La Cassazione ha stabilito che la guida in stato di ebbrezza si applica anche ai monopattini elettrici. Una decisione che chiarisce le responsabilità degli utenti e allinea le sanzioni a quelle previste per tutti i veicoli.
La Cassazione ha stabilito un principio destinato a incidere profondamente sul modo in cui i monopattini elettrici vengono utilizzati nelle città italiane. Con la sentenza n. 37391, la Quarta sezione penale ha infatti riconosciuto che anche chi guida un monopattino elettrico può essere soggetto alle sanzioni penali previste per alcol alla guida. Una decisione che chiarisce definitivamente l’equiparazione normativa tra monopattini, biciclette e altri veicoli, e che apre a nuove responsabilità per gli utenti della micromobilità elettrica.
Cosa cambia per chi guida un monopattino elettrico
La sentenza non introduce nuove regole, ma rende impossibile interpretare i monopattini come mezzi “leggeri” non soggetti alla disciplina piena del Codice della strada. Il principio è chiaro: chi guida un monopattino deve rispettare le stesse norme previste per gli altri veicoli, soprattutto quando si tratta di sicurezza stradale.
Le principali implicazioni sono tre:
- Non esiste alcuna esenzione: i monopattini sono considerati veicoli a tutti gli effetti;
- Le sanzioni possono essere severe: inclusi fermo, sequestro del mezzo e sospensione o revoca della patente;
- La guida in stato di ebbrezza è un reato anche su monopattino: non rileva la potenza del mezzo, ma la condotta del conducente.
Un orientamento in linea con le regole del nuovo Codice della Strada, che ha introdotto nuovi obblighi per i conducenti di monopattini elettrici simile a quelli dei proprietari di altri mezzi, come assicurazione, targa e casco. Dopo un inizio turbolento per la mancanza dei decreti attuativi, sono state definite le novità per la targa personale, rendendo di fatto esecutive le nuove norme.
Le sanzioni: dalle multe alla sospensione al ritiro della patente
Con questa interpretazione, il sistema sanzionatorio è identico per auto, biciclette e monopattini. Il Codice della strada, all’articolo 186, prevede tre fasce di intervento:
- Sotto 0,5 g/l: nessuna sanzione specifica collegata all’alcol;
- Tra 0,5 e 0,8 g/l: illecito amministrativo, con sanzione da 543 a 2.170 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
- Oltre 0,8 g/l: scattano le sanzioni penali, che comprendono ammenda, arresto e sospensione della patente, fino alla revoca per tassi superiori a 1,5 g/l, in particolare se si verifica un incidente.
Nel caso valutato dalla Cassazione, il conducente superava la soglia più elevata, motivo per cui è stato confermato l’arresto, il ritiro della patente e tutte le misure previste per le violazioni più gravi. È la prima volta che un pronunciamento così netto estende in modo esplicito l’intero impianto sanzionatorio ai monopattini elettrici, segnando un precedente destinato a orientare la giurisprudenza futura.
Perché i monopattini rientrano nelle norme penali per guida in stato di ebbrezza
Il caso esaminato dai giudici riguardava un conducente di monopattino elettrico con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la soglia più alta e più grave prevista dal Codice della strada. La difesa sosteneva che l’articolo 186 non potesse applicarsi perché la legge 160/2019 aveva equiparato i monopattini alle biciclette senza però introdurre una specifica norma penale per questi mezzi.
La Cassazione ha respinto questa interpretazione e ha chiarito un punto fondamentale: poiché la legge del 2019 ha equiparato i monopattini alle biciclette, e queste ultime sono già considerate “veicoli” dagli articoli 46 e 47 del Codice della Strada, le norme penali si applicano automaticamente anche ai monopattini elettrici. Non si tratta quindi di creare una nuova fattispecie di reato, ma di riconoscere che i monopattini rientrano a pieno titolo nell’ambito normativo esistente. Di conseguenza, chi li guida deve rispettare le stesse regole previste per tutti gli altri veicoli.
La diffusione dei monopattini, sia in proprietà privata sia nella mobilità condivisa e la convivenza con traffico veicolare e pedonale hanno reso evidente l’esigenza di controlli più severi e di misure preventive.








