Elon Musk non si accontenta del successo di Tesla e SpaceX. Il magnate di origine sudafricana avrebbe messo gli occhi su OpenAI, la società che ha sviluppato il più conosciuto software di intelligenza artificiale generativa, ChatGPT. Un chatbot oggi implementato anche nelle auto Peugeot e nelle bici del futuro. Scopriamo cosa c’è dietro e se questo scenario può diventare realtà.
L’uomo più ricco del mondo è uno dei personaggi più esposti e discussi di questi tempi. Entrato a far parte dell’amministrazione di Donald Trump, dopo aver finanziato la campagna che ha portato il tycoon alla vittoria nelle elezioni USA, Musk ha aggiunto alle auto elettriche e alle missioni spaziali anche la proprietà di X (ex Twitter) e di altre aziende di innovazione come Neuralink, oltre a portare avanti progetti avveniristici come il tunnel anti-traffico.
Ora, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post, l’imprenditore lancia l’offerta di 97,4 miliardi di dollari (equivalenti a circa 94 miliardi di euro) per acquistare OpenAI. Un’operazione che metterebbe ancora una volta in subbuglio il settore AI, già animato nelle scorse settimane dal boom dell’app cinese DeepSeek.
Offerta per OpenAI: lo scenario
Stando ai media, Marc Toberoff, avvocato di Elon Musk, avrebbe inviato al consiglio di amministrazione di OpenAI l’offerta di un gruppo di investitori guidati da Musk e interessato ad acquisire l’organizzazione non profit che controlla la società. E alla cui fondazione e finanziamento, avvenuta a San Francisco nel 2015, ha partecipato lo stesso Musk. Insieme, tra gli altri, all’attuale CEO Sam Altman.
L’offerta, però, è nettamente inferiore rispetto al corrente valore di mercato di Open AI. Quest’ultima, infatti, è valutata 157 miliardi di dollari. L’organizzazione, inoltre, è coinvolta nel progetto Stargate, la grande piattaforma di intelligenza artificiale sul cui sviluppo il presidente Trump intende puntare nel prossimo futuro. Di questo programma, allo stato attuale, non fa parte alcuna azienda di Musk.
Va ricordato che tra Elon Musk e Sam Altman non corrono buoni rapporti. Il primo uscì da OpenAI nel 2018, cessando i finanziamenti dopo non essere riuscito ad assumere il controllo della società. OpenAI, da allora, ha aperto una divisione aziendale a scopo di lucro e ha stretto partnership con Microsoft.
Musk comprerà davvero ChatGPT?
Sam Altman ha oggi saldamente in mano il controllo di OpenAI. Questo aspetto, oltre all’insufficienza dell’offerta presentata, rende piuttosto difficile che Elon Musk possa comprare davvero la società. E quindi continuare a espandersi nel mondo del digitale anche come proprietario di ChatGPT.
Altman ha risposto in maniera ironica postando la frase “No grazie, ma compreremo Twitter per 9,74 miliardi di dollari, se vuoi“, in cui ha chiamato con il vecchio nome il social network che Musk ha incamerato nel 2022 per 44 miliardi, trasformandolo in X. Altman, inoltre, ha scherzato con la cifra proposta da Musk, modificandola da 97,4 a 9,74 miliardi di dollari. Un modo sottile per far capire a Musk che l’offerta fatta è molto bassa.
Quella di Elon, sulla scia delle precedenti ruggini con Altman, sembra più che altro un’azione di disturbo, per intralciare la riorganizzazione societaria in corso a OpenAI, la quale dovrebbe diventare una realtà interamente a fini di lucro e accrescere la propria valutazione di mercato.
Infine, chi c’è insieme a Musk nel gruppo di investitori che vorrebbero OpenAI? X.AI (la società di intelligenza artificiale di Musk che ha implementato il tool Grok in X), la società di investimento Vy Capital, Ariel Emanuel (proprietario del gruppo media TKO) e altri soggetti minori.








