Settembre è il mese perfetto per una vacanza in montagna. Le temperature sono piacevoli, la natura inizia a prepararsi per la nuova stagione e i colori vivaci dell’estate cominciano a lasciare spazio alle più calde sfumature autunnali. Se per te ogni occasione è buona per stare a contatto con la natura e ami le attività all’aria aperta, ti suggeriamo alcune destinazioni dove andare in montagna a settembre, insieme ad alcuni consigli su come vestirsi.

Perché andare in montagna a settembre è sempre una buona idea

Pensiamo spesso alla montagna come il luogo dove rifugiarci durante l’estate per sfuggire al caldo afoso oppure come meta da raggiungere in inverno per le vacanze sulla neve. Ma la montagna è un luogo che offre molto di più e, proprio per questo, può essere visitata durante tutto l’anno. A settembre, in particolare, la montagna è il luogo ideale per chi vuole trascorrere una vacanza all’insegna della tranquillità e del relax. Gli impianti di risalita sono ancora aperti, i sentieri meno affollati e i paesaggi mozzafiato sono sempre una certezza.

Andare in montagna a settembre ti permette di staccare la spina dalla routine quotidiana e allontanarti dal caos cittadino che mette a dura prova i nostri nervi. Nei paesi montani la vita scorre più lentamente, le persone sono più accoglienti e i ritmi di vita sono decisamente più tranquilli. Inoltre, la montagna è un luogo che ci ricarica, dove possiamo ritrovare il contatto con la natura e con noi stessi. Fare trekking o semplicemente passeggiate in alta quota, sono solo alcune delle attività che possiamo fare per ritemprarci e ricaricare le batterie.

Trascorrere del tempo immersi nel verde e avvolti dalla luce naturale ha un effetto positivo sulla nostra mente e sul nostro corpo, aiutandoci a combattere lo stress e a ritrovare il benessere. Inoltre, fare attività outdoor ci permette di migliorare il nostro umore, riduce i livelli di ansia, migliora la concentrazione e la qualità del sonno.

Infine, un altro motivo per cui andare in montagna a settembre è un’ottima idea, è sicuramente il cibo: la cucina di montagna è genuina e sana, ricca di prodotti tipici e di sapori autentici. Potrai assaggiare i formaggi freschi delle malghe, i salumi stagionati, la polenta e tante altre prelibatezze. Va inoltre ricordato che sul fronte economico, settembre è un mese molto vantaggioso per chi vuole trascorrere una vacanza in montagna poiché i prezzi sono meno alti rispetto a quelli della stagione estiva.

Prima di scoprire quali sono le migliori destinazioni da raggiungere, ecco alcuni consigli su come vestirsi in montagna a settembre.

L’abbigliamento tecnico è sempre la soluzione migliore quando si va in montagna: protegge dal freddo e dal sole, consente alla pelle di respirare e ha un’elevata traspirabilità e impermeabilità. Scegli dei capi realizzati con tessuti elastici e leggeri, che ti garantiscano una buona libertà di movimento e occupano poco spazio nello zaino una volta piegati, e prediligi i colori chiari che assorbono meno il calore.

In ogni caso, è sempre bene prepararsi per ogni evenienza: in montagna i cambiamenti repentini del meteo possono mettere in difficoltà anche i più esperti, quindi è di fondamentale importanza non farsi mai trovare impreparati. La regola d’oro è “vestirsi a cipolla” cioè a strati in modo da poter aggiungere o togliere capi di abbigliamento a seconda delle necessità. Ecco cosa non deve mai mancare in valigia:

  • Un paio di comodi pantaloni dotati di tasche che da lunghi possono diventare corti grazie ad un’apposita cerniera;
  • T-shirt traspiranti;
  • Una felpa o un pile;
  • Una giacca impermeabile e traspirante;
  • Un cappello;
  • Scarpe da trekking comode e adatte alla stagione;
  • Calze adatte alle scarpe per mantenere i piedi asciutti e prevenire le vesciche.

Ora che sai come vestirti, non ti resta che scegliere la destinazione perfetta per la tua vacanza a settembre in montagna.

Santa Maria Maggiore nel cuore della Valle Vigezzo

Dove andare in montagna a settembre: Val Vigezzo

Santa Maria Maggiore, in Piemonte, è il centro principale della Val Vigezzo, situata tra il lago Maggiore e il Canton Ticino. La sua posizione la rende un ottimo punto di partenza per escursioni e passeggiate nella natura incontaminata che circonda il paese, ma è anche la destinazione ideale per appassionati di equitazione, nordic walking e downhill. A settembre, le temperature sono ancora miti e si può trascorrere del tempo all’aria aperta, godendosi i magnifici paesaggi che la montagna offre. Il borgo, rinomata località turistica dell’Alto Piemonte premiata dal Touring Club con la Bandiera arancione, ospita ogni anno, proprio a settembre, il Raduno Internazionale degli Spazzacamini a cui è dedicato anche un piccolo museo, luogo della memoria di un mestiere antico e affascinante.
E per gli amanti dell’avventura, tappa obbligata al Praudina Adventure Park, dove potrete divertirvi tra ponti tibetani, percorsi aerei e pareti da arrampicata. Se invece preferite una vacanza all’insegna del relax, non perderti le terme di Santa Maria Maggiore con i loro trattamenti benessere e le piscine coperte e scoperte, per un bagno rigenerante in qualsiasi momento dell’anno.
A Santa Maria Maggiore troverai anche numerosi ristoranti e taverne che propongono i piatti della tradizione locale e i formaggi tipici del territorio, come il Montagna, dalla consistenza morbida e pastosa e dal sapore dolce e delicato, e lo Spazzacamino, dalla consistenza morbida, pastosa e fondente al palato, dal sapore dolce con sentore lievemente acidulo. E ancora, la Pioda di Santa Maria Maggiore, dal sapore dolce, intenso e gradevole, e lo spress vigezzino, dalla consistenza pastosa, morbida e fondente al palato, dal sapore dolce con un delicato sentore caprino caratteristico.

Sauris, tra le montagne della Carnia

Dove andare in montagna a settembre: Malga in Carnia

Sauris è un piccolo comune italiano sparso – cioè un comune che non ha un centro ben definito – del Friuli Venezia Giulia, nella regione montana della Carnia in Val Lumiei, circondato da valichi, monti e formato da due nuclei principali: Sauris di Sopra e Sauris di Sotto. Nel suo territorio vanta la presenza di un lago artificiale, il lago di Sauris, tra i più grandi in Friuli, creato dallo sbarramento del torrente Lumiei. Inoltre, fa parte del club Borghi Autentici d’Italia ed è un’isola linguistica germanofona sopravvissuta allo scorrere del tempo grazie a un isolamento durato secoli. La leggenda narra che la comunità di Sauris sia stata fondata attorno al XIII-XIV secolo da due soldati tedeschi che, stanchi della guerra, fuggirono dal loro paese rifugiandosi in questa valle isolata dove oggi la popolazione parla tre lingue: italiano, sia friulano e il tipico dialetto tedesco locale, detto saurano.
La natura incontaminata che circonda il paese la rende una destinazione ideale per vacanze all’insegna della tranquillità e del relax, ma anche per escursioni nella natura e passeggiate in montagna. Gli amanti dell’outdoor potranno infatti godersi splendidi paesaggi, tra boschi di abeti e larici, crinali erbosi, malghe e pascoli alpini.
Se invece ami le emozioni forti, capaci di mettere alla prova il tuo coraggio, Sauris è la destinazione che fa per te. Sono infatti numerose le attività adrenaliniche che puoi fare in questo paese: dal canyoning al rafting, fino all’arrampicata, senza dimenticare la Zipline Sauris, tre voli mozzafiato tra cielo e terra intervallati da tratti da percorrere a piedi immersi nella natura delle montagne friulane. Il territorio e il paesaggio rappresentano alcune tra le maggiori attrazioni del borgo di Sauris, ma tra le cose da non perdere ci sono anche i prodotti tipici, come il Prosciutto di Sauris I.G.P., lo speck di Sauris, la ricotta affumicata, prodotta nelle malghe e la birra artigianale Zahre Beer.

Braies, il gioiello della Val Pusteria

Dove andare in montagna a settembre: Lago di Braies

Braies è un piccolo comune della provincia autonoma di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, situato in Val Pusteria, una valle delle Alpi Centro-orientali che si trova tra l’Alto Adige e il Tirolo Orientale. La località è particolarmente conosciuta per il lago di Braies, uno dei laghi più belli d’Italia, che grazie alla sua splendida posizione e al colore turchese delle sue acque cristalline è spesso scelto come location per spot pubblicitari, film e serie televisive, come la popolare “Un passo dal cielo” trasmessa su Rai 1.
Il lago di Braies è circondato da una natura incontaminata fatta di prati e pascoli, boschi di abeti rossi e larici, che offrono uno splendido scenario per passeggiate e trekking alla scoperta della flora e della fauna locali. Per chi ama le attività all’aria aperta, Braies è il posto perfetto: qui potrai infatti fare escursioni, nordic walking, mountain bike, arrampicate e anche pesca sportiva. Inoltre, al territorio comune appartiene parte del parco naturale Fanes-Sennes-Braies, un’area naturale protetta che offre un paesaggio mozzafiato composto da pascoli, boschi di abeti rossi e larici, cime rocciose e laghi cristallini. Fare una vacanza a settembre a Braies significa avere il privilegio di godersi la montagna in tutta tranquillità, lontano dai flussi turistici della stagione estiva: il paesaggio alpino e l’atmosfera magica che si respira in questo luogo incantevole sono veramente unici e ti faranno sentire come se fossi in un mondo fiabesco.
Inoltre, se la fotografia è la tua passione, questo è il posto che fa per te: qui potrai scattare delle bellissime foto paesaggistiche da mettere nella tua collezione o semplicemente da condividere sui social con i tuoi amici e la tua famiglia. E per finire in bellezza una giornata all’insegna dello sport e della natura, non può mancare un buon piatto di polenta con i formaggi freschi delle malghe o di Schlutzkrapfen, i tipici ravioli a forma di mezzaluna ripieni di ricotta e spinaci. Non dimenticare di assaggiare anche lo speck, una delizia locale che ha ottenuto il riconoscimento di prodotto a indicazione geografica protetta (IGP), e i niggilan, tradizionale dolce pusterese a base di pasta lievitata.

San Candido, la perla del Parco Naturale Tre Cime

Dove andare in montagna a settembre: Cime di Lavaredo e San Candido

Un altro luogo imperdibile del Trentino Alto-Adige è senza dubbio San Candido, comune della provincia autonoma di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, situato nell’Alta Pusteria. Il paese, che si trova a sud delle Dolomiti di Sesto e del Parco naturale delle Tre Cime di Lavaredo, offre sia in estate che in inverno una vacanza all’insegna degli sport di montagna, del relax e della buona cucina.
A San Candido puoi fare trekking lungo i sentieri che si inerpicano tra le montagne, passeggiare per il paese, visitare i negozi di artigianato locale, ammirare i caratteristici masi di montagna, goderti il meraviglioso panorama sulle Dolomiti e provare l’attrazione più amata del Monte Baranci: la pista estiva per slittini Fun Bob, chiamata anche alpine coaster, ottovolante alpino o slittovia estiva. Si sale con la seggiovia sul monte e si scende sino al paese a bordo di un bob ancorato a una monorotaia, lungo una pista lunga 1,7 chilometri, con pendenze massime del 40%, un dislivello di 314 metri e una velocità massima di 10 metri al secondo. L’attrazione è aperta al pubblico da metà giugno a metà settembre, ed è adatta anche ai bambini (i bambini di età inferiore ai 3 anni non possono utilizzare il Funbob, mentre quelli di età inferiore a 8 anni possono salire sul Funbob solo se accompagnati da una persona che abbia compiuto i 18 anni di età).
E per gli amanti della bicicletta? San Candido è il punto di partenza di una delle piste più amate dell’Alto Adige. Parliamo della Ciclabile della Drava che, attraversando il confine, si snoda lungo 44 chilometri mozzafiato fino a Lienz, in Austria. Il percorso, adatto anche alle famiglie con bambini, permette di pedalare agevolmente tra i prati e i boschi del Tirolo Orientale. La possibilità di rientrare in treno, su vagoni attrezzati per ospitare le biciclette, è sicuramente un’altra esperienza da non perdere.
Tra i luoghi d’interesse di San Candido, inoltre, c’è sicuramente il complesso della Collegiata, considerato il più importante monumento romanico dell’Alto Adige, costruito a partire dal 1043 sul sito del monastero fondato nel 769 da Tassilone III di Baviera. Merita una vista anche il Museo Dolomythos, dove si può ripercorrere la storia delle Dolomiti e ammirare da vicino una delle più grandi collezioni di piante fossili al mondo. Un paesaggio incantato, una natura incontaminata e tante attività all’aria aperta per una vacanza indimenticabile, ma non solo: San Candido è anche la destinazione perfetta per chi ama la cucina di montagna, genuina e ricca di gusto. Da provare assolutamente i canederli in brodo, farciti in tantissimi modi, gli spatzle, gnocchetti di forma irregolare a base di farina di grano tenero, acqua e uova, e le golose frittelle di mele.

Chiavenna, tra crotti e passeggiate nel verde

Dove andare in montagna a settembre: Chiavenna

Incastonata tra le Alpi Lepontine e Retiche, all’imbocco della valle Spluga e della val Bregaglia, la città di Chiavenna, situata al centro dell’omonima valle e a collocata a nord del lago di Como, dista solo 124 km da Milano. Chiavenna è una meta turistica di grande fascino sia in estate che in inverno grazie alla sua posizione strategica tra le Alpi e i laghi. Chiavenna e i suoi dintorni sono uno scrigno di tesori naturali che ti lasceranno a bocca aperta: dal Parco delle Marmitte dei Giganti, così chiamato per la presenza di grandi e profonde buche scavate nei sassi dall’azione dell’acqua e chiamate appunto “marmitte”, che ospita una collezione di piante rare e preziose, alle imponenti cascate dell’Acquafraggia che si trovano a Borgonuovo. Quello di Chiavenna è un territorio di grande interesse naturalistico che offre numerose possibilità di escursioni e passeggiate all’aria aperta, per scoprire angoli nascosti e suggestivi, ma il simbolo della città sono senza dubbio i crotti, ovvero cavità naturali formatesi dai resti di antiche frane che si sono staccate dai fianchi delle montagne nel corso della preistoria. All’interno dei crotti, tra i massi e le rocce, soffia costantemente una corrente d’aria fredda, chiamata localmente Sorèl, che proviene dalle viscere dei monti e mantiene costante la temperatura intorno agli 8° C. Una caratteristica eccezionale che rende i crotti un vero e proprio frigorifero naturale, fresco d’estate e tiepido in inverno, che gli abitanti della zona hanno sfruttato da secoli per la conservazione degli alimenti, in particolare bresaola e formaggi, la maturazione del vino e la stagionatura dei salumi. Oggi alcuni crotti sono diventati dei veri e propri ristoranti che propongono ai propri clienti i piatti tradizionali e i prodotti tipici del posto, come la polenta con i funghi, i famosi pizzoccheri di Chiavenna e la deliziosa torta fioretto.
Inoltre, a questi luoghi simbolo della buona cucina e della socialità è dedicata la Sagra dei Crotti, in programma ogni anno a settembre.

La riserva naturale della Val di Mello

Dove andare in montagna a settembre: Val di Mello

La Val di Mello è una valle laterale della val Masino in provincia di Sondrio ed è stata riconosciuta dalla Regione Lombardia come riserva naturale dal 2009, diventando l’area protetta più vasta della Lombardia. La riserva consiste di due zone: una riserva “integrale”, accessibile solo per il personale forestale autorizzato, e una “zona speciale”, che include anche piccoli siti rurali abitati e le valli adiacenti, come la Val del Ferro.
Per raggiungere la Val di Mello, situata a soli 120 km da Milano, devi percorrere la statale SS 36 che da Lecco sale lungo la sponda est del Lario. Da Colico prosegui per la Valtellina in direzione Sondrio e nei pressi di Ardenno, circa 7 km dopo Morbegno, troverai la deviazione a sinistra per la Val Masino. Dopo 16 km arrivi in località San Martino, nel comune di Val Masino, proprio all’imbocco della Val di Mello. Qui lo spettacolo della natura si offrirà ai tuoi occhi in tutta la sua bellezza: un incontaminato paradiso naturale fatto di prati e boschi, maestose vette che si specchiano nell’acqua trasparente dei laghi e dei ruscelli che scorrono lungo le colline. La Val di Mello è una destinazione perfetta per chi ama la natura e vuole fare escursioni: i sentieri sono ben segnalati e adatti a tutti, anche ai bambini.
Potrai scegliere tra un’ampia gamma di percorsi che ti porteranno alla scoperta della flora e della fauna locali, attraverso boschi di abeti e radure fiorite, oppure del patrimonio storico e culturale della zona. La valle è una delle mete preferite dagli scalatori: qui, infatti, sono presenti più di 300 vie di arrampicata sportiva di ogni tipologia e l’area più importante è quella del Sasso Remenno, il più grande monolito roccioso d’Europa. Ma non è finita qui: la Val di Mello è anche un punto di riferimento per chi pratica bouldering e ogni anno ospita il famoso raduno internazionale di Melloblocco, un evento di notevole importanza mediatica per questa disciplina. Ti suggeriamo di trascorrere anche una giornata alla Foresta dei Bagni di Masino, un luogo incantato e dall’atmosfera magica, che merita una visita in qualsiasi momento dell’anno ed è una destinazione imperdibile per gli amanti del foliage.
Insomma, la Val di Mello è la meta perfetta per la tua vacanza in montagna a settembre, che sia all’insegna dello sport o del semplice relax. Naturalmente, non possono mancare i consigli sulle specialità gastronomiche locali da provare durante il tuo soggiorno: non dimenticare di assaggiare i formaggi tipici della valle come la bitto, la casera e il taleggio, ma anche gli sciatt, tipiche frittelline croccanti e ripiene di formaggio fuso, i pizzoccheri, i taroz, a base di patate, la polenta taragna e deliziosi dessert, in particolare il gelato alla vaniglia con le castagne, il gelato alla panna con i mirtilli caldi e la Besciola, il dolce a base di frutta secca.

Calascio, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso

Dove andare in montagna a settembre: Calascio

Calascio, in provincia dell’Aquila, fa parte del circuito Borghi Autentici d’Italia e offre un panorama mozzafiato sulla catena del Monte Velino. Il piccolo borgo situato nell’entroterra abruzzese, nella parte meridionale del massiccio del Gran Sasso d’Italia, è circondato da boschi di faggio e abeti rossi, che offrono una splendida vista sulla valle del Tirino.
Le vacanze in questo paese sono ideali per gli amanti della natura e del trekking: i sentieri escursionistici sono infatti numerosi e si snodano tra le vette del Parco Nazionale del Gran Sasso, che offre anche interessanti itinerari per gli appassionati di mountain bike. Da non perdere, durante una vacanza a Calascio, è la visita al Castello di Rocca Calascio, tra i più elevati d’Italia e d’Europa (1460 metri di altezza). La fortezza risale al XI secolo ed è situata su una roccia a picco sulla valle sottostante, offrendo una vista mozzafiato sul borgo e sui monti circostanti. Immerso in uno scenario naturale suggestivo e inserito nella lista dei 15 castelli più belli al mondo del National Geographic, Rocca Calascio è conosciuta dal grande pubblico per essere stata diverse volte set cinematografico di film nazionali e internazionali, come Amici miei – Atto II, Il nome della Rosa, The American e il cult-movie Ladyhawke a cui va il merito di aver reso celebre il borgo di Calascio in tutto il mondo. Basti pensare che a partire dal 1985, anno in cui il film uscì nelle sale, la rocca è stata soprannominata il “Castello di Ladyhawke”.
Ti consigliamo di visitare anche il Convento di Santa Maria delle Grazie o chiesa di San Francesco, che al suo interno custodisce un candelabro e un ciborio del XVII secolo, una tela dipinta da Giulio Bradeschini, risalente al XVI secolo, e un dipinto raffigurante una Madonna con Bambino. La piccola comunità montana dalle antiche origini medievali è caratterizzata da un territorio molto diversificato, tutto da scoprire: dalle foreste alle praterie, passando per i pascoli, fino ad arrivare alle altitudini più elevate e alle rocce calcaree del Gran Sasso.
Calascio non solo è la destinazione perfetta per una vacanza lontano dal caos e dallo stress della città, alla scoperta di un paesaggio naturale variegato e incontaminato, ma ti offre anche la possibilità di fare un tuffo nella storia e nella cultura di una terra splendida come l’Abruzzo, dove anche la cucina è un’arte. Prova ad assaggiare la zuppa di lenticchie servita con quadratini di pane fritto in olio di oliva oppure le lenticchie cucinate con le patate, le volarelle (pasta fatta in casa e tagliata a quadretti) o le salsicce. Tra i piatti da non perdere ci sono i maccheroni alla chitarra, un primo piatto tipico dell’Abruzzo a base di pasta fresca all’uovo fatta in casa condita con sugo di carne, e l’agnello alla chiaranese con formaggio e uova.

Il Parco della Sila, uno scrigno di biodiversità

Dove andare in montagna a settembre: Parco della Sila

L’avresti mai detto che anche la Calabria è una regione perfetta per le vacanze in montagna a settembre? Il Parco della Sila, situato tra le province di Cosenza e Catanzaro, è uno scrigno di biodiversità che offre ai suoi visitatori un vero e proprio tuffo nella natura incontaminata. Tra i suoi paesaggi spiccano i tre laghi artificiali Ampollino, Arvo e Ariamacina, le pinete del tipico pino silano e le foreste di faggio che in autunno si tingono di giallo e di rosso, ma non mancano anche prati verdi e pascoli. Lungo le dorsali del parco, dove ancora oggi è praticata la pastorizia, la transumanza e l’alpeggio, si aprono ampie vallate che accolgono numerosi torrenti e ruscelli.
Il Parco della Sila è un’oasi di tranquillità e di relax, lontana dallo smog cittadino e dal caos quotidiano. Se ami gli sport all’aria aperta, qui potrai fare lunghe passeggiate a cavallo o in mountain bike, oppure potrai dedicarti alla pesca sportiva, al bird-watching o all’escursionismo e raccogliere funghi, castagne e frutti di bosco. Il “polmone verde” della Calabria è un patrimonio naturale dove la varietà dei paesaggi, le numerose specie animali e vegetali, la bellezza dei laghi e dei corsi d’acqua che lo attraversano, ne fanno una destinazione perfetta per una vacanza in montagna a settembre davvero indimenticabile. L’area conserva ancora il fascino tipico di una zona selvaggia, dove la natura regna sovrana, e ti regala la possibilità di riscoprire i ritmi lenti della vita e di staccare completamente dal tran-tran di tutti i giorni.
Non perderti anche i piccoli centri abitati della zona, come San Giovanni in Fiore, Spezzano della Sila e Taverna, luoghi dove si coltivano le diverse varietà di patata della Sila, riconosciuta come prodotto IGP e simbolo della gastronomia calabrese. Il Parco della Sila è un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura, che non potranno che rimanere estasiati dalla sua bellezza, ma è anche un punto di riferimento per chi ama l’artigianato e i prodotti del territorio. Infatti, al suo interno il parco numerose attività produttive che, dall’artigianato all’agricoltura, da quelle tradizionali a quelle all’avanguardia, contribuiscono all’economia locale, valorizzando al meglio le ricchezze dell’altopiano silano.
Tra i prodotti tipici imperdibili ci sono: il caciocavallo silano, che ha conseguito il marchio D.O.P., ed è uno dei più antichi formaggi del sud Italia a pasta filata, le diverse specie di funghi, sott’olio, fritti o insaporiti nella padella con aglio e prezzemolo, arrostiti sulla griglia oppure seccati, capocollo, salsiccia, pancetta e soppressata, prodotti col marchio DOP, e il pane di castagne.

Aspromonte, tra mare e montagna

Dove andare in montagna a settembre: Aspromonte

Terra remota, aspra, selvaggia quella dell’Aspromonte, ma anche terra di contrasti e di bellezze mozzafiato. La montagna calabrese, situata nella provincia di Reggio Calabria, è limitata a oriente dal mar Ionio, a occidente dal mar Tirreno, accanto dallo Stretto di Messina, e a mezzogiorno dal fiume Petrace e dalle fiumare di Platì e di Careri. La vetta più alta è quella del Montalto, con i suoi 1.956 m, da cui si possono ammirare contemporaneamente Ionio e Tirreno che fanno da cornice al paesaggio aspromontano. La montagna continentale più meridionale d’Europa è una destinazione da non perdere soprattutto per gli appassionati di trekking e di sentieri impegnativi che richiedono un allenamento fisico adeguato.
L’Aspromonte è anche meta ideale per chi ama la natura, la tranquillità e i ritmi slow: un paradiso geologico, botanico e faunistico fatto di grotte, caverne, falesie e terrazzi marini, dove la vegetazione, ricca e variegata, conta oltre mille specie diverse e si presenta differente da una costa all’altra tanto che parlare di un “paesaggio tipico” è davvero difficile. Sul lato jonico dominano ginestre spinose, ginestre da fibra, lentisco, mirto e perastro, mentre nelle aree umide, le tamerici. Alle basse quote si trovano invece lecci e rovelle che lasciano spazio a faggi e conifere, dall’abete bianco al Pino nero calabro, a quelle più alte. Nelle aree medie sono presenti il castagno e le pinete, mentre nella zona litoranea predominano agrumi, bergamotto, vite e olivo.
Inoltre, nel parco nazionale dell’Aspromonte, che 2021 fa parte della rete mondiale dei geoparchi curata dall’Unesco, si trovano venticinque alberi monumentali ufficialmente censiti e una quercia di oltre 560 anni. Passeggiando tra i sentieri dell’Aspromonte, puoi incontrare lo scoiattolo meridionale dalla pelliccia nera, la martora, il tasso, la lepre, il ghiro, il driomio e rapaci stanziali, come l’aquila reale e il gufo reale.
Sei un birdwatcher? Allora il parco nazionale dell’Aspromonte è la tua meta ideale: qui, infatti, è possibile avvistare 106 specie diverse tra uccelli nidificanti e stanziali. Inoltre, il massiccio montuoso è luogo di passaggio obbligato per l’avifauna migratoria. Fascino millenario e una biodiversità unica, ma non solo: Aspromonte significa anche cucina genuina e tradizionale.
Imperdibili i maccaruni, una pasta fresca fatta in casa di origine magno greca, il caciocavallo di Ciminà, il Greco di Bianco, considerato il il vino più antico d’Italia insieme al Moscato di Siracusa, e naturalmente la spremuta di bergamotto.

Supramonte, un luogo unico al mondo

Dove andare in montagna a settembre: Lago Cedrino e Supramonte

L’antico e vasto complesso montuoso, protagonista di una celebre canzone di Fabrizio De Andrè, occupa la parte centro-orientale della Sardegna e si estende su una superficie di circa 350 km², occupando gran parte del territorio di Oliena, Orgosolo, Urzulei, Baunei e Dorgali, località situate lungo la base delle imponenti pareti calcaree che definiscono i confini degli altopiani.
Qui la forza dell’acqua ha scavato nel tempo suggestive grotte, creando gole e profonde voragini, codule, doline, falesie e grotte, pinnacoli rocciosi e formazioni spettacolari. L’alta quota del Supramonte è caratterizzata da un unico ambiente naturale, fatto di erbe basse e arbusti, come il ginepro sardo, rovi e cisti, inoltre lungo i sentieri sono numerose le testimonianze archeologiche che includono villaggi, capanne, pozzi sacri, monumenti di sepoltura, tombe dei giganti, dolmen e nuraghi. Il Supramonte è una delle aree naturali più incontaminate d’Europa, un luogo unico al mondo, ricco di biodiversità e tradizionalmente diviso in due parti dalla strada statale “Orientale Sarda”: il Supramonte marino, che si affaccia sul golfo di Orosei ed è compreso tra i comuni di Baunei e di Dorgali, e il Supramonte montano, circondato dai comuni di Oliena, Orgosolo e Urzulei. In entrambi i casi non mancano sentieri dedicati agli amanti del trekking e della mountain bike, percorribili in totale autonomia o in compagnia di una guida esperta.
Se deciderai di esplorare il Supramonte marino ti aspetta un suggestivo percorso lungo la costa fatto di falesie e canyon, grotte, faraglioni, scogliere e giganteschi pinnacoli. In questo caso ti suggeriamo di non perdere Cala Gonone, Cala Luna e la Grotta del Bue Marino. Uno scenario completamente diverso è quello del Supramonte montano, dove si trovano profondissime gole come Su Gorroppu e Su Suercone, oltre a straordinari insediamenti nuragici perfettamente conservati. Non perdere l’occasione di scoprire la montagna sarda, un angolo di paradiso ancora incontaminato, dove i profumi della macchia mediterranea e il silenzio della natura ti accompagneranno in un’avventura indimenticabile che ti lascerà a bocca aperta. Naturalmente, non si può visitare la Sardegna senza provare i suoi piatti tipici a base di prodotti genuini e freschissimi.
La vacanza in montagna a settembre è l’occasione perfetta per scoprire tutte le delizie della tradizione culinaria sarda, come il pane carasau, il pecorino, i formaggi caprini, i salumi locali e la grappa Cannonau.

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