Come sta cambiando l’urbanistica di Milano in un’ottica di rigenerazione urbana? Quali saranno le opere principali in vista delle Olimpiadi invernali? E come si affrontano i grandi temi della gentrificazione e della scarsa qualità dell’aria urbana? Moveo ha intervistato su questi temi Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana di Milano

In continuo fermento, Milano rappresenta il dinamismo italiano anche in termini urbanistici. Basta passeggiare per le vie dei quartieri centrali per osservare i tanti edifici in ristrutturazione così come cantieri sempre più ampi. E questo riguarda anche le grandi opere pubbliche: solo un anno fa è stata inaugurata la quinta linea metropolitana e già si vedono sorgere i cantieri per le opere utili alle Olimpiadi invernali. Segno del grande fervore della città, che ha attirato milioni di turisti: da circa 3 milioni l’anno solo una decina di anni fa ai quasi 10 che si contano anno su anno dal post-pandemia. E anche grandi investimenti di fondi stranieri, che hanno concorso ad un processo di gentrificazione degli immobili ad uso abitativo: il prezzo medio di questi ultimi in città è schizzato di oltre il 40% negli ultimi cinque anni rispetto ad una media italiana inferiore al 9% nello stesso periodo. Su come diventerà Milano grazie alle nuove opere e su come sta affrontando le questioni più contingenti alla vita quotidiana dei suoi cittadini Moveo ha intervistato Giancarlo Tancredi, l’assessore alla Rigenerazione urbana di Milano.

Come le opere di rigenerazione urbana cambieranno Milano

Il capoluogo lombardo è stato l’apripista delle opere di urbanismo tattico in Italia, uno dei più prolifici su questo ambito di sviluppo urbanistico in tutto il Vecchio continente. Adesso punta anche alla riqualificazione di grandi aree abbandonate, come spiega l’assessore:

«Negli ultimi anni siamo intervenuti in aree periferiche che sono state dismesse dagli usi della citta industriale che era Milano oltre mezzo secolo fa. Come gli ex gasometri, gli scali ferroviari, piuttosto che gli stessi grandi impianti industriali. Abbiamo dato a questi spazi una funzione pubblica, in particolare come servizio per l’accoglienza agli studenti universitari. Ad esempio dove c’erano  i gasometri dell’azienda elettrica del gas ci sarà l’ampliamento del campus della Bovisa e del Politecnico, progettato da Renzo Piano. Oppure la grande Biblioteca di Formazione e Cultura che sarà realizzata dove c’era uno scalo ferroviario, o la nuova sede dei laboratori scenici de La Scala che nascerà a Rubattino dove c’era la fabbrica di Innocenti – Maserati»

A questi interventi pensati per valorizzare il patrimonio urbano abbandonato, si associano poi i nuovi in funzione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026:

«Ne cito due in particolare: la nuova Arena di Santa Giulia dove ci saranno le gare legate al ghiaccio e il Villaggio Olimpico che diventerà successivamente il più grande studentato d’Italia, da 1700 posti».

E invece cosa state facendo per migliorare l’urbanistica delle periferie?

Se la città cresce, ne beneficiano molto le zone centrali mentre spesso le critiche mosse a Milano sono di non pensare in modo altrettanto efficace alle periferie. Tancredi afferma che si sta intervenendo con uno strumento innovativo:

«Con il nuovo Piano di Governo sul Territorio stiamo pensando una progettazione puntuale per le periferie, attraverso l’Atlante dei quartieri. E’ uno progetto che l’amministrazione comunale sta portando avanti e che sarà senz’altro importante nei prossimi anni della nostra strategia di intervento per rispondere in modo puntuale a diverse problematiche specifiche».

La gentrificazione crescente: come affrontare questo problema?

L’assessore spiega che negli ultimi 15 anni, con una particolare incremento seguito alla pandemia e per certi versi anche inatteso, Milano ha vissuto un periodo di crescita importante:

«Sia a livello turistico, sia per quanto concerne l’afflusso di investimenti di capitali stranieri legati a progetti di riqualificazione, come Porta Nuova, City Life, la Darsena, che hanno aumentato l’attrattività di Milano. Oltre a questi fenomeni, negli ultimi 12 anni sono state realizzate due nuove linee metropolitane, cosa credo mai fatta in nessuna grande città europea. E tutto questo ha portato ad un massiccio incremento dei valori immobiliari e ne siamo consapevoli. Il Comune aveva già messo in atto delle strategie sull’housing sociale e ha avviato un Piano per la casa per la costruzione di 10mila nuovi alloggi, ma adesso interverremo per riequilibrare il rapporto tra edilizia di mercato libero ed edilizia convenzionata, ovvero con prezzi concordati con il Comune».

Milano e l’inquinamento atmosferico: come state intervenendo sul problema?

La qualità dell’aria è ancora oggi una delle criticità maggiori della città lombarda. Per affrontarla, Milano segue il Piano Aria e Clima, un documento del Comune di Milano per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e che prevede il taglio del 45% delle emissioni entro il 2030. Un target ambientale ambizioso, che contempla gli interventi sulle principali fonti di inquinamento urbano, edifici e mezzi di trasporto:

«Per quanto riguarda l’intervento sugli edifici esistenti, è un obiettivo complesso perché sia Milano che le altre città storiche si sono sviluppate in parte nell’Ottocento con palazzi e abitazioni in cui attuare interventi di prestazioni energetiche è molto complicato. Sul nuovo parco urbano abbiamo invece invece introdotto misure piuttosto rigorose, in termini di abbattimento delle emissioni inquinanti. Sul traffico c’è una strategia molto strutturata: le metropolitane e i grandi investimenti nel trasporto pubblico, l’incremento delle piste ciclabili la cui rete è arrivata ad oltre 300 chilometri, l’Area B e l’Area C, e infine una continua strategia di impulso alla mobilità attiva per muoversi in modo alternativo rispetto all’uso del mezzo privato».

Prossimi sviluppi: quali città benchmark reputa interessanti?

L’assessore Tancredi parte dal presupposto che Milano ha fatto un grande percorso in questi anni “tanto che vengono qui diverse delegazioni internazionali per studiare e adottare le nostre soluzioni“. Ecco in ogni caso qualche spunto interessante a cui potersi ispirare:

«Da un punto di vista della casa, guardiamo un po’ tutti all’esperienza di Vienna e a quella di alcune città francesi, anche se in quei casi i rispettivi governi intervengono con l’assegnazione di fondi, che noi per dire non abbiamo. Dal punto di vista della rigenerazione urbana guardiamo in particolare alle città europee e a Barcellona e Copenaghen. Devo dire però che quando poi andiamo a visitare queste città e a vedere come funzionano notiamo che non ci sono grandi differenze rispetto alle grandi problematiche che vivono città come Roma e Milano, pensando all’incremento del valore immobiliare e alla gentrificazione, così come al tema dell’incremento turistico che riguarda questi contesti. Insomma non è facile oggi guardare a dei modelli, ma è anche molto superficiale vedere solo il meglio di alcune città: ogni situazione è specifica e molto dei nostri prossimi passi avanti dipenderà anche da un cambiamento culturale della cittadinanza sull’adozione di pratiche diffuse di sostenibilità»