Ribattezzato da Federico II di Svevia “La Fulgentissima”, Naro, in provincia di Agrigento, è un borgo dove la storia si respira ad ogni angolo. 

L’isola più grande del Mediterraneo è una terra incantevole da esplorare. Qui si trovano meraviglie naturalistiche come il Parco dell’Etna e la Riserva dello Zingaro, città ricche di storia, un tratto della Via Francigena e persino l’altalena più alta d’Europa! E poi, ci sono i tanti meravigliosi borghi della Sicilia. Tra questi, Naro è tra i finalisti della competizione “Borgo dei Borghi 2024”.

La storia di Naro

Quando si parla delle origini di Naro, storia e mito si intrecciano. Secondo una leggenda, il borgo fu fondato dai giganti, antichi abitanti della Sicilia. Ipotesi più realistiche, però, la identificano con antiche città sicane come Camico o Indàra. Quel che è certo è che il territorio di Naro ospita ancora i resti di insediamenti paleocristiani e ville romane. Il borgo diede anche i natali a San Gregorio, vescovo d’Agrigento.

Con l’avvento degli arabi nell’839,  Naro conobbe un periodo di crescita e prosperità, grazie alla sua posizione strategica lungo le vie di commercio e alla fertilità delle sue terre. Durante il dominio arabo, il borgo fu ampliato e fortificato, cosa che permise agli abitanti di resistere all’assedio normanno, almeno fino 1086 quando cadde sotto il Conte Ruggero. Quest’ultimo trasformò la moschea locale in una chiesa madre, a simboleggiare il cambio di dominazione.

Nel corso dei secoli successivi, Naro vide il susseguirsi di periodi di crescita e declino, finché nel 1525 ottenne il titolo di città da Carlo V, segnando un nuovo capitolo della sua storia. Il XVII e XVIII secolo furono un momento di splendore per il borgo, con ordini monastici particolarmente attivi nella costruzione e nel rinnovo di chiese e monasteri che ancora oggi caratterizzano il tessuto urbano.

Questa ricca storia conferisce a Naro un fascino unico, che continua a attrarre visitatori da tutto il mondo, desiderosi di scoprire le sue antiche strade e gli affascinanti racconti che esse custodiscono.

Cosa vedere nel borgo di Naro

Esploriamo le viuzze pittoresche di Naro e scopriamo alcune delle principali attrazioni che questo borgo riserva ai visitatori.

Castello dei Chiaramonte

Costruito nel XII secolo, il Castello dei Chiaramonte fu modificato nel XIV secolo. Oggi presenta una pianta quasi rettangolare caratterizzata da una cinta muraria in pietra gialla dotata di torri sia cilindriche sia quadrate, e da un ampio cortile interno con un pozzo.

La torre quadrata ospita un salone, detto Sala del principe o dei baroni. Qui è possibile ammirare un soffitto a volta a botte a sesto acuto, due belle bifore gotiche e diverse porzioni di un affresco che la famiglia commissionò al pittore Cecco da Naro, che si occupò anche di Palazzo Steri, residenza dei Chiaramonte a Palermo. È possibile raggiungere anche la cima della torre, dalla quale si può ammirare una bella vista sul borgo, la valle del paradiso e il canale di Sicilia, e l’entroterra siciliano. Nelle giornate più limpide si riesce a scorgere l’Etna.

Al di là della struttura, il castello è interessante anche per le leggende a esso collegato, oltre a quella della presunta costruzione da parte dei giganti. La storia più intrigante racconta di madonna Giselda, la castellana, che si innamorò del suo paggio Beltrando e, scoperta dal marito Pietro Giovanni Calvello, fu richiusa in una cella dove si lasciò morire di fame e di dolore, dopo aver saputo della morte dell’amato. C’è chi giura che, ancora oggi, nelle notti di luna piena autunnali, il fantasma della donna appaia sulla terrazza del castello.

Le Chiese

Come già anticipato, ci fu un periodo della storia in cui a Naso furono costruiti numerosi edifici religiosi.

Tra i tanti che varrebbe la pena visitare, citiamo il Duomo Normanno, oggi sconsacrato e monumento nazionale. Il Duomo venne edificato sulla preesistente moschea nel 1089 da Ruggero D’Altavilla, dopo la conquista normanna di Naro. Nei secoli, la chiesa subì rimaneggiamenti e aggiunte, per essere poi restaurata all’inizio del XXI secolo. L’antica volta è ormai crollata, ma il sito mantiene il suo fascino, anche grazie alla sua posizione, in cima a una collina, raggiungibile attraverso una lunga scalinata.

Altro luogo interessante è il Santuario di San Calogero, edificato nel 1599 sopra la cosiddetta “grotta di san Calogero”, ovvero il luogo dove si dice che il santo abbia vissuto. In realtà, la chiesa esisteva già in precedenza, con documenti che ne danno testimonianza risalenti al 1088. L’attuale facciata è in stile barocco. L’interno presenta un’unica navata e conserva diversi dipinti.

Infine, da visitare anche la Chiesa di San Francesco, che conserva le reliquie di San Domizio e Santa Colomba, morti durante le Crociate

La Porta d’Oro

Costruita nel 1263 insieme alle mura difensive del borgo, la Porta d’Oro (o Porta Vecchia) ne rappresenta uno dei pochi tratti sopravvissuti al trascorrere del tempo. Ed è, soprattutto, l’unica porta d’ingresso a Naso rimasta delle sei originali.

Il suo nome fa riferimento a tre elementi diversi: la presenza, in antichità, di una dogana; la vicinanza del quartiere ebraico dove la comunità svolgeva i suoi floridi commerci; l’abbondante flusso di grano proveniente dalle campagne e che entrava in città proprio attraverso questa porta.

Siti archeologici

Poco distante dal centro di Naro, in contrada Paradiso, si trovano i resti di alcune catacombe paleocristiane. Si tratta di sepolture rurali di cui la più grande è la Grotta delle Meraviglie, lunga circa 20 metri.

Come arrivare a Naro

Naro si trova in provincia di Agrigento. Per raggiugnere il borgo si hanno diverse opzioni:

  • In auto: dopo aver raggiunto Agrigento, imboccare la strada statale SS189 in direzione di Caltanissetta e proseguire fino all’uscita per Naro.
  • In treno: chi ama viaggiare in treno può acquistare un biglietto ferroviario via app per raggiungere prima la stazione di Caltanissetta, la più vicina a Naro, per poi proseguire con un treno regionale fino al borgo.

È possibile raggiungere Naro in aereo? Il modo più conveniente, in questo caso, è atterrare a Palermo o a Catania e poi prendere un’auto a noleggio. Il tragitto dura circa 2 ore e mezza, a seconda del traffico.