Ogni 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, una ricorrenza che rende omaggio a tutte le vittime dell’Olocausto. Viaggiare nei luoghi della Memoria non è semplice turismo: è piuttosto un percorso di consapevolezza, un modo per avvicinarsi alle vite, ai volti e alle voci che hanno segnato il Novecento. Proponiamo cinque mete in Europa per non dimenticare e riflettere.
Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui le truppe dell’Armata Russa abbattono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. In Italia con la Legge n. 211 del 20 luglio 2000 si sceglie questa data come Giorno della Memoria, con lo scopo di ricordare la Shoah (genocidio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei e quanti si sono opposti allo sterminio a rischio della propria vita.
Nel 2005 anche l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconosce ufficialmente il 27 gennaio come Giornata Internazionale della Memoria dell’Olocausto, invitando tutti gli Stati membri a promuovere iniziative di educazione, ricerca e commemorazione.
In Europa – come in Italia – sono presenti vari luoghi della Memoria, spazi in cui la storia si fa tangibile e dove il ricordo diventa esperienza diretta, un’occasione importante per riflettere sulle responsabilità collettive e individuali.
Luoghi della memoria 2026
L’Europa custodisce numerosi luoghi della Memoria. Dai campi di concentramento ai memoriali urbani, dai musei ai cimiteri militari passando per sinagoghe e archivi storici: ogni sito racconta frammenti di vite spezzate e di resistenza, offrendo punti di riflessione preziosi per comprendere il passato e coltivare una consapevolezza più profonda.
Ecco cinque luoghi significativi da visitare nel 2026.
1) Auschwitz – Polonia
Situato nella parte della Polonia al tempo occupata dai tedeschi, Auschwitz fu il più vasto sistema di campi di concentramento e sterminio creato dal regime nazista. Il sito – articolato nei tre campi di Auschwitz I, Auschwitz II-Birkenau e Auschwitz III-Monowitz – è riconosciuto anche come uno dei luoghi più tristemente emblematici della Seconda Guerra Mondiale.
Qui trovarono la morte circa 1.100.000 persone tra uomini, donne e bambini: in prevalenza ebrei, ma anche prigionieri politici, rom, oppositori del regime e deportati provenienti da diversi Paesi europei.
Oggi il complesso è un memoriale e museo. Si consiglia di consultare il sito ufficiale per informazioni aggiornate su orari, costi e biglietti.
Il campo di concentramento di Auschwitz si trova nella città di Oświęcim, a circa 70 km di distanza da Cracovia.
Il modo più semplice e veloce per raggiungere il sito partendo dall’Italia è in aereo, con arrivo all’Aeroporto Internazionale di Cracovia-Balice. L’uso dei servizi fast track assicurano accesso prioritario ai controlli di sicurezza.
Un volta atterrati, si prosegue in treno, autobus o tramite transfer organizzati, con tempi di percorrenza generalmente compresi tra un’ora e un’ora e mezza.
2) Bergen-Belsen – Germania
Dal 1940 al 1943 fu utilizzato come campo di prigionia. Fra gli ultimi mesi del 1944 e l’inizio del 1945 divenne invece un centro di raccolta per migliaia di Ebrei costretti a evacuare i campi più vicini alla linea del fronte, durante le fasi finali della guerra. Le condizioni di vita, già durissime, peggiorarono rapidamente a causa del sovraffollamento, della fame e delle epidemie, trasformando Bergen-Belsen in uno dei luoghi più tragici della deportazione nazista.
Qui perse la vita anche Anna Frank, poche settimane prima della liberazione, avvenuta nel 1945 per opera dell’esercito inglese.
ll Memoriale di Bergen-Belsen rende omaggio alle vittime del nazionalsocialismo con visite all’area dell’ex campo di concentramento, oggi segnata da memoriali, lapidi e percorsi commemorativi.
Dall’Italia sono disponibili voli e autobus diretti verso le principali città tedesche, da cui è poi possibile raggiungere il memoriale. L’aeroporto più vicino è quello di Hannover, situato a circa 70 km da Bergen-Belsen e ben collegato tramite treni regionali e autobus. In alternativa, si può arrivare anche a Brema, Amburgo o Berlino. Quindi proseguire con i mezzi pubblici o con un’auto a noleggio.
3) Fabbrica di Oskar Schindler – Polonia
Più esattamente a Cracovia, in via Lipowa, si trova la fabbrica di smalti appartenuta all’imprenditore tedesco Oskar Schindler. Divenuto celebre grazie al film Schindler’s List di Steven Spielberg, la sua è la storia di un uomo che riuscì a salvare oltre mille Ebrei dalla deportazione impiegandoli nel proprio stabilimento.
Attualmente il complesso ospita il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia, una mostra permanente dedicata agli anni dell’occupazione nazista in Polonia e un’esposizione che ripercorre la storia della vecchia fabbrica e la figura di Schindler. Il percorso museale, ricco di documenti, installazioni e testimonianze, permette di comprendere il contesto storico in cui maturò tale scelta e il dramma vissuto dalla comunità ebraica della città.
4) Pietre di Inciampo
Le Pietre d’Inciampo (Stolpersteine) sono il più grande memoriale diffuso d’Europa. Ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, consistono in piccole targhe di ottone (circa 10 x 10 cm) incastonate nel selciato davanti alle abitazioni di persone deportate o uccise dal nazionalsocialismo.
Ogni pietra riporta un nome, una data di nascita, il luogo e la data della deportazione e, quando noto, il destino della vittima. Sono oltre 70.000, sparse in numerosi Paesi europei, tra cui Germania, Austria, Paesi Bassi, Francia, Belgio e Italia.
5) Fondazione Memoria della Shoah – Binario 21 Milano
A Milano, sotto la Stazione Centrale, si trova uno dei luoghi più importanti della memoria italiana: il Binario 21. Tra il 1943 e il 1945, da questo punto nascosto della stazione migliaia di Ebrei e oppositori politici furono caricati su vagoni – originariamente destinati al trasporto postale – e deportati verso i campi di sterminio e di concentramento europei, oppure trasferiti nei campi di raccolta nazionali come Fossoli e Bolzano.
Oggi questo spazio è parte integrante della Fondazione Memoriale della Shoah, un luogo di ricordo e conoscenza che organizza incontri, dibattiti, mostre e attività didattiche. Il centro polifunzionale mantiene vivo il confronto sulle atrocità del passato trasformando la memoria in un impegno civile concreto.








