Sui monopattini elettrici sono al vaglio nuove multe fino a 160 euro, destinate a colpire soprattutto chi lascia il mezzo in sosta selvaggia sui marciapiedi. Vediamo cosa ne sappiamo finora.

Negli ultimi mesi gli obblighi di legge per chi guida un monopattino elettrico sono già cambiati parecchio, insieme alle relative sanzioni: dal casco obbligatorio per tutti al contrassegno identificativo (il cosiddetto “targhino”), fino all’assicurazione RC entrata in vigore il 16 luglio 2026, anche per i mezzi utilizzati tramite i servizi di mobilità condivisa.

Ora l’attenzione si sposta su un altro fronte, altrettanto sentito nelle città italiane: il modo in cui questi mezzi vengono parcheggiati. La misura punta a mettere ordine nei centri urbani, dove la “sosta selvaggia”, ovvero l’abbandono disordinato dei monopattini, è diventato un problema quotidiano per chi si muove a piedi.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti inviato alle polizie locali e agli operatori di sharing una tabella riassuntiva delle sanzioni operative per la micromobilità, mentre prosegue l’iter per l’applicazione definitiva del nuovo Codice della Strada.

Monopattini, al vaglio nuove multe fino a 160 euro: cosa sappiamo

La tabella predisposta dal Ministero disciplina in modo puntuale le condotte vietate e introduce una sanzione amministrativa che va da un minimo di 40 euro a un massimo di 160 euro per chi ostacola il passaggio dei pedoni sui marciapiedi, una forbice che varia in base alla gravità dell’infrazione commessa.

Le situazioni che potrebbero far scattare la sanzione sono diverse:

  • Abbandonare il monopattino sul marciapiede, fuori dalle aree o dagli stalli autorizzati;
  • Parcheggiare in prossimità di scivoli e rampe dedicati alle persone con disabilità;
  • Lasciare il mezzo sui percorsi tattili riservati ai non vedenti;
  • Bloccare o restringere la carreggiata pedonale, impedendo il regolare flusso di chi cammina.

Alla multa può aggiungersi anche una sanzione accessoria: la rimozione forzata del monopattino, con i costi di recupero e custodia a carico del trasgressore o del proprietario del mezzo.

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Dove si potrà parcheggiare

Il provvedimento allo studio fissa criteri piuttosto rigidi sul luogo di sosta, con l’obiettivo di contenere il degrado urbano legato ai mezzi lasciati ovunque. I monopattini potranno essere parcheggiati solo nelle aree dedicate individuate dai Comuni oppure negli stalli già destinati a ciclomotori e biciclette. La sosta sui marciapiedi resterebbe quindi vietata, a meno che non ci sia una segnaletica specifica, verticale o orizzontale, installata dall’amministrazione locale.

Per chi utilizza i monopattini in sharing, la responsabilità dell’eventuale infrazione ricadrebbe direttamente sull’utilizzatore. Le società di sharing, dal loro lato, stanno integrando nei sistemi di geolocalizzazione dei blocchi automatici di fine corsa, per impedire che la sessione possa concludersi in punti non autorizzati. Se il mezzo viene comunque lasciato in un punto d’intralcio, il verbale verrebbe inviato dalle forze dell’ordine all’ultimo utente registrato tramite l’app.

Le altre sanzioni della tabella del Mit

Infine, la tabella inviata dal Ministero ai comandi di polizia locale riepiloga anche il quadro sanzionatorio legato agli altri obblighi introdotti dalla riforma della micromobilità, già in parte operativi. Tra i comportamenti sotto osservazione ci sono:

  • Il mancato uso del casco, con obbligo esteso a tutti i conducenti e sanzioni comprese tra 50 e 200 euro;
  • L’assenza del contrassegno identificativo (il targhino), con sanzioni tra 100 e 400 euro per chi circola senza il contrassegno adesivo;
  • L’assenza della polizza RC, con sanzioni fino a 400 euro e sequestro amministrativo del veicolo;
  • la carenza di frecce e luci, per i mezzi privi di indicatori luminosi di direzione e di arresto.

L’obiettivo dichiarato è uniformare i controlli su tutto il territorio nazionale, dando alle forze dell’ordine strumenti concreti per intervenire sulle irregolarità nella micromobilità, un tema che pesa in modo significativo sul totale degli incidenti stradali nei centri urbani.

Va precisato che si tratta ancora di un provvedimento al vaglio, non di norme già in vigore in via definitiva: continueremo a seguire l’evoluzione della vicenda per aggiornarti non appena ci saranno conferme ufficiali sui tempi di applicazione.