anche racconti di misteriosi esseri con corna caprine.
Tutte storie che furono raccolte alla fine dell’Ottocento dallo scrittore locale Baccio Emanuele Maineri, anche detto “l’Edgar Allan Poe d’Italia“. La lettura perfetta per accompagnare il ritorno a casa.








