Il rapporto dell’Osservatorio Focus2R rivela un aumento significativo dell’uso di motocicli e bici nelle città italiane, con una crescita delle infrastrutture ciclabili e dei servizi di bike sharing.

La mobilità urbana in Italia sta subendo un’importante trasformazione, come evidenziato dall’ottavo rapporto dell’Osservatorio Focus2R, promosso da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia. Presentato a Milano, il rapporto offre una panoramica dettagliata sull’incremento dell’uso di motocicli e bici, sia tradizionali che elettriche, nelle città italiane.

Il rapporto si basa su un questionario inviato a 106 Comuni capoluogo di provincia, con 99 di questi che hanno fornito dati utili. Le informazioni raccolte sono state analizzate nel corso del 2023, fornendo uno spaccato attuale e dettagliato sullo stato della mobilità a due ruote nelle città italiane.

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La mobilità personale si sposta verso le due ruote

Uno degli aspetti salienti del rapporto riguarda l’incremento del numero di motocicli nelle città italiane. Nel 2022, in media, nei capoluoghi oggetto della rilevazione, c’erano 14,42 motociclette ogni 100 abitanti, un aumento rispetto ai 13,53 del 2021 e ai 13,38 del 2015. Questo dato riflette una crescente tendenza verso la mobilità personale su due ruote, con un impatto significativo sulla gestione del traffico urbano e sulla pianificazione delle infrastrutture cittadine.

Il rapporto evidenzia anche lo sviluppo delle infrastrutture ciclabili, con una media di 10,49 metri di piste ciclabili ogni 100 abitanti. Questa espansione delle piste ciclabili è un chiaro segnale del crescente impegno delle città italiane nell’incoraggiare forme di mobilità più sostenibili e salutari.

Un bike sharing sempre più diffuso

Da sottolineare anche la popolarità del bike sharing. Quasi 39mila bici sono disponibili in sharing nei capoluoghi italiani, di cui circa 13mila a stazione fissa e 25mila in modalità free flow. Le città di Firenze, Milano, Bologna, Brescia e Lecce emergono come le prime cinque per quanto riguarda la disponibilità di mezzi a pedali in condivisione, dimostrando un forte impegno verso soluzioni di mobilità condivise e accessibili.

Inoltre, il rapporto sottolinea l’importanza dell’intermodalità, una pratica che coinvolge il 57% dei capoluoghi analizzati. L’intermodalità, vale a dire l’uso combinato di diverse forme di trasporto, è essenziale per una mobilità urbana efficiente e sostenibile, permettendo agli utenti di spostarsi facilmente tra diverse modalità di trasporto come biciclette, trasporto pubblico e a piedi.

Le “zone 30”, un aiuto per la sicurezza ma le sfide non mancano

Un altro aspetto importante della mobilità urbana è rappresentato dall’istituzione delle cosiddette “Zone 30“. Fino ad ora, 80 città hanno adottato questa misura, con 76 di queste che hanno almeno una zona con limite a 30 km/h. Bologna ne è l’esempio più interessante: a poche settimane dall’introduzione dei nuovi limiti, la città già segna un marcato calo degli incidenti. Inoltre, altre 18 città hanno stabilito limiti a 20 km/h, mentre 8 hanno optato per limiti di 15 km/h o meno.

Tuttavia, nonostante questi sviluppi positivi, rimangono delle sfide significative. L’accesso ai veicoli a due ruote nelle corsie riservate ai mezzi pubblici è limitato, presente solo nell’11,8% delle città.

La sicurezza rimane un altro punto critico: se da un lato si nota un impegno crescente nella tutela dei ciclisti, dall’altro la sicurezza dei motociclisti non è ancora considerata una priorità dalla maggior parte dei comuni.

L’evento di presentazione del rapporto ha incluso una tavola rotonda con la partecipazione di assessori alla mobilità di diverse città italiane, tra cui Milano, Palermo, Roma e Bologna. Questo ha permesso di confrontare diverse esperienze e strategie, mostrando un panorama variegato delle iniziative urbane.

Il rapporto Focus2R mostra una tendenza chiara verso un aumento della mobilità a due ruote nelle città italiane. Sebbene la crescita sia lenta, è inesorabile e indica una progressiva transizione verso forme di mobilità più sostenibili. Questo cambiamento, tuttavia, richiede un sempre maggiore impegno da parte delle amministrazioni locali per garantire sicurezza, accessibilità e una pianificazione coerente, in modo da rendere la mobilità a due ruote non solo un’alternativa ma una scelta praticabile e sicura per tutti gli utenti della strada.