I luoghi comuni sull’auto elettrica sono sempre all’ordine del giorno. Le BEV rappresentano davvero il futuro della mobilità o si tratta solo di una provocazione? È una domanda che torna ciclicamente nel dibattito quotidiano, spesso accompagnata da convinzioni errate o semplificazioni eccessive. Proviamo a sfatarne alcune tra le più ricorrenti.

La realtà delle auto elettriche, tra chi le considera la soluzione definitiva alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione e chi invece le ritiene una moda passeggera, è ben più complessa e articolata rispetto a quanto “si dice in giro”. A fare chiarezza interviene il White Paper di Repower, gruppo attivo nel settore energetico e nella mobilità sostenibile, giunto alla nona edizione.

Il report raccoglie dati, analizza scenari e traccia tendenze, offrendo una visione d’insieme su un mercato in continua evoluzione. In un contesto geopolitico instabile e un comparto automotive in trasformazione, comprendere i reali pro e contro della mobilità elettrica diventa fondamentale per superare ogni preconcetto.

Dall’autonomia alla sostenibilità delle batterie delle auto elettriche, passando per i costi e l’infrastruttura di ricarica, molti falsi miti continuano a influenzare l’opinione pubblica. È il momento di “staccare la spina” ai luoghi comuni sull’auto elettrica e analizzare la realtà con dati concreti e prospettive aggiornate.

Auto elettriche in Italia: la situazione

Nel 2024, l’intero automotive in Italia ha registrato una lieve contrazione, con una riduzione dello 0,5% nelle immatricolazioni complessive, attestate a 1.559.229 unità. In particolare, le vendite di veicoli full electric hanno subito un calo dell’1%, fermandosi a 65.620 unità immatricolate, mentre le ibride plug-in (PHEV) hanno visto una riduzione più marcata, passando dal 4,4% del mercato nel 2023 al 3,3% nel 2024.

La quota complessiva delle auto elettriche in Italia rimane stabile al 4,2%. Un dato ancora distante dalla media dell’Unione Europea del 13,6%, evidenziando un’adozione più lenta rispetto ad altri paesi del continente.

Nonostante le difficoltà nelle vendite, la rete delle infrastrutture di ricarica elettrica continua a espandersi a ritmo sostenuto, evidenziando una crescita del 28% rispetto all’anno precedente. Attualmente, in Italia sono presenti 60.339 punti di ricarica pubblici, con un incremento di 13.111 unità rispetto al 2023. Questo sviluppo infrastrutturale è un segnale positivo per la diffusione della mobilità elettrica, poiché riduce uno degli ostacoli principali percepiti dai consumatori: la disponibilità di colonnine di ricarica.

5 luoghi comuni sull’auto elettrica da sfatare

Anche in questa edizione, il White Paper di Repower sulla mobilità a zero o basse emissioni di CO2 prosegue nella sua attività di debunking, smontando cinque diffusi luoghi comuni sull’auto elettrica — dall’autonomia limitata ai tempi lunghi di ricarica, dai costi elevati alla scarsità di colonnine — per promuovere un dibattito pubblico basato su dati reali e informazioni corrette. Eccoli, uno per uno.

L’auto elettrica è più costosa

Effettivamente il costo delle auto elettriche più alto rispetto a quello delle vetture tradizionali con motore endotermico è un dato di fatto. Nel lungo periodo, grazie ai minori costi di gestione, risultano però più economiche e consentono di compensare l’investimento iniziale. Da tener presente che proprio dal 2025 le auto elettriche saranno più economiche.

In Italia non ci sono colonnine elettriche

Come accennato nel precedente paragrafo, le colonnine di ricarica in Italia sono in continua crescita. Allo stesso modo, sempre più hotel e ristoranti si stanno dotando di punti di ricarica, contribuendo così a estendere ulteriormente la rete. Stando ai dati di Eviaggio, sono oltre 2.300 le strutture ricettive che offrono il servizio ai turisti.

Le auto elettriche non hanno autonomia

L’autonomia delle auto elettriche è la principale preoccupazione per chi ha esigenza di compiere lunghi viaggi. Secondo i dati elaborati da Motus-E sulle rilevazioni di EV-Volumes, l’86% delle vetture a batteria oggi sul mercato garantisce un’autonomia adeguata per coprire oltre il 98% degli spostamenti quotidiani dei cittadini europei (indagine del 2022 su 46.000 veicoli in 17 paesi). Negli ultimi dieci anni, l’autonomia media è cresciuta del 91% (da 211 km a 400 km, con modelli che superano i 700 km).

I tempi di ricarica sono troppo lunghi

In realtà dipende da vari fattori, ma la tendenza è quella di andare verso tempi di ricarica sempre più brevi. Le colonnine ultrafast permettono di ricaricare l’80% di una batteria da 75 kWh entro 30 minuti. Anche chi utilizza una wall box domestica da 7,4 kW riesce a ricaricare una batteria di medie dimensioni in poche ore. Per un utilizzo urbano, molte BEV raggiungono una significativa carica con potenze più basse, come nel caso delle colonnine da 22 kW.

Se fa freddo, le elettriche si scaricano subito

Le batterie al litio, in caso di basse temperature, subiscono una temporanea riduzione dell’autonomia. Tuttavia, grazie ad alcuni accorgimenti, è possibile ottimizzare la loro efficienza. Recurrent e Geotab hanno compiuto studi su migliaia di auto elettriche negli Stati Uniti dimostrando che, nonostante perdite variabili (fino al 40% tra -1 e -7 °C e fino al 50% a -15 °C), l’autonomia resta sufficiente per la maggior parte degli usi quotidiani.