Si preannuncia una possibile stretta del Comune di Milano sulle licenze degli operatori di monopattini e bici elettriche in sharing. Lo scopo: regolamentare la micromobilità elettrica per garantire una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada.

Lo scorso dicembre, il Comune di Milano aveva annunciato il rinnovo delle flotte di monopattini e bici in sharing. Il bando prevedeva l’assegnazione della licenza a 3 operatori per i monopattini e 8 per le bici, ciascuno per 2.000 veicoli. Si trattava di ben 6.000 monopattini e 16.000 bici in sharing, quindi. Non tutto sembrerebbe andare secondo i piani. Ecco cosa sta cambiando.

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Monopattini: flotta ridotta di due terzi

I 3 operatori che avevano vinto il bando per i monopattini in sharing erano Bolt Support Services IT, Voi Technology Italia e emTransit. Tra i requisiti di sicurezza c’era la dotazione di ruote larghe e casco. I test su strada condotti dall‘AMAT hanno però portato alla bocciatura di Bolt e Voi, i cui mezzi non rispettavano- o rispettavano solo in parte- gli standard richiesti. Scaduto il termine di fine febbraio scorso per allinearsi a questi standard, è scattato il blocco. Dei 6.000 monopattini in sharing previsti, quindi, a oggi solo i 2.000 di emTransit hanno il nullaosta per circolare.

Per riportare la flotta alle 6.000 unità previste occorrerà tempo. L’amministrazione ha la facoltà valutare anche altri operatori scorrendo la graduatoria del bando. Ma dal canto loro, Bolt e Voi avrebbero ancora due mesi di tempo per presentare ricorso al Tar.

Bici elettriche: riduzioni e necessità di un nuovo bando

Analogamente ai monopattini, anche il bike sharing a Milano ha subito tagli significativi. In questo caso però la storia è un po’ diversa. Degli 8 operatori previsti dal bando, infatti, se ne sono presentati solo 6. Di cui uno giudicato non idoneo. Dei 5 rimasti, un altro si è ritirato. Delle 16.000 bici previste, quindi, solo 8.000 potranno circolare regolarmente su strada.

Restano attivi gli altri operatori privati di bike sharing e il servizio BikeMi, che comunque fornisce non meno di 5.400 mezzi. La situazione, tuttavia, imporrà con ogni probabilità la pubblicazione di un nuovo bando. Ma anche in questo caso comunque ci vorrà del tempo.

Risposte alla sicurezza stradale e regolamentazioni future

Al momento quindi a Milano circoleranno meno mezzi in sharing rispetto a quanto era stato preventivato, ma più sicuri.

L’aumento degli incidenti legati all’uso improprio di monopattini- oltre che a pratiche come la sosta selvaggia– e bici elettriche ha evidenziato la necessità di risposte concrete da parte delle autorità locali e nazionali. La stessa approvazione di nuove disposizioni nel Codice della Strada mira a regolamentare più efficacemente l’uso di questi mezzi, introducendo requisiti come l’uso obbligatorio del casco, l’assicurazione e nuovi limiti di velocità.

In sintesi, le recenti decisioni del Comune di Milano riguardo alla micromobilità elettrica riflettono la necessità di bilanciare l’innovazione e la mobilità sostenibile con la sicurezza stradale e il benessere della comunità. I cambiamenti impongono delle sfide, ma offrono anche opportunità per rivedere e migliorare il modo in cui ci muoviamo nelle nostre città.