Nel cuore del Sud Italia si trova una montagna che intreccia natura selvaggia e antiche leggende. È il Pollino, il “Monte degli Dei” che unisce Calabria e Basilicata.
L’Italia è una terra che custodisce miti e racconti senza tempo. Dai laghi ai monti, dalle isole ai borghi più “isolati”, ogni angolo ha una storia che affonda le radici nella tradizione classica.
Tra queste c’è il Pollino, un luogo che non è solo meta ideale per itinerari selvaggi nella natura, ma che evoca il ricordo di Apollo, il dio della musica, della luce e delle profezie. Una leggenda che ancora oggi accompagna chi si avventura in queste valli. Andiamo a scoprirla.
L’origine del nome Pollino: la nascita del “Monte degli Dei”
Da dove arriva il nome “Pollino”? Le interpretazioni sono tantissime. Secondo alcune, deriverebbe dal latino Apollino, un diminutivo di Apollo. L’assonanza linguistica suggerirebbe quindi un antico legame con il dio romano, custode e protettore delle montagne. Col passare dei secoli, il termine si sarebbe trasformato proprio in “Pollino”.
Ma ci sono anche spiegazioni di tipo più naturalistico. Alcuni studiosi fanno derivare “Pollino” dal verbo latino polleo, che significa “crescere“. In questo caso, il nome indicherebbe un luogo dove abbondano e “crescono” sorgenti, animali domestici e selvatici, erbe officinali e frutti spontanei. Risorse vitali per le comunità antiche, che proprio su queste montagne trovavano acqua, cibo e rimedi naturali.
Questa ipotesi trova un riscontro anche nella tradizione della transumanza: in autunno i pastori scendevano dai monti con giovani animali allevati durante la stagione, da qui il nome.
Apollo e il “Monte degli Dei” tra mito e leggende
Se è vero che non esistono prove storiche definitive che attestino la presenza di un culto ufficiale di Apollo sul Pollino, i racconti popolari e la memoria tramandata nei secoli hanno reso questo legame parte integrante della cultura locale.
Si narra che un tempo sulle montagne sorgesse un tempio dedicato al dio, e che pastori e viaggiatori invocassero la sua protezione attraversando boschi e valli. La natura stessa del Pollino, con l’abete bianco e i pini loricati che resistono al vento e al gelo, è diventata simbolo di forza e sacralità, rafforzando l’idea di un monte toccato dal divino.
Dove si trova e come arrivare nel Pollino
Il Pollino è il cuore dell’omonimo Parco Nazionale, uno dei più belli della Penisola e l’area protetta più grande d’Italia, che si estende tra Basilicata e Calabria. Le sue cime superano i 2.000 metri, regalando panorami che spaziano dal Mar Tirreno allo Ionio. Il punto di partenza ideale per una visita dipende dal versante scelto: tra i borghi più vicini ci sono Rotonda e Morano Calabro in Basilicata, oppure Civita e Mormanno in Calabria.
Chi arriva in auto può percorrere l’autostrada A2 del Mediterraneo, uscendo ai caselli di Campotenese o Lauria. Per risparmiare tempo, ci si può anche appoggiare a comodi servizi di telepedaggio. Viaggiando in treno, invece, le stazioni più vicine sono quelle di Sapri e Castrovillari, da cui si prosegue con autobus locali. Il massiccio è raggiungibile tutto l’anno, ma la primavera e l’autunno sono i momenti ideali per godere appieno dei sentieri e delle leggende che lo avvolgono.








