Il celebre punto panoramico di Es Vedrà, uno dei luoghi più iconici di Ibiza, è stato recentemente chiuso al pubblico. Motivo? Il problema dell’overtourism. Ecco tutti i dettagli della situazione.
A Ibiza è nato un dibattito intorno a Es Vedrà, spot reso famoso dai video sui social media e dalle visite di numerosi vip. L’area negli ultimi tempi è stata quotidianamente presa d’assalto da migliaia di turisti, desiderosi di ammirare il tramonto in uno degli scenari più suggestivi dell’isola. Un vero e proprio caso di overtourism, un altro in Spagna dopo quello di Barcellona: l’afflusso massiccio di visitatori ha trasformato il punto panoramico in un vero e proprio caos.
Ma da qualche tempo la situazione è cambiata. I proprietari dei terreni hanno deciso di chiudere l’accesso ai parcheggi con dei grandi massi. Ecco tutti i dettagli.
Mirador Es Vedrà a Ibiza chiuso: i motivi
L’area era diventata suo malgrado protagonista di un continuo rave improvvisato, con musica techno a tutto volume. Non solo: bancarelle abusive vendevano alcolici e altro, con conseguente accumulo di rifiuti come bottiglie di birra e sacchetti di patatine.
Il traffico, inoltre, era diventato ingestibile, con centinaia di veicoli – tra cui auto, moto, quad e pullman – che intasavano una strada che a malapena riusciva ad ospitare una ventina di veicoli, causando disagi e pericoli. Non c’erano misure di sicurezza lungo la scogliera, che scende a picco sul mare, e spesso si registravano incidenti, anche mortali, dovuti alla disattenzione dei turisti.
I residenti della zona, che sono pochi in quanto l’area è protetta, avevano già chiesto da tempo alle autorità di intervenire per regolamentare il flusso di turisti e imporre dei limiti. Tuttavia, nessuna azione concreta è stata intrapresa. Fino a quando, a febbraio 2025, i proprietari privati dei terreni hanno deciso di chiudere l’accesso al parcheggio con dei grandi massi.
Es Vedrà: un emblema dell’overtourism
La vicenda del mirador di Es Vedrà rappresenta un chiaro esempio di come l’overtourism possa trasformare un paradiso naturale in una zona sovraffollata e degradata. Situato nell’area di Cala d’Hort, sulla costa occidentale dell’isola, è un sito di grande valore storico e culturale. È legato a leggende antiche e scelto dai primi hippie degli anni ’60 come punto di riferimento spirituale.
Un tempo accessibile solo ai locali o a pochi intimi, è stato poi reso noto dai social media, portando ad un’enorme affluenza di turisti. Il fenomeno ha raggiunto proporzioni record negli ultimi anni, con Ibiza che nel 2024 ha accolto quasi 2 milioni di turisti. Ora, con la sua chiusura, le autorità tentano di ripristinare l’armonia in questo angolo dell’isola.
Isola che oggi si può raggiungere ancora più velocemente grazie al servizio di Fast Track, presente in molti aeroporti italiani, e che sveltisce le procedure di controllo al check in.
Le possibili soluzioni per riaprire il Mirador
La trattativa con il comune di Sant Josep è già in corso per trovare una soluzione al problema prima che arrivi l’estate e il flusso turistico riparta. Tra le proposte sul tavolo, c’è quella di organizzare un servizio di bus turistici che porti i visitatori in modo sicuro dai parcheggi designati al Mirador.
Il sindaco Vincent Roig ha già avvertito che chi non troverà parcheggio dovrà andarsene e tornare un altro giorno. Le soste illegali verranno severamente sanzionate.








