Attivata un’ampia no-fly zone intorno al Vaticano e predisposte molte altre misure per la gestione dell’afflusso di fedeli e personalità pubbliche in vista degli eventi legati alla morte di Papa Francesco. Ecco i dettagli.
A seguito della morte di Papa Francesco, Roma ha attivato un piano di sicurezza straordinario. Obiettivo: affrontare l’afflusso di fedeli e personalità in vista degli eventi legati alla scomparsa del Pontefice. Sono stati messi in campo mille uomini delle forze dell’ordine, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Garantiranno il controllo delle aree intorno al Vaticano e la sicurezza dei pellegrini prima, durante e dopo i funerali di Papa Francesco. Inoltre, l’area della Città del Vaticano sarà oggetto di un’ampia no-fly zone, per evitare qualsiasi intrusione aerea.
Per quanto riguarda proprio la no-fly zone, essa implicherà chiusure o limitazioni con riferimento ai voli nei principali scali capitolini, tra cui Fiumicino e Ciampino? Si potrà volare normalmente a Roma? Scopriamolo nelle prossime righe.
No-fly zone sul Vaticano: la situazione negli aeroporti di Roma
La no-fly zone è un’area geografica in cui è vietato sorvolare con aerei o altri velivoli. Questo provvedimento può essere attuato per motivi di sicurezza, di difesa nazionale, o per il controllo di eventi particolari, come nel caso di manifestazioni di grande rilevanza o di emergenze. In pratica, in una no-fly zone, le autorità civili o militari vietano l’ingresso aerei non autorizzati, come ad esempio voli commerciali o privati, per prevenire minacce potenziali, evitare incidenti o garantire la sicurezza durante eventi di massa, come quelli legati alla scomparsa di Papa Francesco.
Per quanto concerne il traffico aereo, l’estesa no-fly zone prevista non dovrebbe avere implicazioni particolari sulle partenze e arrivi nei principali scali di Roma. Dunque, nessuna cancellazione dei voli in partenza e in arrivo, salvo annunci last-minute.
Il piano di sicurezza predisposto dalla prefettura romana prevede anche l’utilizzo di aerei, elicotteri, radar e una rete di sorveglianza aerea per monitorare costantemente la situazione. Caccia militari sono in stato di allerta per eventuali emergenze, mentre i reparti speciali della Polizia e dei Carabinieri, supportati da tiratori scelti, garantiranno la protezione delle autorità e dei pellegrini.
Le misure di sicurezza per la gestione del flusso di fedeli
Oltre al potenziamento del trasporto pubblico e alle misure straordinarie per la viabilità, la Prefettura di Roma ha convocato d’urgenza un vertice con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, durante il quale sono stati definiti tutti i dettagli operativi. Le forze di polizia, coadiuvate da altri enti, garantiranno una gestione ordinata dell’afflusso di persone. In aggiunta ai mille uomini delle forze dell’ordine, ci saranno anche 500 volontari della Protezione Civile, 100 vigili del fuoco e 600 agenti della Polizia Locale. È stato anche previsto un sistema di assistenza sanitaria con otto postazioni di soccorso attive, affidate al servizio Ares 118.
A causa dell’elevato numero di pellegrini, l’accesso a San Pietro sarà monitorato con metal detector. E per garantire la sicurezza della rete web, la Polizia Postale seguirà i flussi di informazione per prevenire attacchi informatici.
Questo piano di sicurezza si inserisce anche nel più ampio progetto di preparazione di Roma per il Giubileo, evento che già prevedeva misure straordinarie di sicurezza. Particolare attenzione sarà dedicata alle aree frequentate dai turisti, come il Tridente, dove si intensificheranno le operazioni per prevenire borseggi e furti. Confermati invece gli eventi relativi al Giubileo degli adolescenti, che si svolgeranno da venerdì a domenica, con l’arrivo di migliaia di giovani pellegrini.








