Nel cuore della Riviera Maya, la Riserva della Biosfera di Sian Ka’An è teatro di una battaglia per la tutela ambientale, contro le minacce del turismo di massa e delle grandi infrastrutture.

Nell’era in cui la consapevolezza ambientale e la responsabilità sociale guidano le nostre scelte quotidiane, l’adozione di comportamenti sostenibili diventa imprescindibile. Oltre a viaggiare in ecologiche auto elettriche e a usufruire dei servizi di micromobilità elettrica e del trasporto pubblico, c’è un altro settore che richiederebbe la nostra attenzione: quello del turismo sostenibile.

Prima di prenotare un volo verso terre remote, infatti, bisognerebbe tenere in considerazione i danni che potrebbe fare un turismo poco consapevole.

Zone come, ad esempio, la Riserva della biosfera di Sian Ka’An, sono minacciate dal turismo di massa, oltre che dalle grandi opere, che rischiano di compromettere l’integrità di questo prezioso ecosistema.

Sian Ka’An: un paradiso terrestre e marino

Siamo davanti alla più grande area umida del Messico, situata nello stato di Quintana Roo, nella Riviera Maya: circa 5280 chilometri quadrati, che si sviluppano tanto sulla terra ferma quanto nel mare caraibico. La riserva ospita foreste tropicali, lagune, spiagge di sabbia fine, mangrovie e centinaia di specie animali, tra le quali puma, giaguari, lamantini e ocelot.

Sian Ka’An, che in lingua maya vuol dire “porta del cielo”, è anche la casa di numerose colonie di cianobatteri, organismi unicellulari simili alle alghe, che testimoniano la salubrità dell’ambiente. Sono infatti talmente delicati che a farli morire basterebbe una minima alterazione chimica delle acque – come la crema per la protezione solare o la semplice urina.

La riserva non è solo uno spettacolare santuario di flora e fauna, ma ospita anche 23 siti archeologici maya, offrendo un viaggio nel tempo attraverso i passi di un’antica cultura.

La sua posizione unica, accanto alla seconda più grande barriera corallina del mondo nel mare Caraibico, ne fa un ecosistema marino eccezionale, contribuendo ulteriormente alla sua rilevanza ecologica e scientifica.

Riserva della biosfera: la qualifica dell’UNESCO

Nel 1987 l’UNESCO ha attribuito a Sian Ka’An la qualifica di riserva della biosfera, all’interno del programma MAB – Man and the Biosphere. Si tratta di un progetto che mira a trovare un rapporto equilibrato tra l’essere umano e l’ambiente, attraverso la salvaguardia della biodiversità e l’adozione di pratiche dello sviluppo sostenibile.

Le riserve della biosfera sono specifiche aree designate per la protezione e la gestione sostenibile degli ecosistemi terrestri, costieri e marini e sono lo strumento con il quale l’UNESCO testa gli obbiettivi del programma di sviluppo sostenibile.

Attraverso una gestione oculata del territorio, si cerca di bilanciare la conservazione dell’ecosistema e della sua diversità biologica con l’utilizzo responsabile delle risorse naturali. Le attività coinvolte sono tutte finalizzate a implementare gli obiettivi dell’Agenda 30, della Convenzione sulla diversità biologica e di altri accordi internazionali.

In sostanza, si tratta di un approccio integrato per preservare la biodiversità e garantire che le comunità locali beneficino in modo sostenibile dall’ambiente circostante.

Nonostante questa importante qualifica, però, la riserva della biosfera Sian Ka’An non è al sicuro dal turismo di massa e dalla costruzione delle cosiddette grandi opere, che potrebbero mettere a repentaglio il prezioso ecosistema naturale che Sian Ka’An custodisce.

La resistenza delle donne maya

In pericolo, però, non è solo l’ecosistema, ma anche le piccole comunità maya. La riserva è, infatti, la casa di oltre 20 insediamenti maya, i più antichi dei quali risalgono al V secolo d.C.

I cambiamenti ambientali e i danni del turismo di massa influenzano direttamente questi popoli, che vivono in armonia con la natura da generazioni.

In particolare, così come avviene anche in altri paesi, sono le donne a subire le conseguenze della crisi climatica in maniera maggiore. Nel caso di Sian Ka’An, questo potrebbe avvenire a causa della conseguente disoccupazione che potrebbe verificarsi nel settore della produzione agro-alimentare, costituito per un buon 70% proprio dalle donne. Questo è il settore, infatti, che, stando ai dati riportati dal progetto Diritto a REsistere, entro la fine del decennio potrebbe subire un crollo di oltre il 20%, riportando molte donne a casa, a occuparsi dei lavori domestici e di cura, trascurando il proprio sviluppo professionale ed educativo.

Le donne sono e saranno le prime vittime del collasso della biodiversità, ma sono anche quelle che occupano le prime file della resistenza.

Le donne della comunità maya si sono organizzate in diversi gruppi, che hanno come scopo quello di difendere la propria cultura, preservare la biodiversità locale e resistere alle minacce ambientali causate dal turismo di massa e dalla rapida urbanizzazione.

Tra queste organizzazioni, ne segnaliamo tre:

  • Grupo Ecologista de Mayab (GEMA). È l’associazione ambientalista più battagliera: ha sostenuto per 30 anni molteplici cause legali contro i giganti del turismo e dell’industria fossile. Il gruppo ha conseguito notevoli successi, tra cui modifiche legislative mirate a garantire la tutela delle specie animali a rischio. GEMA si dedica anche alla difesa dei diritti delle comunità locali, alla protezione degli ecosistemi più fragili e alla promozione dell’educazione ambientale;
  • Cooperativa Orquideas de Sian Ka’An. Creata da 25 donne, si batte per lo sviluppo di un turismo sostenibile nella regione. La cooperativa offre ai turisti gite in kayak, usando canoe naturali, ma anche numerose escursioni tra le meraviglie della Riserva;
  • Amigos de Sian Ka’An. Si dedica da quasi 40 anni alla salvaguardia degli ecosistemi nella penisola dello Yucatán, lo Stato nel quale si estende parte di Sian Ka’An, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo socio-economico delle comunità locali e preservare la loro ricca eredità culturale.

È grazie a queste organizzazioni e ad altre che lavorano nel territorio, che la resistenza ambientale nella regione di Sian Ka’An è in grado di affrontare le sfide quotidiane legate al turismo di massa. Le attività di questi gruppi contribuiscono a preservare l’integrità dell’ambiente e a sostenere le comunità locali nella loro lotta per un equilibrio sostenibile tra sviluppo e conservazione.