Tariffe in forte rialzo, domanda internazionale in crescita e una pressione senza precedenti sulle destinazioni olimpiche: i dati raccolti sulle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 raccontano un evento ad altissima intensità turistica.

Manca pochissimo all’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. La cerimonia di apertura è fissata per il 6 febbraio al San Siro Olympic Stadium di Milano, mentre le gare si svolgeranno fino al 22 febbraio in un ampio territorio che coinvolge Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Un appuntamento sportivo internazionale che, secondo il report di Data Appeal e Mabrian, avrà un impatto turistico profondo e articolato, capace di incidere su flussi, prezzi, capacità ricettiva e reputazione delle destinazioni coinvolte.

I numeri chiariscono la portata dell’evento: oltre 2.900 atleti e professionisti provenienti da 90 Paesi, 116 competizioni su neve e ghiaccio e più di un milione di persone attese complessivamente tra spettatori, addetti ai lavori e accompagnatori. Si tratta inoltre della prima vera edizione post-pandemica dei Giochi Invernali, con una presenza di pubblico senza le limitazioni che avevano caratterizzato Pechino 2022, elemento che rafforza ulteriormente l’impatto sul turismo.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e turismo: una panoramica dai dati

Il report analizza in modo integrato diversi indicatori chiave – capacità aerea, tariffe, saturazione delle strutture, spesa turistica e sentiment online – per stimare le molteplici dimensioni dell’impatto. Non è tanto il volume complessivo dei visitatori a rappresentare la variabile più critica, quanto la forte concentrazione della domanda in una finestra temporale ristretta che coincide con il picco della stagione sciistica 2025-2026.

Questo intreccio tra calendario olimpico, alta stagione invernale e richiamo internazionale trasforma Milano Cortina 2026 in un evento ad altissima intensità economica e reputazionale.

Aumento delle tariffe: picchi fino a +146% nei giorni centrali

L’analisi delle tariffe di hotel e affitti brevi mostra una vera e propria cuspide durante le due settimane olimpiche. In media, i prezzi superano del 146% quelli dello stesso periodo del 2025, con il picco massimo concentrato tra il 10 e il 17 febbraio. Il giorno più caro risulta il 13 febbraio, quando la tariffa media giornaliera arriva a 461 euro a notte.

Gli aumenti non si limitano alle località di gara, ma interessano tutte le destinazioni coinvolte. Predazzo registra l’incremento percentuale più contenuto (+49% anno su anno), mentre Tesero arriva a +103%. I livelli tariffari più elevati in valore assoluto si concentrano a Cortina d’Ampezzo, con una tariffa media giornaliera di 983 euro (+88%), e a Livigno, con 612 euro (+52%), dove le tariffe massime possono raggiungere i 1.750 euro a notte.

Anche le cerimonie contribuiscono alla pressione sui prezzi: a Milano, il 6 febbraio, la media sale a 412 euro, pari a un +119% rispetto all’anno precedente.

Preferenza per servizi di fascia alta, ma affitti brevi i più costosi

Dal punto di vista delle tipologie di alloggio, emerge un visitatore con elevata capacità di spesa e aspettative alte in termini di qualità. Gli hotel 4 e 5 stelle mostrano i tassi di occupazione più elevati, intorno al 45%, e incrementi tariffari significativi, rispettivamente del +62% e +43% anno su anno. In queste strutture le tariffe massime possono arrivare in media a 2.600 euro a notte.

Quasi tutte le categorie alberghiere registrano comunque forti aumenti: anche gli hotel 2 stelle arrivano a +102% di tariffa media. Fanno eccezione solo alcune soluzioni più rustiche, come i campeggi, che mostrano prezzi leggermente in calo.

Il segmento con l’aumento più marcato resta però quello degli affitti brevi. Questa tipologia registra un incremento medio del +171% anno su anno, con una tariffa media di 457 euro a notte, superiore a quella degli hotel.

Dati sui voli: più capacità e maggiore peso dei mercati extra-UE

Sul fronte della connettività aerea, i dati Mabrian mostrano un chiaro rafforzamento dei collegamenti verso gli hub olimpici. Nel periodo 4-25 febbraio 2026, la capacità aerea complessiva verso gli aeroporti di Milano (Malpensa, Linate e Bergamo Orio al Serio) cresce del 6% rispetto all’anno precedente, con un aumento sia per le compagnie tradizionali (+4%) sia per le low cost (+7,3%). Crescono anche le città di provenienza, che salgono a 197.

La crescita riguarda soprattutto le rotte internazionali: +13,7% sul medio raggio e +19,6% sul lungo raggio. Tra i mercati in aumento figurano Germania (+19,3%), Spagna e Regno Unito, ma anche Emirati Arabi Uniti (+30,2%), Stati Uniti (+15,7%) e Cina (+38,1%). Parallelamente, il prezzo medio dei biglietti verso Milano registra un incremento contenuto, pari a +3,4% anno su anno.

Venezia mostra un andamento più equilibrato, con una crescita complessiva della capacità aerea del +5,6%, che interessa sia i voli internazionali sia quelli domestici. Anche qui aumentano le rotte disponibili, con un ampliamento della connettività da diversi mercati europei ed extraeuropei.

A chi si sposterà in auto, invece, è consigliato l’uso di servizi di telepedaggio per evitare code e rallentamenti in autostrada, soprattutto nei giorni delle gare più attese.

Le gare più seguite e dove si concentra la spesa

Le gare di sci rappresentano il principale catalizzatore, con una spesa stimata di 23,9 milioni di euro. Seguono l’hockey su ghiaccio con 14,7 milioni, il pattinaggio sul ghiaccio con 11,5 milioni e lo snowboard con 9,5 milioni.

Nel complesso, il Predicted Event Spending associato ai Giochi supera i 291 milioni di euro, considerando esclusivamente la spesa turistica diretta in alloggi, ristorazione e trasporti. La quota maggiore è assorbita dalla ricettività, che concentra il 68% della spesa totale, seguita dalla ristorazione con il 27%, mentre solo il 5% riguarda i trasporti.

Anche la cerimonia di apertura del 6 febbraio a Milano avrà un impatto rilevante: si stimano circa 80 mila spettatori e una spesa complessiva di 6,3 milioni di euro, distribuita in modo equilibrato tra hospitality, ristorazione e trasporti. Numeri più contenuti, ma comunque significativi, sono attesi per la cerimonia di chiusura a Verona.