Tra il suo centro storico ricco di cultura, i musei, i parchi e i castelli nei dintorni, Monaco è la meta ideale per una mini vacanza adatta a tutta la famiglia.

Quest’anno la Germania grazie agli Europei di calcio è una nazione sotto i riflettori che fa venire voglia di essere scoperta. Oltre alla sempre vivace Berlino, ci sono altre città pronte a riservare delle belle sorprese, da Stoccarda a Francoforte: una di queste è Monaco di Baviera. Si può visitare in un giorno, se si ha poco tempo, ma se, invece, hai almeno un weekend lungo a disposizione questi sono i nostri consigli per viverla pienamente.

Monaco di Baviera: storia, cultura e luoghi incantati

Non solo Oktoberfest e mercatini di Natale. Monaco di Baviera offre tantissime attrazioni per il viaggiatore più curioso anche durante altri periodi dell’anno, estate compresa. La città per popolazione è la terza della Germania e capitale della Baviera, una regione che spazia dalle bellezze naturalistiche a quelle architettoniche, passando per le cittadine medievali e più cosmopolite.
Tra queste c’è senza dubbio Monaco, in un mix di passato e contemporaneo che conquista per i suoi edifici gotici, i suoi palazzi nobiliari, i musei dedicati all’arte e alla tecnologia, i tanti spazi verdi e, ovviamente, anche le birrerie e i biergarten, che non possono mancare in una visita alla scoperta del suo spirito più autentico. Raggiungere questa meta dall’Italia è molto semplice, in quanto ben collegata con aerei grazie all’aeroporto, con treni (tra corse e diurne da Milano, Bologna, Venezia e Roma di Trenitalia) e ancora con la propria auto, informandosi in anticipo sul bollino ambientale la Umweltplakette. L’obbligo dell’adesivo verde da mettere sul parabrezza esiste per tutte le classi di veicoli, a eccezione dei motocicli: le informazioni e le modalità di acquisto le trovi sul sito ufficiale.
Detto questo, perché non fare un salto in Germania proprio in occasione degli Europei 2024? Qui ti diciamo cosa fare e vedere per 3 giorni indimenticabili.

Giorno 1: alla scoperta del centro storico

Cosa fare a Monaco di Baviera oltre il giretto all’Oktoberfest?

Il primo giorno a Monaco è perfetto per camminare nel suo centro storico, per fare la conoscenza dei maggiori simboli della città. Partendo dalla Sendlinger Tor, una delle antiche porte d’ingresso medievali, passeggia per l’omonima strada pedonale, con negozi di abbigliamento, cafè e hotel che si rivela un inizio particolarmente rilassante ed accogliente.
In meno di 15 minuti avrai di fronte la centralissima Marienplatz, la piazza principale, dove non passa certo inosservato lo stile neogotico del Neues Rathaus, il maestoso edificio del municipio nuovo, costruito nel XIX secolo famoso per la sua alta torre dell’orologio: qui, infatti, alle 11 e alle 12 di ogni giorno (da marzo a ottobre anche alle 17) si anima il grande carrillon, con ben 32 statue a grandezza naturale e 43 campane che mettono in scena episodi di epoche passate, tra signori, cavalieri, cavalli e paggi.
Nel mezzo ci sono l’imponente Colonna della Vergine, dedicata a Maria, eretta nel 1638 alla fine della Guerra dei Trent’anni e la particolare Fontana del Pesce, mentre intorno sono facilmente riconoscibili l’Altes Rathaus, il municipio vecchio, bianco dai tetti rossi, e la Chiesa di San Pietro (Peterskirche): visita l’interno tardo barocco e poi sali sul campanile (detto il Vecchio Peter) per godere di un ottimo panorama grazie ai suoi 96 metri di altezza. Subito accanto è situata la Cattedrale di Monaco, la Frauenkirche, una chiesa tardo gotica a tre navate che si distingue all’esterno per le due svettanti torri a cupola. Da non perdere, all’interno, la piastrella con “l’impronta del Diavolo”, che si dice sia stata lasciata dal maligno in persona, dopo essere stato ingannato dal mastro costruttore.
Per uno spuntino c’è il vicino Viktualienmarkt, il tipico mercato (aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20 tranne la domenica) dove poter bere una birra e assaggiare diverse delizie locali. Il pomeriggio passalo nell’elegante Palazzo Reale dei sovrani Bavaresi, la Residenz: i Wittelsbach ne fecero la loro residenza dal 1385 al 1918 e dentro è pieno di tesori, dalle sale affrescate al teatro di corte, passando per gli appartamenti privati ai preziosi servizi per i banchetti. Non farti mancare una visita al giardino della residenza, l’Ofgarden, entrando dalla grande pizza Odeonsplatz, con la sua celebre loggia, la Feldherrnhalle, dove avvenne il fallito colpi di Stato (il Putsch di Monaco) da parte di Hitler nel 1923.
Come chiudere la giornata in modo defaticante? Semplice, cenando all’Hofbräuhaus, la birreria più famosa della città, nata nel 1589 e gustando bretzel, salsicce, stinco, crauti e altri piatti della tradizione, ovviamente innaffiati da birra bavarese.

Giorno 2: tra musei, parchi, cimiteri e castelli

Pinakothek, Monaco di Baviera

Il secondo giorno è perfetto per visitare le attrazioni che sono al di fuori di quelle più gettonate del centro storico, così da scegliere cosa fare e cosa vedere anche in base ai propri interessi. Nella parte nord della città si trova Königsplatz, servita anche dall’omonima stazione della metropolitana, all’interno del quartiere universitario di Maxvorstadt: si tratta di una piazza molto ampia, ricca di verde, voluta da Re Ludwig I dove sono ubicati edifici che hanno le fattezze neoclassiche dei templi greci: la Gliptoteca e le Staatliche Antikensammlungen, con collezioni antiche, tra sculture, mosaici e reperti e il monumento dei Propilei, ispirato all’Acropoli di Atene.
La zona fa parte del Kunstareal, un’area che ospita altri importanti musei di arte moderna come l’Alta Pinakothek e la Neue Pinakothek (quest’ultima chiusa per completa ristrutturazione fino al 2029). La Königsplatz durante il nazismo divenne il centro dei raduni e delle parate del partito, mentre adesso è sede di concerti e manifestazioni culturali. Proprio qui accanto c’era la sede del partito nazional socialista, dove ora sorge l’interessante NS-Dokumentationszentrum, il Centro di Documentazione sul Nazionalsocialismo di Monaco, visto che l’embrione della futura dittatura fu impiantato proprio qui nel 1920.
Un altro place to be per gli amanti dei musei è il Deutsches Museum, che sorge in un’isola in mezzo al fiume Isar: in questo caso i temi trattati sono la scienza e la tecnologia, con sorprendenti esposizioni che vanno dall’astronomia alla fisica, passando per ingegneria, farmacia e telecomunicazioni, solo per citare alcuni dei maggiori ambiti.
Gli appassionati di calcio non potranno fare a meno della tappa all’Allianz Arena, lo stadio icona della città e della sua squadra, l’FC Bayern, visitabile sempre, tranne durante i giorni in cui si svolgono le partite. Invece, per chi è alla ricerca di parchi dove passeggiare circondati dal verde, l’appuntamento è all’Englischer Garten, il Giardino Inglese, il più grande parco di Monaco, con il suo romantico tempietto, la particolarissima Eisbachwelle, un’onda fluviale che attira perfino numerosi surfisti e la Torre cinese, una struttura a pagoda molto d’effetto circondata da un rinomato biergarten.
Se pensi che anche i cimiteri delle città siano delle vere e proprie ricchezze, allora devi segnare in agenda il Waldfriedhof, il “Cimitero-Foresta” dov’è sepolto, tra i tanti nomi di spicco, lo scrittore Michael Ende, il papà del cult La storia infinita, mentre se non puoi fare a meno di castelli, prenota subito la visita allo Schloss Nymphenburg, un vero e proprio gioiellino barocco che fungeva da residenza estiva dei sovrani.

Giorno 3: fuori dalla città

Castello di Linderhof

A proposito di castelli, il terzo giorno non può che essere dedicato a loro, visto che in Baviera se ne trovano alcuni tra i più spettacolari al mondo. Per una gita in giornata ti consigliamo l’accoppiata Castello di Neuschwanstein e Castello di Linderhof. Il primo dista poco meno di 120 km, raggiungibile in un’ora e 45 minuti: essendo un luogo molto noto, soprattutto nel periodo estivo, il consiglio è quello di riservare l’ingresso in anticipo. Si tratta di una delle dimore più famose per la sua estetica e posizione su uno sperone di roccia in mezzo al bosco, tanto da essere chiamato “il castello delle fiabe”, fatto costruire dal re Ludwig II nell’800 in omaggio al suo compositore preferito, Richard Wagner.
Sempre Ludwig II fu l’artefice del meraviglioso secondo palazzo, ispirandosi alla Reggia di Versailles e in particolare al Petit Trianon che Maria Antonietta scelse come sua dimora privata. Qui è possibile ammirare stanze splendidamente affrescate e decorate con specchi e arazzi e i deliziosi giardini geometrici terrazzati.