La recente pronuncia del Consiglio di Stato considera legittimo comminare multe a chi parcheggia bici e moto fuori dagli spazi riservati. 

Secondo quanto stabilito dal regolamento del Comune di Cagliari, chi parcheggia bici e moto fuori dagli spazi riservati può essere sanzionato dalle Forze dell’Ordine. E il Consiglio di Stato, il tribunale di ultimo grado sulla giustizia amministrativa, ha confermato e stabilito che questo regolamento è legittimo.

Il caso.

Parcheggi bici e moto fuori dagli spazi riservati: il caso

Come mai si è arrivati a una sentenza del Consiglio di Stato sulla legittimità di parcheggiare bici o moto fuori dagli spazi riservati? A far nascere il caso è stata la sezione cagliaritana della FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, che ha l’obiettivo di proporre la bici come mezzo per la mobilità sostenibile.

Nel ricorso presentato contro il regolamento del Comune di Cagliari, la FIAB ha sostenuto l’illegittimità dell’atto per tre motivi principali. In primo luogo, poiché esso avrebbe introdotto, a giudizio dell’associazione, una tipologia di divieto non contemplata dal Codice della Strada.

In secondo luogo, perché tale divieto risulterebbe in contrasto con il principio di uguaglianza, non trovando applicazione nei confronti di altri veicoli, quali monopattini elettrici o segway. Infine, in quanto le sanzioni previste sarebbero da considerarsi eccessive e non proporzionate. Il ricorso era stato precedentemente respinto anche dal TAR della Sardegna.

Secondo il Consiglio di Stato, tutte e tre le censure sollevate risultano infondate. Il Collegio ha osservato che il regolamento del Comune di Cagliari non introduce nuovi divieti non contemplati dall’ordinamento, ma si limita a disciplinare le modalità corrette di utilizzo delle infrastrutture urbane, nonché a tutelare il cosiddetto decoro urbano, inteso, secondo la definizione accolta nella sentenza, come «il rispetto della dignità dello spazio urbano, in particolare nelle sue componenti destinate all’uso collettivo».

Inoltre, il Consiglio di Stato ha ritenuto che la decisione del TAR non abbia violato il principio di uguaglianza, come sostenuto dalla FIAB, la quale aveva operato un raffronto tra veicoli diversi e, ad avviso del Collegio, non assimilabili tra loro, quali biciclette, monopattini e segway.

Come funzionerebbero le multe per bici e moto?

Il Comune di Cagliari prevede delle multe per chiunque leghi «biciclette, ciclomotori o motocicli a infrastrutture pubbliche non destinate allo scopo» che vanno da 75 a 800 euro, a seconda delle aree. Tuttavia, multare chi infrange la norma potrebbe essere più difficile del previsto. A differenza delle moto, le bici non hanno le targhe. Di conseguenza, non dispongono di un sistema che consenta di identificare con immediatezza il proprietario o il responsabile di un eventuale parcheggio irregolare.

In tali circostanze, i comuni potrebbero procedere alla rimozione del mezzo mediante carro attrezzi, collocandolo successivamente in un deposito e attendendo che il proprietario ne richieda la restituzione previo pagamento della sanzione. Tuttavia, si tratta di un’operazione onerosa per l’amministrazione, significativamente più complessa rispetto all’emissione di una semplice multa applicata direttamente sul veicolo, come avviene per le automobili.

Inoltre, non di rado, l’importo complessivo della sanzione e delle spese di rimozione supera il valore economico della bicicletta, circostanza che può indurre il proprietario a non ritirarla, con la conseguenza che il comune non riesce comunque a recuperare i costi sostenuti.

Dove parcheggiare bici e moto senza problemi?

Vista la sentenza del Consiglio di Stato, bisognerebbe prestare particolarmente attenzione ora a dove sostare bici e moto. Per evitare multe, è bene conoscere il regolamento vigente del Comune di residenza. In alcuni casi potrebbero esserci regole stringenti mentre in altri le norme potrebbero permettere la sosta fuori dalle aree riservate.

Per esempio, a Milano sono stati inaugurate di recente le velostazioni, “bicipark” che permettono di lasciare la bici in sosta gratuitamente per due ore, ma è possibile parcheggiare «al lato della strada, dove non sia espressamente vietato». In ogni caso, per bici e moto si consiglia di usare in ogni Comune aree dedicate o parcheggi convenzionati.