Gli affreschi contemporanei che spiccano sui muri delle piccole e delle grandi città sono diventati parte integrante del paesaggio urbano perché colorati, impegnati ed emozionanti. Da Nord a Sud, ecco quelli che non passano inosservati. 

Negli ultimi decenni la street art ha conquistato un ruolo centrale, sia che si tratti di piccoli borghi, sia di grandi metropoli, trasformandosi da linguaggio marginale (e molte volte illegale) in un potente strumento di rigenerazione culturale e sociale, che fa bene pure al turismo. Oggi, infatti, visitare una città significa spesso anche attraversare i suoi “quartieri dipinti”, scoprire opere murali monumentali ed esplorare percorsi artistici a cielo aperto.
L’arte di strada mantiene ancora la sua natura ribelle, ma allo stesso tempo è diventata un mezzo per costruire identità locali e rinsaldare il legame tra gli abitanti e il territorio. Possiamo dire che in Italia la crescita del fenomeno è stata esponenziale e ogni centro ha i suoi meravigliosi disegni che raccontano una storia condivisa. Vediamo quali sono alcuni dei più famosi e dove si trovano.

Street art: un po’ di storia

Ebbene sì, che l’uomo abbia un debole per disegnare sui muri è cosa nota dai tempi del Paleolitico: tra le testimonianze di arte parietale più antiche e note ci sono le cosiddette pitture rupestri delle Grotte di Lascaux, realizzate circa 17.000-18.000 anni fa. Rappresentano in particolare scene di caccia e sono una delle attrazioni più affascinanti del sud della Francia, precisamente in Dordogna, vicino al villaggio di Montignac. Non certo vera e propria street art, ma una scintilla primigenia che dimostra come l’arte sia nel nostro Dna.
Per arrivare alle origini dell’arte urbana propriamente detta bisogna però andare molto avanti nel tempo, nella New York della fine degli anni ‘60 e inizio ‘70 del ‘900, quando nasce il graffitismo: con le bombolette spray i graffitari (o writer) segnano muri lungo le strade e i vagoni dei treni, lasciando la loro firma (o quella della crew, ovvero del gruppo di appartenenza) con un tag, il nome in codice con cui si identificavano. Si trattava, per chi si sentiva emarginato e senza spazi d’espressione, di far sentire la propria voce: da fenomeno legato alla cultura hip hop dei giovani afro-americani, la pratica si evolve in tecniche sempre più sofisticate e diverse.
Negli anni ‘80 sono Keith Haring e Jean-Michel Basquiat con le loro iconiche opere a dare alla street art una connotazione artistica (tanto da finire nei musei) così come il britannico Banksy che diventa negli anni 2000 uno degli esponenti di spicco, grazie alla sua identità segreta e ai suoi stencil che appaiono a sorpresa, dialogando con il pubblico attraverso messaggi politici e sociali di guerrilla art.
Nel mondo, la street art contemporanea tende a essere sempre più istituzionalizzata – sostenuta da iniziative promosse dagli stessi comuni o da grandi sponsor – impiegata non solo come strumento di riqualificazione urbana delle periferie, ma anche per decorare le facciate di edifici e palazzi di zone centrali, in un’alternanza tra la sua natura disobbediente e la coolness conquistata nell’epoca di Instagram.

Le città italiane e i loro murales

In molte città italiane la street art è diventata un elemento riconoscibile del paesaggio urbano. Murales monumentali (ma anche disegni di dimensioni più ridotte) vivacizzano quartieri un tempo anonimi e danno un tocco originale anche alle vie centrali. Vediamo dove andare a fare i migliori tour.

Torino

Street Art in Italia: i murales di Torino

Torino è una delle città italiane che ha saputo strutturare un vero sistema di street art. Borgo Vecchio Campidoglio ospita il MAU (Museo di Arte Urbana), un progetto nato addirittura nel 1995 che ha trasformato un ex quartiere operaio in un insediamento artistico permanente, dove si trovano più di 180 opere perfettamente integrate nel contesto. Un ottimo punto di partenza per un tour alla scoperta dei murales torinesi che non può non concludersi davanti a uno degli ultimi arrivati, già molto celebre: stiamo parlando di quello dedicato all’illustre concittadino Piero Angela, dal titolo Sapere Aude e realizzato sulla facciata della sede Rai di Via Verdi dall’artista Francesco Persichella, noto come PISKV.

Genova

Street Art in Italia: i murales di Genova

La street art a Genova fa rima con rinascita: si tratta di quella del quartiere Certosa, in Valpolcevera, periferia popolare della città diventata tristemente nota al grande pubblico nel 2018 per il crollo del Ponte Morandi. Con il progetto On the wall, inaugurato nel 2020, le facciate di 13 edifici si sono trasformate prima in tele bianche, poi in opere d’arte a cielo aperto, che hanno coinvolto i cittadini e alcuni tra i maggiori artisti nazionali e internazionali. Certosa è ora una meta turistica, con nuove attività e negozi, dove a essere protagonisti sono proprio i murales: tra i più rappresentativi c’è quello gigante che raffigura Amore e Psiche del Canova, omaggio del famoso artista Ozmo, ovvero l’italiano Gionata Gesi, alle vittime della tragedia.

Milano

Street Art in Italia: i murales di Milano

Riqualificazione, ma anche design e moda: a Milano l’arte urbana è lo specchio delle differenti anime del capoluogo lombardo. Basta una (lunga) passeggiata in giro per la città per rendersene conto: in Largo La Foppa, a pochi passi dalla rinomata zona Brera si trova il noto Muro Gucci, ovvero la facciata di un palazzo che il marchio di moda rende protagonista di dipinti sempre nuovi; mente nel quartiere Città Studi è l’eccentrica sede di Toilet Paper (in Via Giuseppe Balzaretti 4) dell’istrionico Maurizio Cattelan (in duo con il fotografo Pierpaolo Ferrari) a non passare inosservata.
Il place to be della street art a scopo sociale e culturale è, però, il quartiere Ortica, grazie al progetto Ortica Memoria (OrMe) e il collettivo Orticanoodles, con opere dedicate alla storia del ‘900 italiano ed europeo: l’ultimo arrivato è stato presentato per gli 80 anni della Festa della Liberazione ed è intitolato I ragazzi di via Botticelli, ovvero quattro giovanissimi partigiani uccisi nel 1945. Da non perdere anche Il Duomo di Ortica, con la cattedrale riprodotta lungo Via Pitteri, con tanto di “Madonnina” in versione maxi murale. Da segnalare, Love Seeker e Heart Slingshot, i grandi disegni di Millo (Francesco Camillo Giorgino) al Giardino delle Culture, in Via Morosini 8, dove uno spazio degradato è stato convertito in luogo destinato alla collettività.

Padova

Street Art in Italia: i murales di Padova

Kenny Random, Tony Gallo e Alessio B sono i nomi che si legano maggiormente alla storia della street art patavina. La città dello spritz con i suoi murales combina romanticismo e mondi onirici a opere artistiche che intervengono sul recupero di scuole, impianti sportivi ed edifici in particolare nei quartieri più attenzionati, come l’Arcella, dietro alla stazione ferroviaria.
Negli ultimi anni Padova ha consolidato un progetto culturale di street art chiamato Super Walls, che vede in azione artisti italiani e non. Una delle opere a cui i cittadini sono più affezionati si trova nel cuore del centro storico ed è stata realizzata da Kenny Random (all’anagrafe il padovano Andrea Coppo): si trova in Via Manin, all’incrocio con Via Monte di Pietà, e raffigura due innamorati che si baciano nel vento, con il cappello di lei che vola e un gatto a guardarli.

Bologna

Street Art in Italia: i murales di Bologna

Dai graffiti agli stickers, a Bologna la street art si rintraccia in ogni angolo. Impossibile non citare il murales più nuovo, svelato lo scorso 4 marzo, che ha come protagonista Lucio Dalla, uno dei cantautori simbolo della città. Si chiama Felicità, proprio come il brano del 1988, ed è stato creato dalla mano dell’artista Kotè (Antonio Cotecchia), che ne ha rappresentato il volto sulla facciata di una Palazzina Acer in Via Fioravanti, nel quartiere della Bolognina. Chissà se diventerà celebre come l’omaggio che si ammira in Via d’Azeglio, dove l’ombra di Dalla che suona il sax in chiave graffito è “proiettata” sulla sua storica abitazione. Bologna, da sapere, è uno dei luoghi in cui la street art made in Italy si è formata: in particolare è legata al nome di Blu, artista di fama mondiale nato a Senigallia che qui ha mosso i primi passi nel 1999. Nel 2016, in segno di protesta contro la rimozione e la musealizzazione delle sue opere senza consenso, ha deciso di cancellare tutti i suoi murales coprendoli con vernice grigia.

Roma

Street Art in Italia: i murales di Roma

Itinerari di arte urbana non mancano neppure a Roma, dal Quadraro al Pigneto, passando per Ostiense, San Lorenzo e Tor Marancia. I posti da segnare sono soprattutto: il Quadraro, che il progetto M.U.Ro (Museo di Urban Art di Roma) avviato da David Vecchiato (artista, curatore e musicista conosciuto come Diavù) nel 2010 ha trasformato in un museo a cielo aperto con tematiche che riportano all’anima antifascita del quartiere Medaglia d’Oro al merito civile; la borgata popolare di Tor Marancia, con il suo “Museo Condominiale” che ospita oltre a 500 inquilini anche i murales di 22 artisti, uno più bello dell’altro; Ostiense, ex area industriale, è ormai un distretto culturale (oltre che street art district) riconosciuto, dove si alternano opere monumentali di Blu, Sten Lex, Herbert Baglione. Ed è proprio qui, in via del Porto Fluviale, che c’è uno dei murales più famosi della Capitale, quello “mangia-smog” di Federico Massa (nome d’arte Iena Cruz), realizzato in un’ottica di arte rigenerativa urbana con la speciale vernice in polvere “Airlite” in grado di ripulire l’aria.

Napoli

La Street Art che arreda le città: i murales più belli e famosi d’Italia

Per chi batte il cuore dei napoletani? Per San Gennaro e Maradona che, ovviamente, sono celebrati entrambi in due murales famosissimi. Il primo è stato appena restaurato (febbraio 2025), ed è uno dei dipinti più noti dello street artist Jorit: si colloca a Forcella, in via Duomo è alto 15 metri, e mostra il santo con i tratti del viso di un giovane partenopeo, per la volontà dell’artista di ispirarsi alla gente comune.
Per ammirare El pibe de oro, invece, hai due possibilità: c’è sempre Jorit, che lo ritrae su un muro delle case popolari a San Giovanni a Teduccio, altrimenti vai nel Quartieri Spagnoli, in via Emanuele de Deo 60, dove il giocatore è rappresentato con la maglia della squadra in un’opera datata 1990, quando il Napoli vinse il secondo scudetto. La street art napoletana è spesso spontanea: lo ha dimostrato nel corso di 30 anni il duo di writer Cyop&Kaf, lasciando segni distintivi (corpi e volti stilizzati) lungo le vie, prima di annunciare a gennaio 2025 con un necrologio appeso sui muri la fine di questo capitolo della loro carriera artistica durato dal 1994 al 2024.

Palermo

Street Art in Italia: i murales di Palermo

Nel capoluogo siciliano la street art si è sviluppata a partire dai quartieri storici, con uno spirito fortemente sociale. Sono tanti gli artisti che hanno contribuito a realizzare grandi e piccoli murales che ora sono parte integrante delle tappe per andare alla scoperta della città: impossibile mancare i bellissimi disegni di Igor Scalisi Palminteri che raffigurano uno Santa Rosalia, la patrona di Palermo nel quartiere dell’Albergheria, l’altrettanto affascinante San Benedetto il Moro, che giganteggia sopra un campetto da calcio nel mercato multietnico di Ballarò e Sant’Erasmo, sulla facciata dell’ex pastificio Virga, che munito di remi e giubbotto arancione di salvataggio scruta il mare.