Da una delle quattro città imperiali del Marocco, scavallando la catena montuosa dell’Atlas, si giunge alle dune sahariane di Erg Chebbi. Sul lungo tragitto si raggiungono le rovine delle casbah fortificate, si cammina all’interno di oasi e si attraversano profonde gole, prima di stupirsi per la spettacolare conformazione delle cascate di Ouzoud.
Per il deserto del Marocco si parte da “quella piazza sgangherata, così bella da sembrare una pittura, così forte da restarti appiccicata”, come canta Daniele Silvestri nella canzone La mia casa. Il viaggio che conduce dalla città imperiale di Marrakech alle remote dune di Erg Chebbi, avamposto sabbioso del deserto del Sahara, è una scoperta continua di paesaggi differenti tra di loro, estremi a modo loro, bellissimi a modo loro. Tutto idealmente comincia da Jamaa El Fna.
Marrakech, una piazza, un mondo

Jamaa El Fna è l’ombelico del mondo di Marrakech, dove le persone convergono inevitabilmente dopo aver visitato luoghi come la vicina Moschea di Koutoubia, con la sagoma del minareto che si staglia nel cielo, e i Giardini Majorelle, il “regalo” alla città di Yves Saint Laurent, che ne fece la sua residenza ed è ora diventato un piccolo paradiso ornitologico e botanico.
Qui, soprattutto, finiscono le migliaia di persone che ogni giorno attraversano la medina su e giù per le strade del souk, il mercato in alcuni tratti coperto, con centinaia di botteghe di prodotti locali, monili in argento e prodigiosi trattamenti a base di argan, spezie, tessuti e ceramiche. Avvertenza per la prima volta qui: no, i vicoli stretti non sono dedicati solamente ai pedoni, anzi. Occhio a biciclette, motorini e altri mezzi di trasporto merci perché sono tanti e presumono la “precedenza” di passaggio.
Se di giorno nella piazza sono protagonisti incantatori di serpenti, addestratori di scimmie, tatuatrici di henné e talvolta un venditore di denti, di sera la scena è presa da narratori di storie e musicisti. Immancabili le bancarelle di cibo che sono un set a a parte del cuore di Marrakech.
Attraverso l’Atlas, il gigante montuoso del Marocco

Il deserto dista oltre 500 chilometri da Marrakech. Per raggiungerlo, però, si attraversano scenari naturali diversissimi tra di loro e tutti ugualmente impressionanti. Il primo si presenta subito: la Catena dell’Atlas è il principale sistema montuoso del Marocco e si estende per oltre 2.000 chilometri. Separa come una barriera naturale, anche a livello climatico, le pianure costiere e le città imperiali dalle distese del Deserto del Sahara.
Lungo il suo sviluppo, si trovano paesaggi molto diversi tra loro: valli verdi, villaggi berberi e cime innevate. La vetta più alta è il Jbel Toubkal, che con i suoi 4.167 metri domina l’Alto Atlante. Da Marrakech si passa attraverso Tizi n’Tichka (2.260 m), il valico che anche a inizio primavera può essere innevato.
Ait Ben Haddou. Un Marocco da Hollywood

Una volte scollinato, il paesaggio cambia radicalmente. Raggiungendo Ait Ben Haddou, mutano colori, clima e scenari. Inizia un lungo tragitto che passa in rassegna alcuni dei luoghi più iconici del Marocco. Il primo è proprio lo ksar (villaggio fortificato) più celebre del Paese.
Si trova lungo l’antica rotta carovaniera tra Marrakech e il Deserto del Sahara. Le costruzioni di Ait Ben Haddou, patrimonio Unesco, sono realizzate in terra cruda, fango, paglia, pietre locali e necessitano di costante manutenzione. Quella utilizzata è l’architettura tradizionale berbera diventata inevitabilmente un set cinematografico molto ambito. Da Guerre Stellari a Il Gladiatore, da Game of Thrones alla serie Outer Banks, in tanti hanno utilizzato la fortezza arroccata sull’altura.
Proseguendo verso il deserto, si attraversa la città di Ouarzazate, dove si trovano gli Studios cinematografici visitabili che conservano set e memorabilia delle riprese svolte in zona.
Oasi rigogliose e gole spettacolari

La Valle del Todra è una delle zone naturali più spettacolari del Marocco, una macchia verde attorniata dal rosso fuoco delle rocce a strapiombo, lungo il versante orientale della Catena dell’Atlas. La si incontra proseguendo verso Erg Chebbi ed è famosa soprattutto per le impressionanti Gole del Todra, con le sue pareti rocciose alte fino a 300 metri che si stringono creando un canyon scenografico.
Il fiume Todra ha scavato nel tempo questo paesaggio suggestivo, circondato da palmeti e piccoli villaggi berberi che approfittano della lunga oasi non molto profonda ma lunga decine di chilometri, per piantagioni e colture. La valle è una meta molto amata da escursionisti e appassionati di arrampicata. Oltre alla natura più rigogliosa che mai, offre uno sguardo autentico sulla vita tradizionale delle comunità locali.
Erg Chebbi, il mare di sabbia sahariano

L’avvicinamento a Erg Chebbi è una progressiva immersione nella spaziatura immensa del deserto. Dopo aver superato il centro di Rissani, la strada punta dritta verso le dune sahariane, vedendo sfumare progressivamente i segni della civiltà a favore del surreale paesaggio di sabbia.
L’Erg Chebbi è uno delle immagini più iconiche del Marocco, situato vicino al villaggio di Merzouga. Il vasto mare di dune dorate si estende per circa 30 chilometri ed è famoso per le sue dune che possono superare i 150 metri di altezza. Attraversarlo in sella a un dromedario al tramonto, dormire in accampamento e risvegliarsi in tempo per ammirare l’alba è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.
Piccola avvertenza: difficile pensare di compierla in solitaria. Conviene quindi pensare agli altri turisti presenti come i membri delle antiche carovane che dalle coste dell’Africa si dirigevano verso i Paesi a sud per scambi commerciali.
Le acque delle Cascate d’Ouzoud

Sulla strada del ritorno verso Marrakech, una delle tappe obbligate è la visita delle Cascate d’Ouzoud. Sono tra le meraviglie naturali più note del Marocco nella regione del Medio Atlas. Sono le cascate più alte del Paese, con un salto di oltre 100 metri. Il nome deriva dalla parola berbera “ouzoud”, che significa “olive”, per via degli uliveti che circondano l’area.
L’acqua scende in più livelli e la località molto amata dai viaggiatori ma anche degli abitanti locali che qui trascorrono giornate in famiglia. Per raggiungere la località, si passa da Erfoud e Beni Mellal.
Come raggiungere il deserto di Erg Chebbi

Il deserto di Erg Chebbi può essere raggiunto in autonomia o con tour organizzati. La maggior parte dei viaggiatori parte da Marrakech, da dove si può prendere un autobus o noleggiare un’auto fino a Merzouga, il villaggio situato ai piedi delle dune. Il viaggio dura circa 8-10 ore che si può tranquillamente dividere in 2-3 tappe.
Chi preferisce un’esperienza più rilassata può optare per un tour organizzato che include minibus con driver e guida o trasferimenti in 4×4 per un’esperienza più personalizzata e qualche deviazione speciale per scoprire località meno battute. Un suggerimento è, ad esempio passare da Tafraoute, località montana per amanti del trekking.
Quando andare in Marocco

In Marocco il clima può cambiare sensibilmente tra l’area mediterranea e la costa atlantica, la zona continentale e quella desertica. I momenti migliori per visitare il deserto sono la primavera e l’autunno. I mesi di marzo, aprile e maggio, in particolare, consentono di incontrare lungo il tragitto la versione più rigogliosa delle valli attraversate e le cascate con la loro massima portata. Da tenere sempre presente che i valichi della catena montuosa dell’Atlas possono sempre riservare temperature rigide.
Foto di apertura di NoraF








