Questa sera occhi al cielo: la notte sarà illuminata dalla Luna del Cervo, un evento astronomico bellissimo ed emozionante.

In attesa dell’eclissi solare di agosto, tra gli ultimi eventi astronomici di luglio c’è la Luna del Cervo, il plenilunio estivo che stasera farà brillare il cielo notturno. Il nome richiama un’antica tradizione legata ai cicli della natura e, in particolare, al periodo in cui i cervi maschi sviluppano i nuovi palchi, da cui il nome.

Gli amanti dell’astroturismo non possono perderla: la luna sorgerà a est poco dopo il tramonto e resterà visibile per tutta la notte. Vediamo i luoghi più belli dove ammirarla.

Luna del Cervo, cos’è e quando vederla

Il plenilunio si verificherà oggi, esattamente alle 16:36, ma per vederla nei cieli italiani dovremo aspettare almeno le 20:30 (ora di Roma), quando finalmente sorgerà a est poco dopo il tramonto e potrà essere osservata per tutta la notte, purché il cielo sia sereno. Per questo, meglio verificare le previsioni meteo di oggi. La sua luminosità può infatti ovviamente variare in base alle condizioni atmosferiche, alla presenza di nuvole e all’inquinamento luminoso.

Dal punto di vista astronomico, la Luna del Cervo non è poi così diversa dalle altre lune piene. Non cambia colore, non assume forme particolari e non appare più grande del solito. È semplicemente il nome tradizionale attribuito al plenilunio di luglio. Quando si trova ancora bassa sull’orizzonte, può però assumere sfumature più calde e dorate.

Perché si chiama Luna del Cervo: il significato

Le lune piene dell’anno sono spesso indicate con nomi poetici ed evocativi. Tra le denominazioni più conosciute ci sono la Luna delle Fragole, la Superluna del Cacciatore o la Superluna del Raccolto.

Questi nomi non hanno un significato scientifico, ma raccontano il rapporto tra le persone, il passare delle stagioni e i fenomeni della natura. Molte denominazioni sono infatti legate alle attività agricole, al clima oppure al comportamento degli animali.

La Luna del Cervo, chiamata in inglese “Buck Moon”, deve il suo nome alla tradizione dei nativi americani. Luglio è il periodo in cui i cervi maschi completano la crescita dei nuovi palchi, dopo aver perso quelli precedenti. I palchi sono formati da tessuto osseo e crescono rapidamente durante la primavera e l’estate. Con il passare delle settimane diventano sempre più grandi e ramificati, in vista della stagione degli amori.

Lo stesso plenilunio viene indicato anche con altri nomi. In alcune tradizioni è conosciuto come Luna del Fieno, per il legame con il periodo della raccolta, oppure come Luna del Tuono, in riferimento ai temporali estivi.

Dove e come vedere la Luna del Cervo

Per osservare la Luna del Cervo è preferibile scegliere un luogo lontano dalle luci delle città, con un orizzonte orientale libero. La Luna sarà comunque abbastanza luminosa da essere visibile anche nei centri abitati, ma un cielo più buio permette di apprezzarla meglio.

Tra i luoghi più suggestivi ci sono Campo Imperatore, sul Gran Sasso, la Val d’Ega nelle Dolomiti, Capo di Lago in Val Camonica e il vallone di Saint-Barthélemy, in Valle d’Aosta. In generale i rifugi di montagna, gli altopiani e i tratti di costa poco illuminati possono offrire buone condizioni di osservazione.

Chi decide di spostarsi in auto dovrebbe partire con un certo anticipo, soprattutto considerando il traffico tipico degli ultimi giorni di luglio. I servizi di telepedaggio possono rendere più semplice il passaggio ai caselli e ridurre le attese durante i viaggi in autostrada, anche se è sempre utile controllare in precedenza il percorso e la disponibilità di parcheggi nella località scelta.

Per vedere la Luna non sono necessari strumenti professionali. A occhio nudo è già possibile osservare le principali zone chiare e scure della superficie, mentre un binocolo permette di distinguere meglio crateri e rilievi.

La luna può essere fotografata anche con uno smartphone. Per ottenere immagini più nitide meglio utilizzare un supporto stabile, limitare lo zoom digitale e ridurre leggermente la luminosità dello scatto, evitando che il disco lunare risulti troppo chiaro e privo di dettagli.