Lüderitz è il luogo che non ti aspetti: una vivace cittadina bavarese di fine Ottocento che si estende tra le colline e il deserto delle coste sud-occidentali della Namibia. Tra architetture d’epoca, il primo tram d’Africa e cercatori di diamanti, cosa fare, vedere e scoprire nella località dell’Europa del Continente Nero e nel villaggio-satellite di Kolmanskop.

Al di là del Mediterraneo, nella parte sud-occidentale dell’Africa, c’è una Lüderitz che non è la cittadina adagiata nella placida pianura della Sassonia, in Germania. Stesse case dai colori vivaci, medesimi tetti rossi spioventi a prova di neve e finestre ad arco, la tradizionale torre campanaria della chiesa locale non svetta sopra la bruma della tranquilla campagna tedesca, ma domina dall’alto di una collina di sabbia le spiagge della costa della Namibia.


Questa seconda Lüderitz, distante dall’omonima europea oltre 12.500 km, è soprannominata “la Monaco del deserto”: un villaggio in tipico stile bavarese di fine Ottocento, che splende al sole del Continente Nero, abbracciata dalle dune del deserto namibiano e carezzata dalla brezza dell’Oceano Atlantico Meridionale. Un luogo singolare e misterioso, da visitare e scoprire.

Una strada di Lüderitz in Namibia
Una caratteristica strada di Lüderitz

La storia della Lüderitz subsahariana

Mentre le origini della Lüderitz nella terra del Reno non sono molto note, quelle della cugina d’Africa, invece, sono hanno un nome e un cognome.

Dopo un insuccesso commerciale in Messico, tale Adolf Lüderitz, un ambizioso rivenditore tedesco di tabacco, decise di scommettere sull’Africa, puntando su una regione ancora libera dal giogo coloniale britannico.

Nel 1883, in Namibia, per 600 sterline e 260 fucili, ottenne da Josef Frederiks II, capo della tribù Nama, i diritti di insediamento nella baia di Angra Pequena e lungo i 140 km che si estendevano fino al fiume Orange. L’intera area fu battezzata Lüderitzland.

La costa di Lüderitz
La costa di Lüderitz

Nel 1885 Lüderitz arrivò a possedere 580.000 km², l’equivalente di circa l’intera Namibia. Ma con zero possibilità di coltivare il tabacco e nessun esito nella ricerca dell’oro o dei diamanti, di cui pure la regione è ricca, quasi in bancarotta, fu costretto a cedere il suo regno alla Deutsche Kolonialgesellschaft (Società Coloniale Tedesca), un’organizzazione privata con l’obiettivo di promuovere l’espansione coloniale della madrepatria in Africa e in Oceania.


L’anno successivo, imbarcatosi in cerca di nuove terre in una spedizione esplorativa lungo l’Orange, l’eponimo tedesco sparì misteriosamente nelle acque del fiume e della sua sorte non si seppe più nulla.

La Goerke House di Lüderitz
La Goerke House è una delle ville più sfarzose di Lüderitz. Costruita nel 1909, apparteneva all’ispettore della miniera di diamanti Hans Goerke.

Nonostante le sanguinose guerre tra l’esercito tedesco e le popolazioni locali nei primi del Novecento e le successive ondate di cercatori di pietre preziose, ad oggi la località conserva ancora intatti i suoi tratti caratteristici di città di Baviera e ospita una popolazione di qualche migliaio di abitanti.

Lüderitz, cosa vedere

Il singolare fascino di Lüderitz è interamente racchiuso nel suo mix di città europea aliena. Stretta tra l’assoluto blu del cielo e del mare, come un miraggio, allunga le ombre dei suoi bow-window su polverose e assolate strade di sabbia dorata al posto degli acciottolati dei vicoli bavaresi.

Senza traffico e lontana da un classico caos cittadino, alcuni luoghi in particolare rappresentano i punti cardine di questo paese di pescatori.

La chiesa in cima alla collina di Lüderitz
La chiesa luterana di Felsenkirche domina Lüderitz dalla cima della collina

La Felsenkirche, in tedesco chiesa rupestre,  si erge austera su un promontorio roccioso come a proteggere la cittadina dall’alto. Costruita dalla comunità luterana tra il 1910 e il 1912, in piena epoca di corsa ai diamanti, è stata progettata dall’architetto tedesco Albert Herre in stile neogotico e realizzata in granito, la pietra locale.

Banca Deutsche Afrika di Lüderlitz
Lo storico edificio della Banca Deutsche Afrika di Lüderitz

Ulteriori attrazioni includono gli edifici della filiale della Deutsche Afrika Bank, la famosa banca coloniale tedesca fondata nel 1895, che si occupava di finanziare le imprese coloniali tedesche in Africa, l’antica Stazione Ferroviaria del 1905 e il vecchio Ufficio Postale.

Stazione ferroviaria di Lüderitz
La vecchia stazione ferroviaria di Lüderitz

Lüderitz, gli animali selvatici

Ancor più delle sue architetture conservate nel tempo, è forse la fauna selvatica la vera attrazione del luogo.

Una rilassante passeggiata sul lungomare permette infatti di imbattersi in una gran quantità di specie: dalle foche del Capo che giocano tra le onde, ai pellicani a pesca di prede ittiche, ai fenicotteri, agli uccelli corrieri che corrono veloci lungo la spiaggia, fino alle più rare otarie orsine sdraiate sugli scogli.

Le foche di Capo Diaz a Lüderitz
Le foche di Capo Diaz a Lüderitz

Una gita in barca alla vicina isola di Halifax permette inoltre di ammirare da lontano i pinguini d’Africa, anche noti come “pinguini dai piedi neri“, tra le specie di pinguini più studiate al mondo.

La colonia di pinguini dell'isola di halifax vicino a Lüderitz
Le colone di pinguini africani dell’isola di Halifax vicino a Lüderitz

Lüderitz, lo Speed Challenge

Ogni anno, durante la primavera australe, Lüderitz offre agli  amanti del windsurf, sia a chi lo pratica che a chi lo segue, lo Speed Challenge.

Si tratta di una competizione per appassionati e professionisti, che dal 2007 si svolge in una laguna di 1×7 km a ovest di Lüderitz. In queste acque, infatti, tra ottobre e dicembre soffia un vento forte e costante da sud, con un angolo perfetto di 140 gradi rispetto al percorso di gara.

L’evento attira velisti da tutto il mondo che competono per stabilire nuovi record di velocità nella categoria windsurf e kitesurf.

Speed challenge di Lüderitz
Zara Davis durante lo Speed Challenge di Lüderitz | Credit Photo: Walnut1340

Kolmanskop, tra i cercatori di diamanti e il primo tram d’Africa

A dieci km dal porto di Lüderitz, nel cuore del deserto del Namib, la città fantasma di Kolmanskop aggiunge ulteriore mistero al viaggio nella Namibia che non ti aspetti. Ex Eldorado per gli avventurieri in cerca di fortuna, agli inizi del Novecento il villaggio-satellite era noto per la presenza nei dintorni di ricchi giacimenti diamantiferi.

Un edificio abbandonato a Kolmanskop
Un edificio abbandonato a Kolmanskop, nel deserto del Nabi

Costruita in stile bavarese, comprendeva un ospedale, una scuola, una centrale elettrica, un impianto di produzione di ghiaccio, una sala da ballo, un teatro e un casinò. Ma soprattutto, il primo tram in Africa. Inaugurata nel 1900, la linea elettrificata collegava Kolmanskop a Lüderitz e apparteneva alla società privata “Deutsche Diamanten Gesellschaft”.

Il primo tram d'Africa a Kolmanskop
Il primo tram d’Africa collegava Kolmanskop a Lüderitz

Ad oggi dei fasti del secolo scorso resta la sabbia del deserto che si è ripresa i suoi spazi, invadendo le case di silenzio e di un’atmosfera sospesa nel tempo, molto suggestiva. E, sicuramente, da respirare.

edifiio abbandonato di Kolmanskop
Il deserto si riappropia degli spazi di Kolmanskop