Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore il 14 dicembre scorso, sta sollevando polemiche per le sue regole sui monopattini elettrici. Tra obblighi di assicurazione e targa, il sistema normativo appare confuso e di difficile applicazione. Sono possibili i ricorsi?
Il nuovo Codice della Strada è stato varato con la legge 177 del 2024 con lo scopo di migliorare la sicurezza stradale. Come noto, tra le misure più significative per i monopattini elettrici vi sono l’obbligo del casco omologato per tutti gli utenti, restrizioni alla circolazione su piste ciclabili e aree pedonali, e l’introduzione del contrassegno identificativo per i monopattini elettrici, congiunto all’obbligo di stipulare un’assicurazione RC sul mezzo.
Tuttavia, non mancano critiche e dubbi sull’applicabilità delle norme. In mancanza di un decreto attuativo, alcune delle norme principali restano inattuabili, con gravi ripercussioni sugli utenti e sull’intero settore della micromobilità in Italia.
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Assicurazione e multe, è caos: quando arriverà la targa?
Tra gli obblighi più dibattuti figura quello relativo al contrassegno identificativo, la targa che dovrebbe consentire di associare ogni monopattino al suo proprietario o utilizzatore. La norma, tuttavia, non specifica ancora come questo contrassegno sarà realizzato, quali materiali verranno utilizzati o quale sarà il costo. Tutti questi dettagli devono essere definiti attraverso un decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture, che però non è ancora stato emanato.
La Polizia Locale di Milano ha già chiarito che la norma sull’assicurazione obbligatoria dei monopattini elettrici è da considerarsi immediatamente applicabile, ma senza una targa diventa difficile associare un monopattino a una specifica polizza assicurativa. Di conseguenza, chi viene multato per mancanza di assicurazione potrebbe trovarsi in una situazione paradossale: impossibilitato a rispettare la norma per cause indipendenti dalla sua volontà.
Targatura e assicurazione: nodi irrisolti
Il contrassegno identificativo è uno dei cardini della riforma, ma al momento è ancora una promessa incompiuta. Fino all’emissione del decreto attuativo, le compagnie assicurative non possono emettere polizze conformi alla norma, lasciando gli utenti in un limbo operativo.
L’assenza di un identificativo univoco rende impossibile integrare i monopattini nel sistema RC tradizionale. Alcune proposte, come l’utilizzo del numero di serie dei monopattini, sono state scartate per incompatibilità con gli attuali sistemi di gestione assicurativa.
Monopattini elettrici, sono possibili i ricorsi?
Nonostante le dichiarazioni di applicabilità immediata della norma, il mercato assicurativo non può ancora offrire polizze RC per i monopattini alla stregua, a esempio, della RC Auto. Questo rende di fatto impossibile il rispetto della legge. Questo problema ha un impatto non solo sui singoli utenti, ma anche sulle società della sharing mobility, che devono affrontare un doppio obbligo: garantire l’assicurazione e adeguarsi alla normativa sulla targatura, ancora inattuata.
Per aggirare il problema, alcune autorità locali hanno suggerito di stipulare polizze di responsabilità civile personale, che assicurino il conducente e il proprietario del monopattino. Tuttavia, queste soluzioni non rispettano i requisiti della legge, che impone l’assicurazione RC sul mezzo.
Dubbi di compatibilità con le direttive europee
Le perplessità non riguardano solo l’applicabilità delle norme, ma anche la loro coerenza con il quadro europeo. La direttiva 2118 del 2021, recepita dall’Italia nel 2023, incoraggia l’adozione di veicoli elettrici leggeri, come i monopattini, per promuovere la mobilità sostenibile. L’imposizione di obblighi gravosi, come l’assicurazione RC sul mezzo, appare in contrasto con questo obiettivo.
Inoltre, la direttiva europea stabilisce che l’obbligo assicurativo dovrebbe scattare solo per veicoli che superano determinati limiti di peso e velocità. L’assicurazione per monopattini elettrici, che viaggiano a velocità inferiori ai 25 Km/h e hanno un peso ridotto, non rientrerebbe nella categoria.
Impatti economici e sociali: un settore in crisi
Le nuove disposizioni e la confusione che attorno a esse si sta creando stanno avendo un impatto significativo sul settore della micromobilità e della mobilità condivisa.
Le società di sharing, già gravate dall’obbligo di fornire caschi per i monopattini agli utenti, si trovano ora a dover affrontare costi e difficoltà logistiche per adeguarsi alle nuove normative.
Anche per i privati, l’acquisto di un monopattino diventa meno conveniente. Si rischia così di disincentivare l’utilizzo di questi veicoli, che rappresentano una soluzione di mobilità sostenibile ed economica, soprattutto nelle aree urbane.








