Il deserto della Namibia è stato lo sfondo principale dei luoghi post apocalittici rappresentati in “Mad Max: Fury Road”, il capolavoro di George Miller del 2015 e quarto capitolo della saga che ha per protagonista l’ex poliziotto Max Rockatansky. Scopriamo insieme il deserto del Namib, dove è stato girato il film, in attesa del prossimo capitolo del franchise, “Furiosa”, in uscita a maggio.

In un futuro distopico in cui non è più possibile fare il pieno via app, l’acqua e la benzina sono diventati i beni più rari e preziosi: i superstiti combattono tra loro per la sopravvivenza, in un mondo in cui la società si è autodistrutta e le leggi non hanno più alcun valore.

Tra paesaggi desertici e desolazione umana, la serie di film del regista australiano George Miller segue le vicende di Max, un ex poliziotto costretto dagli eventi a trasformarsi in guerriero della strada.

Chi è Mad Max: una panoramica sulla saga di George Miller

La saga di Mad Max ha avuto inizio nel 1979, con il film “Mad Max – Interceptor“, diretto da George Miller e interpretato da Mel Gibson nel ruolo del protagonista, Max Rockatansky.

Il film è ambientato in un futuro distopico in cui, forse a seguito di una guerra nucleare, il mondo è andato in Overshoot e le risorse naturali scarseggiano, mentre la società è al collasso, dominata da bande di criminali che vagano per le strade alla ricerca di potere e sopravvivenza.

La saga è proseguita con “Interceptor – Il guerriero della strada” nel 1981 e “Mad Max – Oltre la sfera del tuono” nel 1985, entrambi ancora diretti da George Miller e con Mel Gibson nel ruolo di Max. Questi film hanno consolidato il mito di questo personaggio, un eroe solitario immerso in un mondo devastato dalla violenza e dal caos.

Dopo una lunga pausa, la saga è stata ripresa da Miller nel 2015 con Mad Max: Fury Road, un reboot che ha presentato una nuova interpretazione dell’universo della saga, con Tom Hardy nel ruolo di Max e Charlize Theron nel ruolo dell’indomita Imperatrice Furiosa. Il film, che ha vinto 6 Oscar, è stato un trionfo visivo e narrativo, grazie alla trama coinvolgente e alle spettacolari sequenze d’azione.

I luoghi di Mad Max: Fury Road

In questo mondo fittizio arido e desolato, devastato da guerre e catastrofi ambientali, la polverosa atmosfera post apocalittica permea ogni fotogramma della saga, che nella finzione è ambientata in Australia.

I luoghi del film sono diventati iconici nell’immaginario collettivo, come la Cittadella, dominata dal tiranno Immortan Joe e dai suoi Figli di Guerra, rappresentata da un complesso labirinto di edifici fatiscenti e strutture metalliche arrugginite, simbolo del decadimento della civiltà umana.

E poi c’è la desertica Fury Road del titolo, su cui si susseguono gli incredibili inseguimenti tra gli iconici veicoli della saga, che dovrebbe portare i protagonisti verso il Luogo Verde, l’ultima area fertile nella Zona Contaminata, ma che è diventato anch’esso inabitabile.

Tra relitti, canyon e dune, la troupe ha girato la pellicola principalmente in Namibia, spettacolare terra africana meta di molti viaggi-avventura: in particolare nel deserto del Namib, dove si trovano anche i misteriosi cerchi delle fate.

Il Deserto del Namib, uno dei luoghi più antichi e aridi del mondo

Il deserto del Namib, location principale dei molti inseguimenti del film, è uno dei più vasti al mondo, con una superficie che si estende per circa 55.000 km: il suo stesso nome, “Namib”, significa “luogo vasto”. È uno dei luoghi più antichi al mondo: risale infatti a circa 80 milioni di anni fa e per questo offre preziose informazioni sulla geologia del nostro pianeta.

Non tutte le aree sono accessibili ai visitatori ma in quelle dove è possibile entrare ci sono delle dune straordinarie, in cui sembra quasi di essere in un altro pianeta. Tra queste le più impressionanti sono la Duna 45, la Big Daddy, che con i suoi 305 metri è la duna più alta del mondo, e la Sossusvlei, il cui nome significa “palude senza uscita”. Quest’ultima è chiamata così poiché rappresenta il punto in cui le dune si uniscono bloccando il flusso del fiume Tsauchab e creando un’atmosfera davvero suggestiva.

Le maestose cime di Spitzkoppe

Spitzkoppe è un’impressionante formazione rocciosa dalle maestose cime in granito situata nel cuore del deserto del Namib. Sono state l’imponente sfondo nelle scenografie del film, dando alle scene un senso di grandiosità e solitudine, grazie alla maestosità con cui si ergono dal deserto circostante.

Swakopmund, la civiltà ai bordi del deserto

Swakopmund è una città costiera situata lungo la costa dell’oceano Atlantico nella regione di Erongo, la terza più popolosa della Namibia. Fondata dai coloni tedeschi nel 1892, conserva ancora oggi un’atmosfera distintamente europea, con strade alberate, architetture coloniali e caffè accoglienti.
Conosciuta per le spiagge sabbiose e le acque fresche dell’oceano, Swakopmund è una destinazione popolare per gli amanti degli sport acquatici, come il surf e la pesca d’altura.
La città è il punto di partenza per esplorare le vicine dune del deserto del Namib e il paesaggio mozzafiato della Skeleton Coast, tra escursioni, safari in jeep e visite alle antiche miniere di diamanti.

I relitti sulla Skeleton Coast

Situata tra Swakopmund e il deserto del Namib, la Skeleton Coast è una regione costiera remota e selvaggia, nota per i suoi paesaggi spettrali e una storia ricca di naufragi. Con le sue spiagge desolate, le scogliere scoscese e i relitti di navi arenate sulle sue sponde, la Skeleton Coast è la location del Canyon delle Ossa in “Mad Max: Fury Road. Le spettacolari formazioni rocciose e le distese di sabbia offrono un ambiente suggestivo e surreale, perfetto per rappresentare il mondo post-apocalittico del film.

I paesaggi desertici dell’Ai-Ais/Richtersveld Transfrontier Park

Parco transfrontaliero tra la Namibia e il Sudafrica, la bellezza inquietante dell’immenso Richtersveld, bruciato dal sole cocente, evoca un paesaggio desolato e ostile, apparentemente privo di vita, che però nasconde la flora desertica più ricca del mondo. La sua atmosfera surreale è stata probabilmente un’enorme fonte di ispirazione per alcune delle location più remote attraversate dalla folle corsa di Max e Furiosa a bordo della blindo-cisterna nella loro fuga da Immortan Joe.