Arriva il “targhino” sui monopattini elettrici e sarà obbligatorio dal 16 maggio: come ottenerlo e cosa succede a chi non rispetta la legge.
Dal prossimo 16 maggio tutti coloro che hanno un monopattino elettrico dovranno richiedere il “targhino” per facilitare l’identificazione del mezzo. L’applicazione di questa misura, anticipata mesi fa dal nuovo Codice della Strada e già rispettata dagli operatori di mobilità condivisa, diventerà realtà per i privati tra qualche settimana dopo un annunciato slittamento ad aprile.
Ma come fare per richiedere e applicare il targhino per i monopattini elettrici? Quanto costa e quali multe si rischiano se si ignora questa normativa?
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Monopattini elettrici: come richiedere il targhino?
Finora, un passaggio cruciale della riforma relativa al “targhino” per i monopattini elettrici era rimasto in sospeso. A frenare l’attuazione concreta della norma era stata l’assenza dei decreti necessari a trasformarla da principio scritto a misura effettivamente operativa. Ora, però, il quadro si è completato: con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto della Direzione generale per la Motorizzazione, accompagnato dalla relativa procedura applicativa, la riforma entra finalmente nella sua fase esecutiva.
Ma come si richiede il contrassegno? Il sistema, almeno nelle intenzioni, è lineare. Il rilascio del cosiddetto “targhino” avviene attraverso l’associazione tra il codice fiscale del richiedente e un codice alfanumerico univoco. L’eventuale cancellazione, al contrario, serve a interrompere questo collegamento. In termini più semplici, ogni adesivo identificativo sarà attribuito a una persona, e non al veicolo in sé, come accade invece per automobili, motocicli o altri mezzi.
La ragione è di natura tecnica ma determinante: i monopattini non risultano iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli e non possiedono un numero di telaio. Di conseguenza, il sistema si basa su una tracciabilità amministrativa che fa riferimento al proprietario.
La domanda dovrà essere presentata tramite la piattaforma “Gestione pratiche online”, accedendo con credenziali Spid di secondo livello oppure con Carta d’identità elettronica. Una volta inoltrata, la richiesta verrà esaminata dal Centro servizi della Motorizzazione civile; solo dopo l’approvazione sarà possibile fissare un appuntamento allo sportello per il ritiro del contrassegno.
Come sarà fatto il targhino dei monopattini elettrici?
Quanto alle caratteristiche del targhino, si tratterà di un adesivo plastificato, non removibile, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione. Avrà forma rettangolare e riporterà sei caratteri alfanumerici disposti su due righe.
Le lettere utilizzate andranno dalla B alla Z, con l’esclusione di A, E, I, O, Q e U, mentre i numeri saranno compresi tra 2 e 9. Per quanto riguarda il posizionamento, il contrassegno dovrà essere applicato sul parafango posteriore. In assenza di quest’ultimo, potrà essere collocato sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
Quali sono i costi?
Quanto costa il targhino dei monopattini elettrici obbligatorio da maggio? I richiedenti dovranno compilare l’apposita modulistica, versare un importo di 8,66 euro tramite il portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui si aggiungono l’imposta di bollo e i diritti amministrativi, e inoltrare la richiesta attraverso la piattaforma “Gestione pratiche online“.
Il sistema è rivolto ai maggiorenni, ma prevede anche la possibilità di richiedere il contrassegno per i minori a partire dai 14 anni. In questo caso, tuttavia, la domanda dovrà essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale.
L’assicurazione, le sanzioni e il “passaggio di proprietà”
Il targhino nasce con un obiettivo preciso: rendere più agevole l’identificazione di chi non rispetta le regole, rafforzare l’efficacia dei controlli e dare finalmente concreta attuazione anche all’obbligo di assicurazione per monopattini elettrici. Il contrassegno introduce infatti un elemento finora assente: la possibilità di collegare in modo certo un monopattino a una persona specifica. Un passaggio che contribuisce a rendere più credibili le verifiche su strada, più solide le eventuali sanzioni e più chiaro, in caso di incidente, il percorso per ottenere il risarcimento dei danni.
Un ruolo centrale è svolto dall’interoperabilità tra la piattaforma della Motorizzazione e i sistemi dell’Ania: le due banche dati dialogheranno tra loro, consentendo di associare a ciascun contrassegno anche le informazioni relative alla copertura assicurativa. In questo modo, la verifica della regolarità del mezzo diventa immediata e, in caso di collisione, anche l’iter per il risarcimento risulta più rapido e certo.
Per quanto riguarda le sanzioni, chi non applica il targhino e non dispone di un’assicurazione valida rischia dai 100 ai 400 euro di multa.
Inoltre, il decreto disciplina tutte le fasi successive al rilascio. In caso di deterioramento, furto o smarrimento del contrassegno — o dello stesso monopattino — il proprietario è tenuto ad attivarsi tramite la piattaforma dedicata e, ove previsto, a presentare denuncia entro 48 ore. Una procedura simile a quella relativa alle targhe auto.
Che fare invece se si vende il monopattino elettrico? In tal caso, il targhino non segue il passaggio di proprietà: il precedente titolare dovrà richiederne la cancellazione, mentre il nuovo acquirente dovrà procedere con una nuova domanda. Si ricorda che la cancellazione non è gratuita: comporta il pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di motorizzazione tramite il servizio PagoPA.








