Napoli, culla della cultura con miti e leggende che risalgono a tempi lontani, è una città piena di magia, vitalità e bellezza. Ricco di tesori artistici, gemme architettoniche e delizie gastronomiche – qui è nata la pizza, comfort food per eccellenza -, il capoluogo campano è una fonte inesauribile di storie da scoprire e personaggi da conoscere. Per visitare le attrazioni più famose e scoprire i luoghi meno noti, senza preoccuparsi del traffico o del parcheggio, la soluzione è il monopattino elettrico a Napoli che ti permette di girare per le strade della città partenopea in totale autonomia, risparmiando tempo prezioso e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Monopattini elettrici a Napoli: il mezzo ecologico per un tour completo e green della città

«Siehe Neapel und stirb» scriveva il celeberrimo poeta Johann Wolfgang von Goethe nella sua famosa opera Viaggio in Italia. Parole che dicono poco e niente a chi non conosce la lingua tedesca, ma una volta tradotte in italiano si trasformano in un vecchio adagio che tutti, prima o poi, abbiamo sentito: «Vedi Napoli e poi muori». Questa frase, diventata famosa soprattutto per la sua apparente contraddizione, riassume nella maniera migliore quello che significa trovarsi in questa città: un’esperienza di vita indimenticabile.

La città, che con la sua bellezza e l’arte del buon vivere fu capace di stregare lo scrittore tedesco, ha davvero moltissimo da offrire ai visitatori, ma raggiungere le innumerevoli attrazioni e scoprire i suoi lati più nascosti non è sempre facile. Un ottimo modo per apprezzare appieno le meraviglie della “Capitale” del Mezzogiorno d’Italia, senza restare imbottigliati nel traffico o preoccuparsi del parcheggio, è noleggiare un monopattino elettrico. I monopattini elettrici sono pratici e veloci, rispettano l’ambiente e offrono la possibilità di visitare la città partenopea in assoluta autonomia.

Non hai un monopattino elettrico? Non preoccuparti: ci sono numerosi servizi di noleggio in città che offrono la possibilità di prenotare un mezzo ogni volta che si desidera. Non devi fare altro che scaricare un’apposita applicazione sul tuo smartphone, registrarti e in pochi tap potrai prenotare il monopattino in base alle tue esigenze. Prenotare un monopattino elettrico a Napoli tramite app è un gioco da ragazzi: una volta individuato il veicolo sulla mappa, dovrai solo raggiungere l’indirizzo indicato sul tuo schermo e sbloccare il monopattino elettrico con il tuo telefono. Una volta in sella, quindi, entrerai nel vivo della vita partenopea e potrai visitare i luoghi più caratteristici della città.

Il noleggio monopattino elettrico a Napoli è un modo divertente ed ecologico per scoprire il capoluogo campano e tutte le sue attrazioni in un solo giorno. Per farti venire voglia di partire, ti proponiamo una serie di percorsi che, siamo certi, ti lasceranno senza parole. Prima di salire sul monopattino e partire all’avventura, apri l’app di Google Maps e inserisci i riferimenti del nostro itinerario. Se il mezzo non è dotato di un supporto per il cellulare puoi indossare gli auricolari per seguire le indicazioni del navigatore, ma prima regola il volume così da non distrarti durante la guida.

Ti ricordiamo, inoltre, che per guidare i monopattini elettrici sono in vigore nuove regole: mantieni sempre un comportamento sicuro e consapevole, rispetta le limitazioni imposte alla velocità massima e adotta i dispositivi di protezione come caschi e luci.

Dalla stazione di Napoli Centrale al Duomo passando per Spaccanapoli

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Piazza San Domenico Maggiore
Il nostro tour in monopattino elettrico per le strade di Napoli parte da Napoli Centrale, la principale stazione del capoluogo campano, punto di riferimento per chiunque voglia visitare la città. Da qui ci dirigiamo verso la famosa Spaccanapoli, ovvero la strada che divide nettamente, con la sua perfetta linearità, la città antica tra il nord e il sud. Spaccanapoli è l’anima della città su cui si affacciano splendidi palazzi, monasteri, chiese e musei. Tra i luoghi d’interesse che si incrociano percorrendo questa strada ci sono Piazza del Gesù Nuovo, con l’omonima e bellissima chiesa in stile del barocco napoletano, il Complesso Monumentale di Santa Chiara, voluto da Roberto d’Angiò e sua moglie Sancia di Maiorca, la più grande basilica gotico-angioina della città, caratterizzata da un monastero che comprende quattro chiostri monumentali, gli scavi archeologici nell’area circostante e diverse sale nelle quali è ospitato l’omonimo Museo dell’Opera, Piazza San Domenico Maggiore, dove si trova il maestoso l’obelisco, opera scultorea barocca posta di fronte alla chiesa omonima, e il Monte di Pietà, un antico palazzo che all’interno ospita l’omonima cappella con l’interno decorato a stucco dorato. Merita una visita anche lo splendido Duomo di Napoli, il cui nome ufficiale è cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, caratterizzato da una sovrapposizione di più stili che vanno dal gotico puro del Trecento fino al neogotico ottocentesco. Qui tre volte l’anno ha luogo il rito dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Del Duomo fanno parte la Basilica di Santa Restituta, che custodisce il battistero più antico d’Occidente, quello di San Giovanni in Fonte, e la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, che conserva le reliquie del santo patrono della città. 

Il fascino di San Gregorio Armeno e i misteri di Napoli Sotterranea

Visitare Napoli in monopattino elettrico: San Gregorio Armeno
All’altezza di Via San Biagio dei Librai, Spaccanapoli incrocia Via San Gregorio Armeno, il famoso quartiere dei presepi dove potrai ammirare gli artigiani intenti a realizzare le rappresentazioni della Natività. Naturalmente, non mancano anche le statuette che ritraggono personaggi famosi della politica o del mondo dello spettacolo. In Via San Gregorio Armeno è Natale tutto l’anno, ma è durante il periodo natalizio si respira un’aria ancora più suggestiva. In ogni caso, indipendentemente dal momento dell’anno in cui scegli di visitare Napoli, non dimenticarti di acquistare un presepe artigianale come souvenir della tua visita per portare a casa un po’ di magia partenopea.
Terminata la visita del quartiere dei presepi, ti suggeriamo di proseguire verso Piazza San Gaetano 68, parcheggiare il monopattino, e addentrarti nei misteri di Napoli Sotterranea, un’esperienza unica ed emozionante che ti porterà a 40 metri di profondità, tra cunicoli e cisterne, per un viaggio nel tempo lungo 2400 anni.

Dai colori e sapori dei Quartieri Spagnoli al maestoso Maschio Angioino fino a Piazza Plebiscito

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Quartieri Spagnoli
Una volta riemersi dalle viscere della terra, salta in sella al tuo monopattino elettrico e dirigiti verso i Quartieri Spagnoli, uno dei luoghi simbolo di Napoli, dove percorrendo le strette viuzze ti ritroverai immerso in un’atmosfera dai mille colori. Qui, due passi dalla fermata della metropolitana di via Toledo (la nota e suggestiva stazione progettata dallo spagnolo Oscar Tusquets Blanc, citata anche dal Daily Telegraph e dalla CNN, con le pareti rivestite da mosaici azzurri e il gigantesco cono Crater de Luz) è d’obbligo una sosta da Trattoria Nennella, storico e popolare ristorante di ottima cucina tradizionale, dove degustare la vera ricetta della pasta con patate e provola.
Dopo aver assaporato l’autentica cucina partenopea, il nostro tour prosegue verso Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino o Mastio Angioino, lo storico castello medievale e rinascimentale che domina Piazza Municipio, una delle più grandi d’Europa. All’interno della fortezza è ospitato il Museo Civico con opere che vanno dal XV al XX secolo. L’itinerario museale si articola tra la Sala dell’Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale a cui si aggiungono la Sala Carlo V e la Sala della Loggia destinate ad ospitare mostre ed iniziative culturali.
Concludiamo il nostro tour con Piazza Plebiscito, ma prima di raggiungerla, se il tempo a tua disposizione lo permette, suggeriamo una sosta al Palazzo Reale, edificio situato accanto al Teatro San Carlo e costruito tra il 1600 e il 1858, che racchiude secoli di storia di Napoli. Un tempo sede del potere monarchico, oggi Palazzo Reale ospita l’omonimo museo di Palazzo Reale, la Biblioteca Nazionale e le due Soprintendenze per il comune e per l’area metropolitana di Napoli.
Siamo ormai giunti al termine del nostro viaggio alla scoperta dei principali luoghi di interesse della città partenopea. Dopo una giornata all’insegna dell’arte, della cultura e delle tradizioni napoletane non resta ci resta solo da raggiungere Piazza Plebiscito, uno dei luoghi più suggestivi di Napoli nonché una delle piazze più grandi d’Italia con la sua area di circa 25.000 metri quadrati e lo splendido colonnato.
E per finire la giornata con una nota di gusto, cosa c’è di meglio che concludere il tour con un buon caffè accompagnato da una fetta di pastiera o di torta caprese, oppure da una sfogliatella o da un buon babà? La risposta a questa domanda è Gran Caffè Gambrinus, lo storico locale di Napoli in Via Chiaia 1, poco distante da Piazza Plebiscito.

I tre musei più interessanti di Napoli da raggiungere facilmente con il monopattino elettrico

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Capodimonte
Quando si parla di arte e cultura, Napoli è senza dubbio una delle capitali europee più ricche di tesori da ammirare. Fare una selezione delle attrazioni da visitare per godersi al meglio la storia partenopea e scoprire le sue radici più antiche non è semplice, ma se hai a disposizione una sola giornata puoi noleggiare un monopattino elettrico e raggiungere quelli che secondo noi sono tre musei davvero imperdibili. Per semplificare gli spostamenti, prendiamo come punto di riferimento la stazione di Napoli Centrale:

Museo Cappella Sansevero e Cristo Velato

Siamo nel cuore del centro antico di Napoli nelle vicinanze di piazza San Domenico Maggiore, una delle più importanti della città. La Cappella Sansevero, tipica espressione del barocco napoletano, è un gioiello del patrimonio artistico italiano e internazionale. L’opera più celebre è senza dubbio il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, un capolavoro che ha soggiogato generazioni di artisti e intellettuali per l’incredibile tecnica scultorea con cui è stato realizzato e la prodigiosa “tessitura” del velo marmoreo che copre il corpo di Cristo morto aderendo perfettamente sue forme. Si racconta che Antonio Canova, massimo esponente del Neoclassicismo in scultura, rimase talmente colpito dall’opera che avrebbe dato dieci anni della propria vita pur di poterne vantare la paternità, e che durante una sua visita a Napoli provò anche ad acquistarla. Ma non è solo questo il motivo che rende unica la Cappella Sansevero: all’interno si trovano anche le enigmatiche sculture la Pudicizia e il Disinganno di Francesco Queirolo, oltre ad altre preziose e inusuali opere, come le Macchine anatomiche.

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Ubicato all’interno della reggia omonima è tra i più importanti e famosi musei d’Europa nonché una delle destinazioni turistiche più popolari della città. Al suo interno ospita gallerie di arte antica, una di arte contemporanea e un appartamento storico. Visitando Capodimonte ti sembrerà di sfogliare un libro che racconta la storia dell’arte in Italia, partendo dal Duecento fino ad arrivare al Novecento. Qui, infatti, potrai ammirare le opere dei grandi artisti della scuola pittorica napoletana, toscana, veneziana, emiliana e romana, a cui si aggiungono importanti nomi stranieri come Brueghel e altri Fiamminghi. Impossibile restare indifferenti di fronte ai capolavori dei grandi nomi della storia dell’arte, come la Flagellazione di Cristo del Caravaggio o la Crocifissione di Masaccio. Degna di nota è anche la collezione di arte contemporanea, unica nel suo genere in Italia, in cui spicca Vesuvius di Andy Warhol.

Ospedale delle bambole

È un luogo fuori dal tempo questo singolare museo ospitato nel Palazzo Marigliano, nella centralissima Spaccanapoli, dove sono raccolti giocattoli e bambole d’epoca. Tra le mura del museo ricordi, memorie, tradizioni e nostalgie si mescolano dando vita a una vera magia che suscita grandi emozioni tanto nei grandi quanto nei piccini. La bottega è una vera e propria istituzione, tanto che oggi è considerato uno dei musei più particolari della città. L’esposizione, strutturata come un vero e proprio ospedale, è composta da diverse corsie, come la Sartoria, il Trucco, la Parruccheria, dove si eseguono le operazioni di abbellimento, e l’Oculistica in cui si curano i meccanismi di pesi e bilanciamento che permettono l’apertura, chiusura e rotazione degli occhi. Inoltre, annesso al museo, c’è un laboratorio che si occupa di riparare le bambole dei cittadini i quali si servono di tale struttura come se fosse un vero e proprio ospedale, dove “curare” bambole di porcellana, plastica, legno e cartapesta.

Street art a Napoli: in sella al monopattino elettrico tra i murales più belli della città

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Murales
A Napoli l’arte è onnipresente
e la trovi ovunque: dentro e fuori dai musei e dalle chiese, in forma di graffiti e murales. Percorrendo la città con un monopattino elettrico, si possono scoprire scorci dove la street art regna sovrana con i suoi colori e suggestioni che incantano grandi e bambini, turisti e napoletani. Ecco una selezione dei murales da non perdere:

  • RESIS-TI-AMO di Bosoletti sulla facciata della Basilica di Santa Maria della Sanità;
  • Tienime, ca te tengo di Jerico Cabrera Carandang sul pilone del ponte Maddalena Cerasuolo;
  • “Luce” di Tono Cruz di fronte alla Basilica di Santa Maria della Sanità;
  • “Nu ‘mmescà ‘e fantasme cu ll’angiule” del Collettivo FX in vico Misericordiella;
  • Le oltre 200 opere del progetto Quore Spinato nei Quartieri Spagnoli (qui la mappa del progetto);
  • Madonna con la pistola di Banksy in piazza Gerolomini;
  • La pelota no se mancha di Corrado Teso realizzato a Scampia al Parco Corto Maltese;
  • Maradona di Mario Filardi in via Emanuele de Deo;
  • Parco dei Murales di Ponticelli presso il Parco Merola;
  • San Gennaro di Jorit Agoch nel quartiere Forcella, di fianco alla chiesa di San Giorgio Maggiore;
  • Dios Umano di Jorit Agoch in via Taverna del Ferro;
  • Mission Possible di Roxy in the Box in Piazza Cardinale Sisto Riario Sforza
  • Il trittico di Eduardo De Filippo di Jorit Agoch sulle porte del Teatro San Ferdinando;
  • Murales dedicato al giornalista ucciso dalla camorra, Giancarlo Siani di Orticanoodles in Vi a Romaniello;
  • Donna con bambino di Zilda in vico Santa Maria dell’Aiuto;
  • Murales dedicato a Eleonora Pimentel Fonseca di Leticia Mandragora sulla facciata dell’ex mercatino di Sant’Anna di Palazzo;
  • Murales dedicato al musicista Enzo Avitabile di NAF-Mk sul muro all’esterno della stazione Colli Aminei della linea 1 della metropolitana di Napoli, in Via Saverio Gatto;
  • Pino Daniele di TvBoy in Via Tribunali;
  • Murales dedicato a Totò e Peppino di Tono Cruz nel Rione Sanità.

Maradona, Eduardo De Filippo, Massimo Troisi e Pino Daniele: la Napoli dei personaggi più amati in monopattino elettrico

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Maradona
A Napoli i luoghi della memoria culturale della città parlano di musica, teatro, letteratura e sport. Per partire alla scoperta dei luoghi che hanno segnato la storia del capoluogo campano, noleggia un monopattino elettrico e preparati a viaggiare tra i ricordi di quei nomi che hanno fatto grande la città.

Maradona e lo stadio San Paolo

La storia di Maradona a Napoli si intreccia con quella della città. Noleggiando un monopattino elettrico, e partendo dalla stazione di Napoli Centrale, puoi raggiungere il tempio del calcio napoletano, lo stadio San Paolo, dove il Pibe de Oro mise piede per la prima volta il 5 luglio 1984. Qui ha vinto due scudetti, ha giocato la finale di andata della storica Coppa Uefa 1989 e ha conquistato con l’Argentina la finale mondiale nel 1990. Dopo la morte di Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020, una folla di tifosi si è spontaneamente riunita qui per salutare il loro idolo e lasciare un ricordo. Nelle settimane successive, il Comune di Napoli ha deliberato l’intitolazione dello stadio a Diego Armando Maradona. Non solo: anche la stazione della Cumana, a pochi passi dall’ex San Paolo, ha cambiato nome in Stazione Mostra-Maradona. Un altro luogo imperdibile per tutti gli appassionati di calcio e i nostalgici del Pibe de Oro si trova nel cuore di Napoli, in via San Biagio dei Librai: qui c’è un’edicola votiva con il capello di Maradona, all’esterno del Bar Nilo. La storia racconta che il titolare del locale, al ritorno da una trasferta a Milano nel 1990, trovò il capello su un sedile dell’aereo dove fino a qualche minuto prima c’era seduto proprio l’ex capitano della nazionale argentina.

La Napoli di Totò

Un simbolo indiscusso della città partenopea è Antonio de Curtis, in arte Totò. Per tutti gli appassionati della sua comicità irriverente e per chi vuole conoscere qualcosa in più sulla vita del Principe della risata, un giro con il monopattino elettrico tra le strade di Napoli è l’occasione perfetta. Partendo dalla stazione di Napoli Centrale, percorrendo via Foria, si arriva in Via Santa Maria Antesaecula, tra le strade più antiche del capoluogo campano, dove al terzo piano di un edificio del civico 107 del Rione Sanità, è nato l’attore simbolo dello spettacolo comico in Italia che per i suoi ruoli drammatici è considerato anche uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema del Belpaese.
A pochi mesi di distanza dalla sua nascita, la famiglia si trasferì a pochi metri di distanza, andando ad abitare al secondo piano del civico 109 in quella che ancora oggi è riconosciuta come l’abitazione storica di Totò. Qui si trova una targa che lo celebra come “comico impareggiabile per la sua mimica, uomo di nobili sentimenti e poeta insigne”.
Proseguendo per qualche metro, sulla destra, all’altezza del civico 90, troverai un busto di Totò realizzato nel 1990 dallo scultore Antonio Januario, per volere dell’Associazione San Vincenzo Ferreri. Superata la Chiesa di San Severo, e procedendo per le rampe di Salita Cinesi, raggiungi l’edificio di via Guido Amedeo Vitale da dove Totò, nella famosissima scena del capolavoro L’Oro di Napoli, esce travestito da Pazzariello.
Da qui arrivi in Piazza Sanità dove c’è la famosa bottega che nel film viene presentata al grido di “Attenzione! Battaglione!” e la chiesa di Santa Maria della Sanità dove si svolse il terzo funerale di Totò (le altre due cerimonie furono organizzate a Roma, presso la chiesa di Sant’Eugenio, e a Napoli, presso la chiesa del Carmine Maggiore).
Altro luogo simbolo è il collegio Cimino, storico edificio che oggi ospita l’Hotel Palazzo Caracciolo, dove per un banale incidente con uno dei precettori, che lo colpì involontariamente con un pugno, il viso di Totò subì una particolare conformazione del naso e del mento che resero inconfondibile la sua mimica. Oggi questo episodio è ricordato da una targa esposta sullo storico edificio. Nelle opere di Totò la fame è un tema ricorrente quindi non potevamo terminare il nostro tour senza una golosa pausa presso due dei luoghi più simbolici del quartiere Sanità: La Taverna di Totò, in Via Sanità 33, dove, oltre ad assaggiare la pizza come tradizione comanda, puoi ammirare il busto in legno raffigurante l’attore e donato dall’intagliatore Luigi Buommino, e la pasticceria Poppella, in Via Arena della Sanità 24, dove devi assolutamente provare la Bombetta di Totò, il dolce ispirato all’iconico cappello del Principe De Curtis.

Eduardo De Filippo e il Teatro San Ferdinando

A poco più di una chilometro di distanza dalla stazione di Napoli Centrale, nella piazza che porta il nome del grande drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta italiano, al numero 20, sorge la casa della drammaturgia napoletana, classica e contemporanea, ovvero il Teatro San Ferdinando. Al San Ferdinando si giunge percorrendo tutta via Foria, lasciandosi alle spalle il popolare quartiere della Sanità, quello in cui nacque Totò, quello in cui Eduardo fece vivere tanti suoi personaggi che hanno fatto la storia della commedia napoletana. Il 25 febbraio del 1948, per la somma di tre milioni, De Filippo acquistò quel che restava del teatro, gravemente danneggiato dalle bombe americane e tedesche, con l’obiettivo di farlo diventare una casa per l’attore e per il pubblico. Il nuovo e moderno Teatro San Ferdinando, impreziosito dal grande Pulcinella di marmi policromi disegnato da Titina De Filippo e incassato nella parete sinistra del livello centrale, fu inaugurato il 22 gennaio 1954 con l’opera Palummella zompa e vola di Antonio Petito. In questo luogo magico furono messi in scena tanti capolavori teatrali che hanno segnato la storia della commedia napoletana e italiana, come Miseria e nobiltà, Addio mia bella Napoli!, ‘O professore e il classico intramontabile Natale in casa Cupiello, solo per citarne alcuni.

Le location dei film di Massimo Troisi

Non si può parlare di Napoli e della sua arte senza ricordare l’amatissimo Massimo Troisi. Il grande attore napoletano ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana con le sue commedie ironiche e malinconiche che hanno come sfondo proprio la città partenopea. Per ricordarlo e rendere omaggio ai suoi grandi talenti, partendo dalla stazione di Napoli Centrale è possibile raggiungere in monopattino elettrico le scale in via Mariconda, nel quartiere di Chiaia, che compaiono nel film Scusate il ritardo, nella scena in cui Tonino, interpretato da Lello Arena, racconta a Troisi, nei panni di Vincenzo Rocco, le sue pene d’amore. Un altro celebre film girato nel capoluogo campano è Pensavo fosse amore… invece era un calesse, con le musiche del film curate dal cantante Pino Daniele (da segnalare che la famosa canzone Quando fu scritta appositamente per il film): tra le location Borgo Marinari accanto a Castel dell’Ovo.
Ti ricordiamo inoltre che a San Giorgio a Cremano, comune poco distante da Napoli nonché città natale dell’attore, presso Villa Bruno, in Via Cavalli di Bronzo 22, è stata allestita la Casa di Massimo Troisi, dove sono conservati materiali e reperti del grande artista partenopeo scomparso nel 1994: dalla bicicletta usata nell’ultimo film Il postino, a tutte le locandine delle opere girate, dagli strumenti musicali alle numerose foto con gli amici di sempre fino agli scatti di scena e ai copioni originali.

Tra le note di Pino Daniele

La musica di Pino Daniele è parte integrante della cultura napoletana. Dalle piazze alla periferia, la sua musica lo ha reso un mito e un’icona indiscussa del blues italiano. Se vuoi ripercorrere le tracce del “mascalzone latino”, sempre partendo dalla stazione Napoli Centrale, con il monopattino puoi raggiungere facilmente i luoghi che hanno ispirato alcune delle canzoni più conosciute dell’artista. Dalla casa di Via Santa Maria La Nova 32, dove scrisse Napul’è, a vico Candelora, dove viveva la nonna dell’artista nella cui crocchia di capelli, come recita la canzone Donna Cuncetta a lei dedicata, “ci stanno tutt’e paure“, da Via San Sebastiano, la strada della musica, al Castel dell’Ovo, passando per via Toledo e piazza del Plebiscito fino al mare.
Tappa obbligata Via Pino Daniele, ex vicoletto Donnalbina, la strada intitolata al grande artista partenopeo dopo la sua scomparsa, avvenuta il 4 gennaio 2015, dove si trovano una fedele riproduzione in ferro battuto della mitica chitarra Paradis e una targa con su scritto “Pino per sempre, il popolo napoletano”.

3 pizzerie storiche di Napoli a distanza di monopattino elettrico

Non si può non visitare Napoli senza gustare la sua cucina e le pizzerie storiche sono un must assoluto per chi ama questa città. Con il monopattino elettrico puoi raggiungere facilmente e in poco tempo tre dei locali più famosi della città, dove gustare l’autentica pizza napoletana amata in tutto il mondo. Ancora una volta prendiamo come riferimento la stazione di Napoli Centrale per iniziare il nostro tour gastronomico:

  • Concettina Ai Tre Santi: si trova nel cuore del Rione Sanità e dista circa 10 minuti dal principale scalo ferroviario della città. Concettina Ai Tre Santi è una vera e propria istituzione della pizza napoletana, dove tecniche antiche e tradizione incontrano l’innovazione per un’esperienza culinaria a tutto tondo;
  • Sorbillo: il regno della pizza si trova nella storica sede in Via dei Tribunali, aperta nel 1935, e sul lungomare in Via Partenope. La centenaria tradizione di casa Sorbillo oggi viene proposta in chiave contemporanea che contempla l’utilizzo di farine di agricoltura biologica, l’aggiornamento continuo dei menù data e la costante ricerca delle migliori eccellenze gastronomiche italiane da proporre sulla pizza e da far conoscere attraverso la pizza;
  • Antica Pizzeria Da Michele: è una delle più note pizzerie della città e si trova poco lontano dalla stazione di Napoli Centrale, a circa 5 minuti di monopattino elettrico. Punto di incontro tra tradizione e innovazione, esperienza e passione, l’Antica Pizzeria Da Michele è un vero e proprio tempio della pizza partenopea. Una curiosità: nel film Mangia, Prega, Ama è proprio qui che Julia Roberts si ferma a mangiare una pizza.

Itinerario del mare: dal lungomare di Napoli a Marechiaro passando da Posillipo

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Posillipo
Il mare è una delle più grandi attrazioni turistiche di Napoli e con il monopattino elettrico è molto facile muoversi lungo la splendida costa partenopea. Lungo il percorso ti suggeriamo di fare delle soste per ammirare i panorami mozzafiato che offre la città e godere della tranquillità del mare:

Dal Lungomare di Napoli a Posillipo: Percorrendo questo primo tratto attraverserai tre delle quattro strade che formano il Lungomare di Napoli: Via Partenope, popolata dai più celebri ristoranti e pizzerie “fronte mare” della città, come Sorbillo, Via Caracciolo, la parte più lunga che fiancheggia la Villa Comunale e da cui si possono ammirare la collina di Posillipo e del Vomero, e Via Mergellina, che si estende fino a Piedigrotta, ai piedi della collina di Posillipo. Lungo il percorso, a metà di Via Caracciolo, incrocerai La Rotonda Diaz, palcoscenico di eventi e manifestazioni culturali della città, dove si trova l’unica spiaggia di Napoli, conosciuta con il nome di Mappatella Beach. Prima di arrivare a Posillipo, fermati ad ammirare il palazzo monumentale Donn’Anna, risalente al XVII secolo, uno dei più celebri edifici di Napoli, che domina la spiaggia dello storico Bagno Elena, tra le location della fortunatissima fiction Rai L’amica geniale tratta dal romanzo capolavoro di Elena Ferrante;

Da Posillipo a Marechiaro: l’itinerario prosegue lungo Via Marechiaro, direzione Marechiaro, piccolo borgo di pescatori a pochi minuti dal centro città, uno dei luoghi più romantici e suggestivi di Napoli. Qui si respira ancora un’atmosfera d’altri tempi, con i vecchi gozzi dei pescatori ormeggiati ai moli, le reti da pesca ammassate sulle banchine e i ristoranti affacciati sul mare. Una volta arrivati in questo posto incantevole, da cui puoi godere dello splendido panorama sul golfo di Napoli, dopo aver scattato qualche foto panoramica, ti consigliamo di raggiungere il porticciolo di Calata Ponticello e da qui, tramite una barca, fare rotta verso il caratteristico Scoglione, una grande e piatta formazione di tufo levigata dal mare, che ti regalerà una vista impareggiabile su Villa Volpicelli, conosciuta come Palazzo Palladini per la soap Un Posto al Sole, i resti di Villa Degli Spiriti, detta anche Villa di Virgilio, Capri, la penisola Sorrentina e Sua maestà, ‘o Vesuvio.
Il borgo di Marechiaro è famoso anche per la cosiddetta Fenestella – in italiano “finestrella” – protagonista di una storia che si perde nella notte dei tempi. La leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore Di Giacomo, vedendo una piccola finestra sul cui davanzale c’era un garofano, ebbe l’ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane: Marechiare. La finestra esiste ancora oggi e, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra incise alcune note dello spartito della canzone e i nomi degli autori, c’è sempre un garofano fresco sul davanzale. Secondo l’Archivio della Canzone Napoletana sono quasi duecento le canzoni classiche dedicate a questa piccola zona di Posillipo, o che la nominano soltanto, ed un gran numero di poesie.

Visitare le città italiane in monopattino:
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